Tapanoeli Indie Orientali Olandesi religione islam cristianesimo paganesimo
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Il Koloniaal Verslag era uno degli strumenti attraverso cui l’amministrazione delle Indie Orientali Olandesi restituiva annualmente alla madrepatria un quadro delle condizioni dei diversi territori coloniali. La sua natura era essenzialmente amministrativa: sicurezza, religione, istruzione, agricoltura, commercio, sanità e infrastrutture venivano registrati secondo le esigenze del governo coloniale.

Proprio questa apparente ordinarietà rende la fonte interessante. Non è una storia costruita a posteriori e non cerca necessariamente di individuare le grandi trasformazioni del proprio tempo; registra piuttosto quanto accadeva dal punto di vista amministrativo.

Koloniaal Verslag 1913. Nederlandsch-Indie. Indie Orientali Olandesi. Relazione sulla Colonia. Fonti Coeve Olandesi.
Koloniaal Verslag 1913. Nederlandsch-Indie. (Colorizzata con AI)

Il rapporto del 1913, che, tra le altre informazioni, riporta anche la situazione di Tapanoeli nel corso dell’anno precedente, restituisce così l’immagine di una società nella quale numerosi processi si sviluppavano contemporaneamente. Nelle ‘terre dei Dairi’, alcune piccole bande di oppositori vengono neutralizzate dalle pattuglie della popolazione, mentre i capi Marselan e Sikosor si sottomettono con i loro seguaci.

A Toba, nel maggio 1912, gli appartenenti al movimento Permalim (un movimento di rinnovamento della religiosità tradizionale Batak, distinto sia dal cristianesimo che dall’islam) cercano invece di mobilitare la popolazione contro l’autorità esistente, con l’obiettivo dichiarato dall’amministrazione di ripristinare le condizioni precedenti. La situazione viene infine descritta come tranquilla, ma dietro questa tranquillità si intravede un sistema di governo che deve ancora confrontarsi con autorità locali, movimenti religiosi e forme di resistenza differenti.

Il quadro religioso è altrettanto dinamico. L’islam continua a diffondersi lentamente nelle regioni costiere e nelle sottodivisioni di Toba e Silindoeng, mentre il cristianesimo si espande fra le popolazioni che il rapporto definisce ancora heidenen, pagani; nelle zone islamiche, invece, il numero dei cristiani sarebbe rimasto stazionario.

La descrizione è significativa perché non presenta l’evoluzione religiosa di Tapanoeli come una semplice contrapposizione fra Islam e cristianesimo; al contrario, le due confessioni sembrano muoversi attraverso territori e popolazioni differenti, mentre persistono forme religiose locali che non possono essere ricondotte alle due grandi religioni monoteistiche. Anche il numero dei pellegrini alla Mecca viene registrato, segnando un aumento notevole rispetto all’anno precedente, 177 contro 102. È una voce statistica, ma documenta una crescente mobilità religiosa che l’amministrazione ritiene degna di essere quantificata.

Accanto alla religione emerge un altro processo meno appariscente, ma forse ancora più significativo nel lungo periodo: l’investimento delle élite locali nell’istruzione, come suggerisce questo passaggio:

De inlandsche hoofden en ambtenaren in Angkola, Sipirok, Mandailing, Natal en in enkele streken van de afdeeling Bataklanden leggen veel ten koste aan de opvoeding van hunne zonen. Zij laten hen de Europeesche school te Sibolga of de inlandsche school te Padang Sidimpoean, waar de Nederlandsche taal onderwezen wordt, bezoeken, terwijl enkele hunne zonen naar de landbouwschool op Java zenden.

I capi e i funzionari indigeni di Angkola, Sipirok, Mandailing, Natal e di alcune zone della divisione dei Bataklanden sostengono ingenti spese per l’istruzione dei propri figli. Li mandano a frequentare la scuola europea di Sibolga oppure la scuola indigena di Padang Sidimpoean, dove viene insegnata la lingua olandese, mentre alcuni mandano i propri figli alla scuola agraria di Giava.

Mededeelingen van staatkundigen en algemeenen aard, Comunicazioni di carattere politico e generale, Koloniaal Verslag 1913. Nederlandsch-Indie, pp. 17-18.

Mededeelingen van staatkundigen en algemeenen aard, Comunicazioni di carattere politico e generale, Koloniaal Verslag 1913. Nederlandsche-Indie, pp. 17-18.Koloniaal Verslag 1913. Nederlandsch-Indie. Indie Orientali Olandesi. Relazione sulla Colonia. Fonti Coeve Olandesi.

Il rapporto non interpreta l’atteggiamento verso l’istruzione, ma si limita a registrarlo, mostrando che l’istruzione coloniale non era considerata soltanto uno strumento imposto dall’amministrazione, ma poteva diventare, come nel caso in esame, una risorsa che le famiglie delle élite locali potevano utilizzare per preparare la generazione successiva.

La società descritta dal rapporto è inoltre attraversata da una crescente differenziazione economica. Il commercio viene giudicato favorevole e il valore dei dazi riscossi sembra aumentare rispetto all’anno precedente; allo stesso tempo, si registra un aumento delle esportazioni di copra (polpa essiccata di cocco, da cui si estraeva l’olio usato per diverse produzioni industriali, come il sapone, i lubrificanti e altri prodotti) da Nias e si intensificano gli scambi di prodotti forestali, caffè e tabacco nelle Bataklanden, le terre abitate dai Batak.

Al tempo stesso, tuttavia, il rapporto riferisce che il raccolto del riso, generalmente scarso a causa della siccità e della lavorazione tardiva delle risaie, imponga ad alcune regioni l’importazione di questo cereale; la crescita del commercio convive dunque con una significativa vulnerabilità alimentare.

Lo stesso contrasto appare nelle condizioni sanitarie, e il rapporto descrive una situazione sfavorevole:

De gezondheidstoestand was over het algemeen zeer ongunstig, vooral ter hoofdplaats Sibolga en omstreken; slechts de afdeeling Natal en Batang Natal maakte eene uitzondering ten goede. Gevallen van buikziekte, dysenterie, koorts en mazelen, waaronder vele met doodelijk verloop, kwamen gedurende het geheele jaar voor.

In April 1912 maakte de cholera op Samosir een 16-tal slachtoffers, terwijl in Juni en Juli d. a. v. deze ziekte te Anggoli, Simanosor, Penang Sore, Loemoet en Badiri optrad; door het nemen van krachtige maatregelen mocht het gelukken de epidemie tegen het einde van laatstgenoemde maand tot staan te brengen. In December deden zich ook in de onderafdeeling Habinsaran een aantal cholera-gevallen voor, waarvan 11 met doodelijken afloop. Malaria, welke, met uitzondering van de afdeeling Natal en Batang Natal, in het geheele gewest onafgebroken in meerdere of mindere mate voorkwam, maakte vooral slachtoffers ter hoofdplaats Sibolga en omgeving.

Lo stato sanitario era generalmente molto sfavorevole, soprattutto nel capoluogo Sibolga e nei dintorni; soltanto la divisione di Natal e Batang Natal costituiva un’eccezione in senso positivo. Casi di malattie intestinali, dissenteria, febbri e morbillo, molti dei quali con esito mortale, si verificarono durante tutto l’anno.

Nell’aprile del 1912 il colera provocò a Samosir una sedicina di vittime, mentre nei mesi di giugno e luglio successivi la malattia si manifestò ad Anggoli, Simanosor, Penang Sore, Loemoet e Badiri; grazie all’adozione di energiche misure, si riuscì a fermare l’epidemia verso la fine di quest’ultimo mese. Nel dicembre si verificarono inoltre numerosi casi di colera nella sottodivisione di Habinsaran, 11 dei quali ebbero esito mortale. La malaria, che, con l’eccezione della divisione di Natal e Batang Natal, era presente ininterrottamente, in misura maggiore o minore, nell’intero territorio, provocava vittime soprattutto nel capoluogo Sibolga e nei suoi dintorni.

Mededeelingen van staatkundigen en algemeenen aard, cit., p. 18.

La fonte amministrativa restituisce l’immagine di un distretto in cui le condizioni erano decisamente precarie da diversi punti di vista, ed è proprio questa compresenza di fenomeni a rendere il rapporto amministrativo interessante. Nel 1913 non c’è ancora, per gli amministratori olandesi, una grande trasformazione da raccontare, ma si osservano cambiamenti più modesti. Presi separatamente, questi elementi possono sembrare marginali, ma considerati nel loro complesso, essi restituiscono una società nella quale stanno cambiando contemporaneamente le appartenenze religiose, le competenze, le reti di mobilità, le forme dell’autorità e i rapporti economici.

È anche questo cambiamento che permette di comprendere meglio quanto emergerà negli anni successivi. Nel 1926, nella stampa di Tapanoeli, islam, comunismo, istruzione e politica saranno ormai entrati nello stesso spazio del dibattito pubblico. Non è ovviamente corretto trasformare i dati del 1913 in una spiegazione causale di quanto accadrà quattordici anni più tardi, ma è possibile riconoscere nelle informazioni registrate dal Verslag alcune delle condizioni sociali e culturali che precedono quella nuova fase.

I cambiamenti, infatti, raramente cominciano quando diventano visibili. Quando un fenomeno arriva sulla stampa o assume una forma politica riconoscibile, spesso è già il risultato di una lunga accumulazione di trasformazioni più modeste. Il valore di una fonte come il Koloniaal Verslag sta proprio nella possibilità di osservare quelle trasformazioni mentre sono ancora disperse, prive di un significato storico evidente e registrate semplicemente come fatti degni di attenzione da parte delle autorità amministrative.

Tapanoeli, nel 1913, non appare quindi come una società immobile, in attesa degli eventi del futuro, ma come una realtà nella quale trasformazioni ancora poco visibili stanno lentamente modificando gli equilibri esistenti. È difficile stabilire, osservando quei processi nel loro svolgersi, quali di essi avranno conseguenze durature e quali invece si esauriranno senza lasciare traccia. È proprio questa incertezza a rendere preziosa la testimonianza del rapporto: la storia non comincia quando i suoi effetti sono ormai evidenti, ma molto prima, quando i cambiamenti sembrano ancora marginali e nessuno può sapere con certezza il loro sviluppo.

Di Salvatore Puleio

Salvatore Puleio è analista e ricercatore nell'area 'Terrorismo Nazionale e Internazionale' presso il Centro Studi Criminalità e Giustizia ETS di Padova, un think tank italiano dedicato agli studi sulla criminalità, la sicurezza e la ricerca storica. Per la rubrica Mosaico Internazionale, nel Giornale dell’Umbria (giornale regionale online) e Porta Portese (giornale regionale online) ha scritto 'Modernità ed Islam in Indonesia – Un rapporto Conflittuale' e 'Il Salafismo e la ricerca della ‘Purezza’ – Un Separatismo Latente'. Collabora anche con ‘Fatti per la Storia’, una rivista storica online; tra le pubblicazioni, 'La sacra Rota Romana, il tribunale più celebre della storia' e 'Bernardo da Chiaravalle: monaco, maestro e costruttore di civiltà'. Nel 2024 ha creato e gestisce la rivista storica informale online, ‘Islam e Dintorni’, dedicata alla storia dell'Islam e ai temi correlati. (i.e. storia dell'Indonesia, terrorismo, ecc.). Nel 2025 ha iniziato a colloborare con la testata online 'Rights Reporter', per la quale scrive articoli e analisi sull'Islam, la shariah e i diritti umani.

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