italia 2026 islam politico la luce news islam in italia
   Tempo di Lettura 9 minuti

Una fonte può essere interessante non soltanto per ciò che racconta, ma per il luogo dal quale parla. È questo il caso de La Luce. Una Voce che Illumina (da ora in poi La Luce News), testata online rivolta al pubblico musulmano italiano e caratterizzata da una marcata identità politico-religiosa. La sua storia editoriale si colloca nell’ambiente dell’islam politico italiano e, attraverso la famiglia Piccardo e il più ampio circuito associativo nel quale essa è inserita, presenta collegamenti con quell’area dell’islamismo europeo storicamente vicina alla tradizione della Fratellanza Musulmana.

Fu lo stesso Davide Piccardo, attualmente direttore della testata online, a dichiarare, nel 2015:

Precisiamo che con i Fratelli Musulmani ho una vicinanza amichevole, ma non sono un membro organico della congregazione.

Intervista di Gad Lerner a Roberto Hamza Piccardo, uno dei principali esponenti dell’Ucoii ( Unione delle Comunità Islamiche d’Italia), riportato da Osservatorio Antisemitismo, 24 Febbraio 2015.

Questa collocazione non consente naturalmente di attribuire automaticamente alla testata una rappresentanza dell’intero islam italiano. Al contrario, costituisce proprio il motivo per cui la fonte è interessante: permette di osservare una componente specifica, visibile e politicamente articolata del panorama musulmano italiano e il modo nel quale essa interpreta gli avvenimenti internazionali.

Un esempio particolarmente significativo è costituito dall’articolo dedicato ai funerali di Ali Khamenei e alla mobilitazione che ha accompagnato le cerimonie in Iran; il testo potrebbe essere letto come una semplice cronaca delle manifestazioni di Teheran, ma in realtà, la scelta lessicale e interpretativa va ben oltre la descrizione dell’evento.

Articolo de La Luce News per i funerali di Khamenei a Teheran.

L’Iran viene presentato come una comunità nazionale raccolta intorno al sacrificio del proprio leader. Khamenei è inserito nella categoria del martirio, la memoria dell’imam Husayn viene utilizzata come chiave interpretativa della mobilitazione, e l’operazione militare congiunta statunitense e israeliana viene collocata all’interno di una più ampia opposizione fra un popolo resistente e un Occidente rappresentato come imperialista. Il conflitto politico viene così trasformato da La Luce News in una narrazione morale nella quale resistenza, dignità, sacrificio e appartenenza comunitaria diventano categorie reciprocamente collegate.

L’incipit dell’articolo è illuminante a questo riguardo:

A Teheran ci sono tutti: donne, uomini, bambini, anziani. Il popolo iraniano è sceso in strada in massa per piangere il martirio dell’ayatollah Ali Khamenei, ucciso nel bombardamento israelo-statunitense del 28 febbraio scorso, in una settimana di lutto nazionale che appare però subito evidente non essere un funerale qualunque.

Grandicelli, L., Sotto il sole di Teheran:  i funerali di Khamenei, il martirio dell’Iran, la voce di un popolo che si rifiuta di sottomettersi se non a Dio, La Luce News, 15 Luglio 2026.

Il passaggio è rilevante perché riproduce una struttura narrativa molto vicina a quella attraverso cui la Repubblica islamica iraniana rappresenta se stessa. Non viene semplicemente descritto un regime che gode di un determinato grado di consenso: il regime tende a scomparire come soggetto autonomo e a fondersi con il popolo iraniano.

La sopravvivenza della Repubblica islamica diventa la sopravvivenza dell’Iran, la resistenza del regime diventa la resistenza del popolo, mentre il leader politico diventa immediatamente un martire; non si tratta soltanto di riportare una definizione utilizzata da altri, in quanto la testata italiana parla esplicitamente del «martirio dell’ayatollah Ali Khamenei», assumendo direttamente una categoria religiosa per qualificare la morte di un capo politico.

Non è necessario dedurre da questo un rapporto diretto fra la testata e le autorità iraniane. Quello che la fonte consente invece di osservare è una evidente convergenza narrativa: un organo dell’informazione musulmana italiana, proveniente da un ambiente riconducibile all’islam politico sunnita, interpreta un avvenimento iraniano attraverso categorie che appartengono alla costruzione politico-religiosa della Repubblica islamica sciita.

È proprio questa apparente contraddizione a rendere il caso interessante. La Fratellanza Musulmana e la Repubblica islamica iraniana non costituiscono infatti un unico movimento; le loro genealogie, le loro strutture organizzative e le loro concezioni religiose sono differenti. Ridurre semplicemente una all’altra sarebbe storicamente e politicamente poco corretto, ma esiste tuttavia un terreno sul quale differenti correnti dell’islam politico possono incontrarsi. Si tratta della retorica della resistenza all’ordine geopolitico occidentale.

La Palestina costituisce, in questo senso, uno dei principali punti di convergenza. La centralità attribuita alla questione palestinese, la rappresentazione di Israele come espressione di un sistema di dominio, la valorizzazione della resistenza armata e il ricorso al linguaggio del martirio permettono a tradizioni politiche differenti di essere ricondotte a un medesimo universo semantico. È lo stesso spazio nel quale, a seconda dei contesti, possono essere collocati Hamas, Hezbollah, la Repubblica islamica e differenti correnti dell’islam politico sunnita, senza che ciò implichi una loro identità organizzativa o ideologica.

L’articolo de La Luce News è quindi significativo non perché dimostra un’alleanza fra questi soggetti, ma perché mostra la possibilità di una loro convergenza nella rappresentazione del mondo.

La categoria decisiva è quella della resistenza, che consente di trasformare conflitti politici differenti in episodi di una medesima contrapposizione ideologica; da una parte una comunità sottoposta all’aggressione, dall’altra le potenze che esercitano un dominio ingiusto. Il martirio fornisce la dimensione religiosa di questo conflitto, la questione palestinese ne rappresenta il principale teatro contemporaneo, mentre l’Iran viene presentato come uno dei principali Stati ‘resistenti’.

Immagine usata da La Luce News per l’articolo sui funerali di Khamenei a Teheran.

In questo quadro, anche la scelta di raccontare Khamenei non semplicemente come leader politico, ma come martire, assume un significato preciso. Il linguaggio sciita del sacrificio viene assunto senza modifiche all’interno di una testata rivolta a un pubblico musulmano italiano più ampio. La figura di Husayn, originariamente legata alla memoria religiosa sciita, viene così inserita in una grammatica politica della resistenza che può essere compresa e utilizzata anche al di fuori del suo contesto confessionale originario.

È qui che la fonte permette di intravedere qualcosa sull’Italia del 2026. Non necessariamente un’adesione dell’islam italiano alla Repubblica islamica iraniana, e certamente non un’adesione dell’intera comunità musulmana italiana. Piuttosto, l’esistenza di uno spazio ideologico nel quale differenti correnti dell’islam politico possono condividere una medesima interpretazione dei rapporti internazionali.

La questione diventa allora meno quella dei rapporti organizzativi e più quella della circolazione delle categorie e delle idee politiche. Un’idea non deve necessariamente essere trasmessa attraverso un’organizzazione, un finanziamento o una struttura gerarchica per esercitare influenza; può essere semplicemente recepita perché compatibile con un sistema interpretativo già esistente.

Da questo punto di vista, La Luce News rappresenta una fonte particolarmente utile. Il suo interesse non consiste nel dimostrare che l’islam politico italiano sia iraniano, e nemmeno che la Fratellanza Musulmana e Teheran costituiscano un unico blocco; al contrario, mostra come tradizioni differenti possano convergere nella costruzione di un medesimo orizzonte di senso.

Il dato più significativo, in definitiva, non è che una testata musulmana italiana abbia assunto una posizione favorevole all’Iran, ma che nel farlo, abbia potuto utilizzare senza particolari frizioni categorie già proprie dell’islam politico, come ‘comunità/ummah’, ‘oppressione’, ‘resistenza’, ‘martirio’, ‘imperialismo’ e ‘liberazione’.

È attraverso queste categorie che un conflitto iraniano può diventare parte di una narrazione politica più ampia, e che un avvenimento interno alla Repubblica islamica può essere presentato a un pubblico musulmano italiano come un episodio della più generale storia della resistenza della comunità musulmana contro il cosiddetto ‘ordine occidentale’.

È forse questo il dato che merita maggiore attenzione. Non la presenza di Teheran in Italia, ma la possibilità che una parte dell’islam politico italiano condivida esplicitamente con Teheran la visione del mondo.

Di Salvatore Puleio

Salvatore Puleio è analista e ricercatore nell'area 'Terrorismo Nazionale e Internazionale' presso il Centro Studi Criminalità e Giustizia ETS di Padova, un think tank italiano dedicato agli studi sulla criminalità, la sicurezza e la ricerca storica. Per la rubrica Mosaico Internazionale, nel Giornale dell’Umbria (giornale regionale online) e Porta Portese (giornale regionale online) ha scritto 'Modernità ed Islam in Indonesia – Un rapporto Conflittuale' e 'Il Salafismo e la ricerca della ‘Purezza’ – Un Separatismo Latente'. Collabora anche con ‘Fatti per la Storia’, una rivista storica online; tra le pubblicazioni, 'La sacra Rota Romana, il tribunale più celebre della storia' e 'Bernardo da Chiaravalle: monaco, maestro e costruttore di civiltà'. Nel 2024 ha creato e gestisce la rivista storica informale online, ‘Islam e Dintorni’, dedicata alla storia dell'Islam e ai temi correlati. (i.e. storia dell'Indonesia, terrorismo, ecc.). Nel 2025 ha iniziato a colloborare con la testata online 'Rights Reporter', per la quale scrive articoli e analisi sull'Islam, la shariah e i diritti umani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *