Nel cuore del sistema missionario protestante olandese nelle Indie (Orientali) Olandesi (e a Giava in particolare), emergeva, alla fine del 1918, una decisione di notevole importanza strategica; il Zendingsblad informava i lettori in patria sulle numerose opere educative già attive a Djokjakarta. Allo stesso tempo, si annunciava la nascita di una nuova istituzione; la Christelijk Hollands Inlandsche Kweekschool (che poi verrà inaugurata a Surakarta, vicina a Jogyakarta), una scuola destinata a formare insegnanti indigeni destinati alle scuole cristiane olandesi-indigene.

La scelta del luogo (che inizialmente avrebbe dovuto essere Jogyakarta) non era affatto casuale, in quanto a Jogyakarta esisteva già un ricco panorama scolastico missionario; dalla storica Keucheniusschool, mantenuta come scuola “puramente giavanese” per la formazione di maestri e aiutanti evangelistici in lingua locale, alle scuole cristiane per bambini europei, cinesi e dell’aristocrazia giavanese.
La nuova kweekschool rappresentava tuttavia un salto qualitativo, con l’insegnamento impartito in lingua olandese, che mirava a preparare un’élite indigena cristiana capace di operare nelle Hollandsch-Inlandsche scholen, le scuole che offrivano un’istruzione più moderna e vicina al modello coloniale.
La decisione, presa dai deputati del Sinodo Generale delle Chiese Riformate dopo la consultazione con i missionari sul campo, rivela la maturità di una visione di lungo periodo; da un lato si puntava a radicare il cristianesimo nella cultura giavanese attraverso l’uso della lingua locale. Dall’altro si investiva nella formazione di una classe di insegnanti cristiani più “occidentalizzati”, in grado di fungere da ponte tra la missione, la società coloniale e le élite indigene emergenti.

Non mancava, del resto, la consapevolezza dei costi, e la sola costruzione di edifici, internato e alloggi per gli insegnanti avrebbe richiesto almeno 150.000 fiorini (circa 2-2.4 milioni di Euro nel 2026), una somma considerevole per le casse della missione, anche se in parte recuperabile grazie ai sussidi governativi.

Eppure, come sottolineava l’articolo originale, si trattava di denaro «eccellentemente speso», ma le associazioni che gestivano le scuole cristiane olandesi-indigene non erano in grado di sostenere da sole una spesa di questo genere. Solo la Zending, con il suo respiro più ampio e il suo legame diretto con le chiese olandesi, poteva assumersi un impegno di tale portata.
La nuova istituzione, inizialmente ospitata in locali presi in affitto a Djokjakarta, era destinata, almeno nelle intenzioni, a superare i confini della sola missione riformata. Si sperava infatti che essa riuscisse ad attirare studenti anche da altri campi missionari di Giava, diventando così un centro di formazione di interesse generale per l’intera opera evangelica sull’isola.
Het Zendisngsblad (6, 1919, 87), reca la notizia dell’istituzione di una nuova scuola,
Una scuola di formazione cristiana olandese per l’India (Indie Olandesi Orientali).
Una decisione di grande importanza è stata presa nei giorni scorsi dai deputati della Sinodo Generale per la Missione, come riporta il giornale ecclesiastico del Noord-Holland.
Autorizzati dalla Sinodo Generale del 1917, dopo aver consultato l’Assemblea Generale dei lavoratori missionari a Giava Centrale, hanno deciso di aprire quest’anno una scuola di formazione per insegnanti cristiani olandesi, mantenendo la scuola Keuchenius come una scuola di formazione puramente giavanese. Dal Governo è stata ottenuta la promessa che per questa scuola sarà possibile ricevere un sussidio secondo le normative esistenti. Se possibile, il 1° luglio p.v. questa scuola di formazione sarà inaugurata.
Sulla sede di insediamento non è stata ancora presa una decisione. Per il momento sarà aperta in una località in affitto a Djocjakarta — quindi nella stessa città dove si trova anche la scuola Keuchenius. Nel frattempo, sarà ulteriormente considerata quale città debba essere scelta come sede.È stato nominato direttore il signor H. Meijerink, capo della scuola cristiana olandese di Giava a Solo, da cui ci si aspetta che accetti volentieri questa nomina.
L’istituzione di questa scuola di formazione porrà severe richieste alla cassa generale della missione.
DJOKJAKARTA, Het Zendigsblad, 9, 1919, pp. 87-88.
In seguito, vengono esplicitate le spese principali, come l’acquisto del terreno e l’assunzione di insegnanti e formatori, che rende molto bene la scala dell’investimento necessario per un’opera di questo tipo. Evidentemente, si trattava di un impegno a lungo termine, che si inserisce in una strategia generale.
L’estratto dell’articolo citato in precedenza, in effetti, non costituisce un semplice evento di cronaca, ma illumina una tendenza più profonda del protestantesimo missionario olandese del primo Novecento, la convinzione che l’educazione rappresentasse lo strumento più efficace e duraturo per l’evangelizzazione e per la trasformazione sociale.

Non si trattava soltanto di convertire anime, ma di formare menti e caratteri cristiani capaci di influenzare positivamente la futura società giavanese, allineandola ai valori e interessi europei.
In un momento storico in cui il nazionalismo indonesiano stava emergendo, la missione riformata scommetteva ancora una volta sull’educazione come via principale per costruire una chiesa indigena solida e una presenza cristiana significativa nell’Indonesia coloniale. Tale strategia si sarebbe rivelata in parte vincente, come dimostra la continua presenza cristiana in diverse aree dell’attuale Indonesia, come Jogyakarta, anche dopo l’indipendenza del Paese nel 1945.

