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Tra i documenti che aiutano a comprendere il clima religioso e politico dell’Indonesia nei primi anni successivi all’indipendenza, merita attenzione una testimonianza pubblicata in lingua olandese nel 1959 e dedicata alle reazioni suscitate dalla morte di Papa Pio XII, avvenuta nell’ottobre del 1958.

Il documento si colloca in una fase cruciale della storia indonesiana, quando la giovane Repubblica cercava di definire il proprio equilibrio tra nazionalismo, pluralismo religioso e una crescente polarizzazione politica; per questa ragione, non è raro trovare foto o interventi di Soekarno a funzioni cristiane in occasioni particolari come il Natale.

La fonte, Missienieuws der Nederlandse Jezuïeten, Notizie Missionarie dei Gesuiti Olandesi (n. 67 del 1959, pp. 8-9), descrive un coinvolgimento sorprendentemente ampio da parte della società e delle istituzioni indonesiane. Secondo l’autore, il Presidente Soekarno, il Ministro degli Affari Esteri e il Sindaco di Giacarta avrebbero inviato telegrammi di condoglianze alla Santa Sede, mentre la stampa nazionale avrebbe dedicato ampio spazio alla scomparsa del Pontefice.

Il documento riferisce inoltre della partecipazione di numerose personalità governative e diplomatiche alle celebrazioni commemorative organizzate nella capitale e a Yogyakarta.

Particolarmente significativa è la descrizione della Messa pontificale celebrata nella cattedrale di Giacarta il 15 ottobre 1958.

Un Momento della Messa Solenne nella Cattedrale di Jakarta nel 1958 (Foto Delpher)

La fonte parla di una grande affluenza di fedeli, della presenza di ministri, ufficiali dello Stato e rappresentanti diplomatici, nonché dell’attenzione riservata all’evento dalle autorità pubbliche; viene inoltre menzionata una celebrazione analoga a Yogyakarta alla quale avrebbero partecipato importanti esponenti della vita politica e amministrativa locale, compreso il Sultano, Hamengkubuwono IX.

Si consideri questo estratto:

Zoals overal ter wereld werd ook hier in Java het overlijden van onze grote
en hoogvereerde Paus door de Katholieken met diepe verslagenheid ver-
nomen. Ook van niet-katholieke zijde was de belangstelling en het mede-
leven enorm. President Soekarno, de Minister van Buitenlandse zaken en
de Burgemeester van Djakarta zonden condoléance-telegrammen naar het
Vatikaan. Op het paleis en van alle officiële gebouwen in Djakarta en in
alle andere steden hing de vlag halfstok tot en met de dag van de begrafenis.
De kranten van alle richting gaven uitvoerige berichten op de voorpagina;
bijna alle dagbladen wijdden een waarderend en sympathiek hoofdartikel aan
Pius XII.

Come in tutto il mondo, anche qui a Giava la scomparsa del nostro grande e veneratissimo Papa è stata appresa dai cattolici con profondo sgomento. Anche da parte non cattolica l’interesse e la partecipazione sono stati enormi. Il Presidente Sukarno, il Ministro degli Affari Esteri e il Sindaco di Giacarta hanno inviato telegrammi di condoglianze al Vaticano. Sul palazzo [presidenziale] e su tutti gli edifici ufficiali di Giacarta e di tutte le altre città la bandiera è rimasta a mezz’asta fino al giorno del funerale compreso. I giornali di ogni orientamento hanno riportato ampie notizie in prima pagina; quasi tutti i quotidiani hanno dedicato un editoriale di apprezzamento e simpatia a Pio XII.

Missienieuws der Nederlandse Jezuïeten, Notizie Missionarie dei Gesuiti OIandesi, n. 67 del 1959, pp. 8-9.

Naturalmente, in assenza di ulteriori verifiche archivistiche indipendenti, questi dettagli devono essere considerati come informazioni riportate dalla fonte stessa e non come fatti definitivamente accertati. Secondo quanto riportato nella didascalia della seconda foto che correda l’articolo, era presente il Ministro degli Affari Esteri, Subandrio (a dx), l’Ambasciatore di Egitto con la moglie e l’Ambasciatore italiano (a sx). Tuttavia, il valore storico del documento non risiede soltanto nella precisione delle notizie che trasmette, quanto piuttosto per l’immagine dell’Indonesia che restituisce ai lettori dell’epoca.

Un Momento della Messa Solenne nella Cattedrale di Jakarta nel 1958 (Foto Delpher)

A pochi anni dalla fine del dominio coloniale olandese, l’autore, espressione del mondo cattolico dei Paesi Bassi, presenta infatti un’Indonesia nel quale il cattolicesimo, pur rappresentando una minoranza religiosa, sarebbe stato pienamente inserito nella vita pubblica nazionale. La partecipazione delle autorità civili alle commemorazioni e il tono generale della narrazione suggeriscono l’esistenza di rapporti cordiali tra le istituzioni della giovane Repubblica e la comunità cattolica.

Per questo motivo la testimonianza costituisce una piccola ma significativa finestra sull’Indonesia dell’era di Soekarno. Al di là della verifica puntuale dei singoli episodi, il documento mostra come un osservatore contemporaneo percepisse il ruolo del cattolicesimo all’interno di uno Stato a maggioranza musulmana che stava ancora costruendo la propria identità nazionale dopo l’indipendenza.

In questo senso, la fonte non racconta soltanto la morte di un Papa, ma offre anche uno spunto interessante per riflettere sul pluralismo religioso e sulla convivenza tra comunità diverse nell’Indonesia degli anni Cinquanta.

La testimonianza è inoltre interessante perché proviene da un ambiente missionario olandese, in un momento storico in cui il rapporto tra l’eredità coloniale e la nuova identità nazionale indonesiana era ancora in piena trasformazione. Il cattolicesimo viene tuttavia rappresentato non come un residuo del passato coloniale, ma come una presenza religiosa pienamente inserita nella nuova realtà repubblicana.

Le immagini coeve conservate insieme alla testimonianza permettono inoltre di riconoscere la cattedrale di Jakarta nella sua struttura storica, sostanzialmente conservata fino ad oggi, salvo gli adattamenti liturgici introdotti dopo il Concilio Vaticano II, posteriori rispetto alla celebrazione del Pontificale del 1958.

Di Salvatore Puleio

Salvatore Puleio è analista e ricercatore nell'area 'Terrorismo Nazionale e Internazionale' presso il Centro Studi Criminalità e Giustizia ETS di Padova, un think tank italiano dedicato agli studi sulla criminalità, la sicurezza e la ricerca storica. Per la rubrica Mosaico Internazionale, nel Giornale dell’Umbria (giornale regionale online) e Porta Portese (giornale regionale online) ha scritto 'Modernità ed Islam in Indonesia – Un rapporto Conflittuale' e 'Il Salafismo e la ricerca della ‘Purezza’ – Un Separatismo Latente'. Collabora anche con ‘Fatti per la Storia’, una rivista storica online; tra le pubblicazioni, 'La sacra Rota Romana, il tribunale più celebre della storia' e 'Bernardo da Chiaravalle: monaco, maestro e costruttore di civiltà'. Nel 2024 ha creato e gestisce la rivista storica informale online, ‘Islam e Dintorni’, dedicata alla storia dell'Islam e ai temi correlati. (i.e. storia dell'Indonesia, terrorismo, ecc.). Nel 2025 ha iniziato a colloborare con la testata online 'Rights Reporter', per la quale scrive articoli e analisi sull'Islam, la shariah e i diritti umani.

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