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Attraverso media, programmi educativi, iniziative familiari e campagne culturali, il Dipartimento per lo Sviluppo Islamico della Malesia (JAKIM) svolge un ruolo centrale nella diffusione dei valori islamici all’interno della società. I rapporti annuali dell’agenzia mostrano come l’islamizzazione costituisca una politica pubblica sostenuta dallo Stato e orientata alla formazione dell’identità religiosa nazionale.

Through media outreach, educational programmes, family initiatives and cultural campaigns, Malaysia’s Department of Islamic Development (JAKIM) plays a central role in promoting Islamic values throughout society. The agency’s annual reports reveal how Islamisation has become a state-supported public policy aimed at shaping the country’s religious and cultural identity.

Via media, onderwijsprogramma’s, gezinsinitiatieven en culturele campagnes speelt het Maleisische Departement voor Islamitische Ontwikkeling (JAKIM) een centrale rol bij de verspreiding van islamitische waarden binnen de samenleving. Uit de jaarverslagen van het agentschap blijkt dat islamisering een door de staat ondersteund beleidsproject is geworden, gericht op de vorming van de religieuze en culturele identiteit van het land.


JAKIM come strumento istituzionale dell’islamizzazione

L’islamizzazione della società malese non può essere compresa esclusivamente come un processo religioso o culturale spontaneo. Essa rappresenta, piuttosto, una politica pubblica sostenuta e coordinata dalle istituzioni statali, nella quale il Dipartimento per lo Sviluppo Islamico della Malesia (JAKIM – Jabatan Kemajuan Islam Malaysia) svolge un ruolo centrale. Creato per coordinare le politiche islamiche a livello federale, il JAKIM è progressivamente divenuto uno dei principali strumenti attraverso cui lo Stato promuove la diffusione dei valori islamici nella vita pubblica e privata della popolazione musulmana.

Sinar Rohani, Rivista Islamica Malese, 1, 2025 (Foto Sinar Rohani)

I rapporti annuali dell’agenzia mostrano come le attività del dipartimento vadano ben oltre la semplice amministrazione religiosa. Le iniziative riguardano l’educazione, la formazione delle famiglie, la produzione culturale, la comunicazione di massa, il sostegno alle comunità e la diffusione di contenuti religiosi attraverso piattaforme tradizionali e digitali. L’obiettivo dichiarato consiste nel rafforzare la comprensione dell’Islam e consolidarne la presenza all’interno della società malese, contribuendo alla formazione di cittadini che aderiscano ai principi religiosi promossi dalle autorità islamiche federali.

Da questa prospettiva, il JAKIM non opera come un semplice ente religioso, bensì come una struttura pubblica che integra la dimensione islamica all’interno delle politiche statali. L’islamizzazione emerge quindi come un processo istituzionalizzato, sostenuto da finanziamenti pubblici, da apparati burocratici specializzati e da una pianificazione strategica che coinvolge numerosi settori della vita sociale.


Media, Editoria e Comunicazione Religiosa: La Costruzione di uno Spazio Pubblico Islamico

Uno degli aspetti più significativi dell’azione del JAKIM riguarda l’utilizzo dei media come strumenti di diffusione dei valori islamici. Già nei precedenti rapporti annuali dell’agenzia emerge chiaramente l’importanza attribuita alla comunicazione pubblica come mezzo di dakwah (proselitismo e diffusione dell’islam). Il dipartimento ha sviluppato negli anni una vasta produzione editoriale comprendente libri, riviste, opuscoli, materiali educativi e pubblicazioni dedicate a questioni religiose contemporanee. Tra i temi affrontati figurano la famiglia islamica, la morale pubblica, le questioni dottrinali, il matrimonio, il ruolo delle donne e l’educazione religiosa.

Le persone vengono rappresentate come membri funzionali e felici della società, come si può apprezzare nella figura riportata da Sinar Rohani, 1, 2025, rivista curata proprio dal JAKIM, che presenta il cittadino ideale;

Moltiplicare le suppliche (preghiere) e chiedere l’aiuto di Allah SWT in modo continuo. Il cuore dell’uomo è nelle mani di Allah e solo con la Sua volontà una persona può continuare a rimanere sulla via dell’obbedienza.’ (Foto JAKIM) Sinar Rohani, 1, 2025, p.

In questo caso, il cittadino modello viene rappresentato come musulmano devoto che obbedisce alle leggi religiose, e tale rappresentazione non è affatto casuale, ma si inserisce dentro una vera e propria iconografia il cui scopo è quello di rafforzare questo messaggio. L’obbedienza alle leggi islamiche diventa dunque il pilastro di una ‘società prospera’, secondo la definizione proposta da JAKIM e dalle autorità malesi, anche statali.

Particolare rilevanza assume inoltre la presenza del JAKIM nei media audiovisivi. I rapporti evidenziano la produzione e la promozione di programmi televisivi e contenuti religiosi destinati a un pubblico ampio, con milioni di spettatori raggiunti attraverso emittenti nazionali. L’obiettivo non è soltanto informativo, ma soprattutto formativo, in quanto i programmi mirano a trasmettere una visione dell’islam coerente con le linee guida ufficiali dello Stato e delle autorità religiose federali.

Negli ultimi anni questa strategia si è estesa alle piattaforme digitali, ai social media e ai contenuti online, consentendo al JAKIM di raggiungere segmenti sempre più ampi della popolazione, in particolare i giovani. La presenza sistematica dell’agenzia nei canali comunicativi moderni evidenzia come la diffusione dell’identità islamica sia considerata una componente essenziale della governance culturale del paese.

Lo Stato non si limita quindi a regolamentare la religione, ma interviene direttamente nella produzione e nella circolazione dei contenuti che contribuiscono a definire l’immaginario religioso collettivo.


Famiglia, Infanzia e Formazione delle Nuove Generazioni

Un altro pilastro dell’attività del JAKIM riguarda la famiglia, considerata il principale veicolo per la trasmissione dei valori islamici. I rapporti annuali documentano numerosi programmi dedicati alla preparazione matrimoniale, al sostegno delle coppie, alla consulenza familiare e all’educazione dei genitori; attraverso corsi, seminari, campagne pubbliche e servizi di assistenza, il dipartimento promuove un modello familiare fondato sui principi dell’islam sunnita riconosciuti dalle autorità malesi.

L’intervento statale non si limita alle fasi precedenti al matrimonio, ma si estende alla vita familiare nel suo complesso. Le strutture di consulenza e assistenza gestite o coordinate dal JAKIM affrontano questioni relative alle relazioni coniugali, all’educazione dei figli, alla morale sociale e alla gestione dei conflitti domestici. Questa presenza capillare consente all’istituzione religiosa statale di influenzare concretamente la definizione delle norme sociali e dei comportamenti considerati conformi ai valori islamici.

Si consideri, in particolare, questo esempio, tratto da Sinar Rohani, 1, 2025, pp. 7-8;

Il messaggio è chiaro, ed è interamente incentrato sui ‘valori islamici’. Le persone sono sempre chiamate, secondo questa visione, ad aderire all’islam, a prescindere dall’età e dalla funzione sociale; la famiglia diventa, in questa prospettiva, lo strumento concreto per realizzare una società islamica e islamizzata.

Particolare attenzione viene riservata inoltre ai bambini e ai giovani. Le attività educative, i programmi nelle scuole religiose, i concorsi coranici, i campi formativi e le iniziative rivolte agli studenti mirano a consolidare fin dall’infanzia una forte identificazione con l’islam. Le istituzioni educative collegate al JAKIM, comprese le strutture dedicate alla formazione coranica e agli studi islamici, costituiscono una rete attraverso cui lo Stato investe nella formazione religiosa delle future generazioni.

L’attenzione rivolta alla famiglia e ai minori dimostra come l’islamizzazione non venga concepita esclusivamente come una questione normativa, ma come un processo sociale di lungo periodo, volto a plasmare atteggiamenti, comportamenti e identità attraverso meccanismi educativi permanenti.


Dalla Gestione Religiosa alla Trasformazione Culturale della Società

L’insieme delle attività documentate nei rapporti annuali del JAKIM evidenzia una caratteristica fondamentale del modello malese, che persegue l’islamizzazione attraverso strumenti amministrativi e politiche pubbliche integrate, piuttosto che mediante l’adozione di semplici misure coercitive. Lo Stato agisce come promotore, educatore e produttore di contenuti religiosi, utilizzando le proprie istituzioni per favorire una progressiva interiorizzazione dei valori islamici nella società.

Questa strategia coinvolge simultaneamente media, istruzione, famiglia, produzione culturale e assistenza sociale, creando un ecosistema nel quale la religione diviene parte integrante delle politiche nazionali. L’azione del JAKIM appare quindi orientata non soltanto alla gestione dell’islam come religione ufficiale della Federazione, ma alla costruzione di una società in cui l’identità islamica rappresenti un elemento centrale della cittadinanza.

Un forte accento viene posto sull’obbedienza, la cui rilevanza viene ribadita in conferenze, sermoni, eventi, pubblicazioni e iniziative pubbliche; tale obbedienza non riguarda solamente la religione, ma si trasferisce anche alle autorità civili che la promuovono (idea dell’obbedienza al re come garanzia della prosperità). L’idea su cui si insiste è che la prosperità dipenda appunto da una nazione coesa intorno ai valori islamici e ai suoi rappresentanti; la voluta sovrapposizione tra la sfera civile e quella religiosa, poi, aiuta a creare l’idea di una cultura islamica unificata.

Ancora, si considerino queste illustrazioni che propongono il modello ideale perseguito dalle autorità malesi ( Sinar Rohani, 1, 2025, pp. 29-31).

Le immagini suggeriscono che la conoscenza religiosa, il rispetto dell’autorità e la continuità intergenerazionale costituiscano le premesse di una società felice; il benessere collettivo, pertanto, viene rappresentato come una conseguenza diretta dell’adesione ai valori promossi dalle istituzioni religiose e statali. Conoscenza e insegnamento non possono essere posti in discussione, in quanto essi hanno, secondo questo modello, una derivazione divina; il cittadino malese, dunque, deve essere obbediente e trasmettere alle generazioni future quanto ha ricevuto.


Letture Consigliate

  • Abbott, J. P., & Gregorios-Pippas, S. (2010). Islamization in Malaysia: Processes and dynamics. Contemporary Politics, 16(2), 135–151.
  • Liow, J. C. (2004). Political Islam in Malaysia: Problematising discourse and practice in the UMNO-PAS “Islamisation race”. Commonwealth & Comparative Politics, 42(2), 184–205.
  • Moustafa, T. (2018). Constituting religion: Islam, liberal rights, and the Malaysian state. Cambridge University Press.

Di Salvatore Puleio

Salvatore Puleio è analista e ricercatore nell'area 'Terrorismo Nazionale e Internazionale' presso il Centro Studi Criminalità e Giustizia ETS di Padova, un think tank italiano dedicato agli studi sulla criminalità, la sicurezza e la ricerca storica. Per la rubrica Mosaico Internazionale, nel Giornale dell’Umbria (giornale regionale online) e Porta Portese (giornale regionale online) ha scritto 'Modernità ed Islam in Indonesia – Un rapporto Conflittuale' e 'Il Salafismo e la ricerca della ‘Purezza’ – Un Separatismo Latente'. Collabora anche con ‘Fatti per la Storia’, una rivista storica online; tra le pubblicazioni, 'La sacra Rota Romana, il tribunale più celebre della storia' e 'Bernardo da Chiaravalle: monaco, maestro e costruttore di civiltà'. Nel 2024 ha creato e gestisce la rivista storica informale online, ‘Islam e Dintorni’, dedicata alla storia dell'Islam e ai temi correlati. (i.e. storia dell'Indonesia, terrorismo, ecc.). Nel 2025 ha iniziato a colloborare con la testata online 'Rights Reporter', per la quale scrive articoli e analisi sull'Islam, la shariah e i diritti umani.

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