monaco 7 ottobre resistenza monaco 1972 7 ottobre 2023
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Tra le fonti contemporanee che consentono di osservare la costruzione di una specifica narrativa sul conflitto israelo-palestinese vi è Il Faro sul Mondo, testata italiana registrata e caratterizzata da una marcata attenzione verso il mondo islamico, l’Iran e quello che la stessa testata definisce «Asse della Resistenza». La sua utilità, in questo caso, non risiede tanto nella possibilità di ricavare una ricostruzione alternativa degli eventi, quanto nella possibilità di osservare le categorie attraverso le quali quegli eventi vengono interpretati.

Un breve articolo dedicato a «Settembre Nero» e all’attacco alle Olimpiadi di Monaco del 1972 costituisce, sotto questo profilo, un caso particolarmente significativo.

Articolo de ‘Il Faro Sul Mondo’, dedicato a ‘Settembre Nero’

Il testo stabilisce una continuità tra la repressione dei gruppi palestinesi in Giordania nel 1970, la formazione di Settembre Nero e l’azione compiuta durante le Olimpiadi di Monaco del 1972; quest’ultima viene presentata come un’operazione finalizzata alla liberazione di prigionieri palestinesi e alla proiezione internazionale della questione palestinese. I suoi protagonisti vengono quindi collocati all’interno della storia della «Resistenza» e, nella conclusione, il loro «sacrificio» viene presentato come parte della memoria della Resistenza palestinese.

E’ l’articolo stesso a fornire questa interpretazione:

Nelle prime ore del 5 settembre 1972, otto combattenti palestinesi che facevano parte di “Settembre Nero” scavalcarono la recinzione del Villaggio Olimpico di Monaco in un’operazione pianificata. Entrarono nell’edificio dove alloggiava la squadra israeliana per prendere degli ostaggi. Nello scontro iniziale, l’allenatore di lotta e un sollevatore di pesi israeliani furono uccisi, diversi atleti riuscirono a fuggire e altri nove furono presi in ostaggio.

Questa operazione fu ideata e realizzata con l’obiettivo di liberare oltre 200 prigionieri palestinesi detenuti da Israele. I combattenti palestinesi chiesero un aereo e un passaggio sicuro per il Cairo per far arrivare il loro messaggio al mondo intero. Dopo lunghe trattative, furono trasferiti all’aeroporto di Fürstenfeldbruck con due elicotteri.

Settembre Nero: dall’eccidio in Giordania all’assalto di Monaco, Il Faro Sul Mondo, 7 Settembre 2026.

Articolo de Il Faro Sul Mondo su Settembre Nero.

Il dato analiticamente rilevante è precisamente questo passaggio, in quanto l’evento di Monaco viene riclassificato. Una stessa azione può essere descritta attraverso categorie differenti — attentato terroristico, presa di ostaggi, azione armata, operazione di resistenza — ma la scelta della categoria non è neutrale. Ogni definizione colloca l’evento all’interno di una diversa struttura interpretativa.

Nel caso in esame, la categoria di «Resistenza» svolge una funzione precisa, quella di inserire l’azione di Settembre Nero all’interno di una relazione conflittuale più ampia, nella quale la violenza viene interpretata come risposta a una condizione precedente di oppressione. L’attenzione si sposta pertanto dall’atto considerato in sé alla posizione dell’attore all’interno del conflitto.

È questa operazione che consente la trasformazione del significato storico dell’evento. L’attacco di Monaco non costituisce più un episodio autonomo di terrorismo internazionale, ma un momento della storia della lotta palestinese. I suoi protagonisti non vengono ricordati principalmente attraverso la natura dell’azione compiuta, bensì attraverso la causa alla quale vengono associati.

La categoria di «Resistenza» assume quindi una funzione non soltanto descrittiva, ma legittimante. Essa stabilisce una continuità tra eventi differenti e consente di trasferire sul passato una categoria utilizzata per interpretare il conflitto contemporaneo. Settembre Nero diventa così un precedente della Resistenza palestinese, mentre Monaco viene integrato nella genealogia di quella Resistenza.

Il punto non è stabilire quale delle diverse qualificazioni dell’evento debba essere adottata in questa sede. Per l’analisi della fonte è sufficiente osservare che la qualificazione stessa costituisce una parte essenziale della narrazione.

La rilettura di Monaco mostra infatti un meccanismo più generale: la memoria del conflitto viene costruita attraverso la selezione delle categorie con cui gli attori e le loro azioni vengono classificati. La distinzione tra terrorismo e Resistenza non appare quindi soltanto come una questione terminologica, ma come una distinzione attraverso la quale viene attribuito un diverso significato politico e morale alla violenza.

È precisamente questo che la fonte permette di intravedere. Non soltanto una diversa interpretazione di un episodio del 1972, ma una concezione della storia nella quale eventi separati nel tempo vengono ricondotti a una medesima genealogia della Resistenza e nella quale la qualificazione dell’azione dipende in larga misura dalla causa alla quale essa viene ricondotta.

Si tratta, peraltro, della medesima operazione attraverso la quale, in alcuni ambienti islamisti e filopalestinesi, l’attacco del 7 ottobre 2023 viene interpretato come un atto di «resistenza» e non principalmente attraverso la categoria del terrorismo. Anche in questo caso, la qualificazione dell’azione dipende dalla posizione attribuita all’attore all’interno del conflitto: l’atto viene ricondotto a una condizione precedente di occupazione, oppressione o resistenza e, attraverso tale ricollocazione, acquisisce un significato politico e morale differente.

È sempre Il Faro Sul Mondo a togliere ogni dubbio sulla sua posizione rispetto a questo evento, con l’articolo Resistenza palestinese raccoglie frutti del 7 ottobre, del 22 Gennaio 2025, di cui riporto uno stralcio (grassetto originale):

Dopo 15 mesi di un brutale genocidio che ha causato la morte di oltre 50mila palestinesi, è stato finalmente raggiunto un cessate il fuoco a Gaza. L’accordo di tregua segna una vittoria devastante per la Resistenza palestinese, ottenuta a un costo umano sbalorditivo e una perdita politica per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e Israele.

(…)

Tuttavia, questo risultato non sarebbe stato possibile senza l’incrollabile determinazione della Resistenza palestinese a Gaza. Le loro recenti operazioni, specialmente in prima linea vicino a Beit Hanoun, che hanno causato pesanti perdite di vite umane alle forze israeliane, hanno svolto un ruolo cruciale oltre ai fronti regionali aperti dell’Asse della Resistenza.

Resistenza palestinese raccoglie frutti del 7 ottobre, Il Faro Sul Mondo, 22 Gennaio 2025.

Articolo de Il Faro Sul Mondo, sul 7 Ottobre.

Anche in questo caso vengono sottolineate le tematiche della «Resistenza palestinese» e del cosiddetto «Asse della Resistenza», ma il riferimento al 7 ottobre assume una funzione ulteriore. L’azione del 7 ottobre non viene infatti trattata come un episodio separato, la cui valutazione possa essere distinta dagli sviluppi successivi del conflitto, ma come l’inizio di una sequenza politica e militare che conduce al cessate il fuoco del gennaio 2025. Il titolo stesso dell’articolo — Resistenza palestinese raccoglie frutti del 7 ottobre — stabilisce una relazione causale tra l’azione del 7 ottobre e quello che viene presentato come il risultato successivamente ottenuto dalla parte palestinese.

La categoria di «Resistenza» svolge una duplice funzione. Da un lato, riclassifica l’azione originaria, sostituendo alla categoria del terrorismo quella della Resistenza e collocandola all’interno di una lotta presentata come preesistente e resa legittima, nella narrazione, dalle condizioni del conflitto. Dall’altro, attribuisce all’azione un esito politico positivo, trasformandola retrospettivamente in un passaggio efficace di quella stessa lotta; il risultato successivo diventa dunque una conferma della natura resistenziale dell’azione precedente.

Si tratta di un meccanismo interpretativo che ritroviamo anche nella rilettura dell’attacco di Monaco del 1972. In entrambi i casi, l’azione violenta viene inserita all’interno di una sequenza storica più ampia e valutata non tanto in funzione della sua natura immediata, quanto della causa alla quale viene ricondotta e degli effetti che le vengono attribuiti. La categoria di «Resistenza» diventa in questo modo il dispositivo attraverso il quale eventi differenti vengono ricomposti in una medesima genealogia politica.

La distanza temporale tra Monaco 1972 e il 7 ottobre 2023 è, sotto questo profilo, secondaria. Ciò che li accomuna nella narrazione non è la loro identità storica, evidentemente diversa, ma la funzione che viene loro attribuita all’interno della storia della Resistenza palestinese. Il primo viene reinterpretato come un precedente della lotta; il secondo come il suo più recente sviluppo e, attraverso gli eventi successivi, come un’azione della quale vengono rivendicati i risultati.

È qui che la fonte permette di intravedere qualcosa che va oltre la semplice posizione politica sulla questione palestinese: una concezione nella quale la storia del conflitto viene organizzata attorno alla continuità della «Resistenza» e nella quale la qualificazione degli atti è strettamente legata alla legittimità attribuita alla causa per cui vengono compiuti.

Di Salvatore Puleio

Salvatore Puleio è analista e ricercatore nell'area 'Terrorismo Nazionale e Internazionale' presso il Centro Studi Criminalità e Giustizia ETS di Padova, un think tank italiano dedicato agli studi sulla criminalità, la sicurezza e la ricerca storica. Per la rubrica Mosaico Internazionale, nel Giornale dell’Umbria (giornale regionale online) e Porta Portese (giornale regionale online) ha scritto 'Modernità ed Islam in Indonesia – Un rapporto Conflittuale' e 'Il Salafismo e la ricerca della ‘Purezza’ – Un Separatismo Latente'. Collabora anche con ‘Fatti per la Storia’, una rivista storica online; tra le pubblicazioni, 'La sacra Rota Romana, il tribunale più celebre della storia' e 'Bernardo da Chiaravalle: monaco, maestro e costruttore di civiltà'. Nel 2024 ha creato e gestisce la rivista storica informale online, ‘Islam e Dintorni’, dedicata alla storia dell'Islam e ai temi correlati. (i.e. storia dell'Indonesia, terrorismo, ecc.). Nel 2025 ha iniziato a colloborare con la testata online 'Rights Reporter', per la quale scrive articoli e analisi sull'Islam, la shariah e i diritti umani.

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