Nel dicembre 2023, una rivista interna di un collegio islamico indonesiano dedicava un articolo ai principali esponenti di Hamas, presentando il movimento come un «gruppo di lotta». Una fonte significativa per osservare come Hamas veniva rappresentato, a pochi mesi dal 7 ottobre, all’interno di un ambiente educativo islamico.
In December 2023, an in-house magazine of an Indonesian Islamic boarding school published an article on Hamas’s leading figures, presenting the movement as a “struggle group”. A significant source for examining how Hamas was portrayed, just a few months after 7 October, within an Islamic educational environment.
In december 2023 publiceerde een intern tijdschrift van een Indonesische islamitische kostschool een artikel over de belangrijkste leiders van Hamas, waarin de beweging werd voorgesteld als een “strijdgroep”. Een betekenisvolle bron om te onderzoeken hoe Hamas, enkele maanden na 7 oktober, binnen een islamitische onderwijsomgeving werd voorgesteld.
Una Prospettiva Particolare
Nel dicembre 2023, a poco più di due mesi dagli attacchi del 7 ottobre, una rivista interna di un pesantren (collegio islamico) indonesiano pubblicava un articolo dedicato ai principali esponenti di Hamas; la fonte è il numero 30 della Majalah Santri Al-Bayan, pubblicazione del Pesantren Terpadu Daarul Fikri, situato a Cikarang Barat, nella reggenza di Bekasi, a est di Jakarta.

Non si tratta di una rivista politica né di una pubblicazione specialistica. Majalah Santri Al-Bayan nasce all’interno del pesantren e raccoglie articoli, racconti, poesie, resoconti delle attività e contributi dei santri, gli studenti del collegio islamico. La redazione comprende infatti sia adulti sia studenti, mentre la rivista stessa viene presentata dall’istituzione come uno strumento di alfabetizzazione e di formazione. Il contesto educativo è quello di un pesantren terpadu (integrato), con un programma che combina studi islamici, memorizzazione del Quran, lingue, materie generali e formazione destinata anche alla preparazione di insegnanti e dai, ovvero insegnanti religiosi e predicatori. Il sistema educativo viene esplicitamente definito fondato sul Qur’an e sulla ‘sunnah’, i detti attribuiti a Maometto.
È dunque questo il contesto nel quale va letto il contributo dedicato ad Hamas, in quanto l’opinione espressa è rappresentativa del collegio islamico ma non necessariamente di tutti i pesantren o dell’islam indonesiano. La rappresentazione proposta, tuttavia, non costituisce un’eccezione isolata: nei mesi successivi al 7 ottobre 2023, il sostegno alla causa palestinese trovò ampio spazio nelle moschee e nelle organizzazioni islamiche indonesiane, arrivando in alcuni casi a comprendere espressioni esplicite di apprezzamento per l’azione di Hamas.
Hamas come “Gruppo di Lotta”
L’articolo si apre con una formulazione significativa. Hamas viene definito:
Sejak Hamas membutakan Israel dengan serangan paling ambisius yang pernah dilancarkan dari Gaza, timbul pertanyaan mengenai tokoh-tokohnya yang paling berpengaruh. Apalagi, Hamas merupakan kelompok perjuangan yang unik dan menarik. Mereka memiliki pola pergerakan yang sangat rahasia dan tidak mudah terbaca oleh musuh.
Da quando Hamas ha colto Israele di sorpresa con l’attacco più ambizioso mai lanciato da Gaza, sono emerse domande sui suoi esponenti più influenti. Inoltre, Hamas è un gruppo di lotta unico e interessante. Le sue modalità operative sono molto segrete e non facilmente leggibili dal nemico.
Tokoh-Tokoh Berpengaruh Dalam Hamas, I principali esponenti di Hamas, Majalah Santri Al-Bayan, Edisi 30, December 2023, p. 28.

L’apertura dell’articolo mostra immediatamente la posizione del pesantren sugli avvenimenti del 7 ottobre, classificando Hamas, come ‘Gruppo di Lotta’ e presentando gli attacchi come ‘l’attacco più ambizioso mai lanciato da Gaza’; la scelta delle parole è interessante perché stabilisce fin dall’inizio il quadro nel quale il lettore deve collocare Hamas.
L’articolo non parte dalla qualificazione giuridica o politica dell’organizzazione, né dalla descrizione degli attacchi e delle loro conseguenze, ma dalla sua struttura interna e dalla capacità di operare nella clandestinità. Hamas viene quindi introdotto attraverso i suoi dirigenti, la segretezza delle sue attività e la difficoltà per il nemico di individuarne le strutture.
Il lettore viene così condotto a considerare innanzitutto Hamas come un’organizzazione strutturata e capace di operare in condizioni di forte pressione, mentre la dimensione propriamente politica e militare degli avvenimenti rimane sullo sfondo.
Sei Uomini per Raccontare un’Organizzazione
L’articolo presenta sei figure: Ismail Haniyeh, Yahya Sinwar, Mohammed Deif, Marwan Issa, Khaled Meshaal e Mahmoud Zahar.
La scelta è già indicativa. Non viene raccontata la storia di Hamas attraverso una cronologia degli avvenimenti, ma attraverso le biografie dei suoi dirigenti; il movimento appare così come una struttura composta da differenti livelli di leadership: politica, militare, clandestina e diplomatica.
Ad Haniyeh e Meshaal viene ricondotta soprattutto la dimensione politica, a Sinwar, Deif e Issa quella militare e clandestina, mentre Zahar occupa una posizione politica legata anche alla dimensione ideologica del movimento; ne emerge un’organizzazione più articolata di quanto potrebbe suggerire una semplice descrizione di Hamas come gruppo armato o terroristico.
Ancora più significativo è il modo nel quale queste biografie vengono costruite, e, in particolare, arresti, prigionia, deportazioni, tentativi di assassinio e sopravvivenza ricorrono continuamente. Yahya Sinwar viene ricordato per le lunghe condanne al carcere e per la liberazione nell’ambito dello scambio per Gilad Shalit, Mohammed Deif è presentato attraverso i numerosi tentativi israeliani di eliminarlo e attraverso la sua capacità di sopravvivere alle operazioni contro di lui. Marwan Issa viene descritto come una figura rimasta a lungo nell’ombra, anch’essa sottoposta a tentativi di eliminazione.
La biografia diventa così una particolare chiave di lettura della storia di Hamas: la permanenza dell’organizzazione viene raccontata attraverso la capacità dei suoi dirigenti di sopravvivere alla repressione e di continuare a esercitare le proprie funzioni.
Si tratta di una chiave di lettura che, insieme agli altri livelli di analisi, da quello securitario a quello politico e organizzativo, può fornire un’indicazione importante per comprendere realtà complesse come Hamas. Non si tratta, evidentemente, di una forma di sostegno, ma della necessità di non sottovalutare il potenziale di organizzazioni la cui resilienza difficilmente può essere spiegata facendo ricorso esclusivamente alla coercizione. La capacità di sopravvivere alla repressione, ricostituire le proprie strutture e mantenere nel tempo una leadership costituisce infatti un elemento che richiede di essere analizzato autonomamente.
Una Fonte Significativa
Occorre però mantenere una distinzione importante. L’articolo non sembra essere un’inchiesta originale della redazione di Majalah Santri Al-Bayan; in calce all’articolo viene indicato come fonte SindoNews, mentre le immagini sono attribuite ad altri siti. Il valore della fonte, quindi, non consiste necessariamente nell’originalità delle informazioni presentate.

Non è necessario estendere questa rappresentazione a tutti i pesantren indonesiani né attribuirla individualmente a ogni insegnante o studente del Daarul Fikri. È però legittimo considerarla espressione dell’orientamento editoriale della rivista ufficiale del pesantren: la redazione ha infatti scelto di pubblicare, nel dicembre 2023, proprio questa ricostruzione dei principali esponenti di Hamas e di presentarla ai propri lettori.
Il fatto che il contributo sia tratto da una fonte esterna non modifica questo dato: ciò che rileva, in questo caso, è la scelta di selezionarlo e riproporlo.
Hamas viene così reso intelligibile non semplicemente come un’organizzazione armata, ma come una struttura clandestina dotata di una leadership articolata, la cui storia viene raccontata attraverso arresti, prigionia, tentativi di eliminazione e conflitto con Israele. È questa la chiave di lettura che la rivista propone ai propri lettori e che rende la fonte particolarmente significativa per comprendere come Hamas venisse presentato all’interno di questo specifico ambiente islamico indonesiano alla fine del 2023.
Altrettanto significativo è, tuttavia, ciò che la fonte sceglie di non raccontare. L’articolo dedica ampio spazio agli uomini, alla struttura clandestina e alla capacità di Hamas di sopravvivere alla pressione israeliana, mentre rimangono sostanzialmente fuori campo gli obiettivi dell’attacco del 7 ottobre, le sue vittime e le conseguenze per la popolazione civile.
Anche queste omissioni fanno parte della rappresentazione proposta dalla rivista: ciò che viene selezionato e ciò che viene omesso contribuiscono insieme a definire la lettura di Hamas offerta dal pesantren.
Un’istituzione educativa che sceglie di rappresentare e insegnare ai propri studenti che Hamas è un «gruppo di lotta» compie una scelta che ha conseguenze precise. Non si tratta più soltanto della riproduzione di una notizia o della descrizione di un’organizzazione, ma dell’inserimento di quella rappresentazione all’interno di un contesto formativo. La selezione delle parole, dei protagonisti e degli aspetti della vicenda contribuisce così a costruire una determinata chiave di lettura di Hamas per i lettori e, più in generale, per l’ambiente educativo nel quale la rivista viene prodotta e diffusa.
È proprio questo passaggio che rende la fonte significativa: la rappresentazione di Hamas come «gruppo di lotta» non rimane confinata alla cronaca, ma entra in uno spazio educativo nel quale le categorie utilizzate per descrivere un’organizzazione possono contribuire a definirne il significato agli occhi dei destinatari. Per questo motivo, ciò che la rivista dice, così come ciò che viene omesso, merita di essere analizzato con particolare attenzione.
Letture Consigliate
- Hefner, R. W. (Ed.). (2009). Making modern Muslims: The politics of Islamic education in Southeast Asia. University of Hawaii Press.
- Lukens-Bull, R. (2005). A peaceful jihad: Negotiating identity and modernity in Muslim Java. Palgrave Macmillan.
- Wahid, A. (Ed.). (2006). Ilusi negara Islam: Ekspansi gerakan Islam transnasional di Indonesia. The Wahid Institute.

