Prefettura Apostolica di Batavia
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Dopo secoli di repressione sotto il dominio della Compagnia Olandese delle Indie Orientali, la fine della VOC aprì uno spiraglio inatteso per i cattolici nell’arcipelago indonesiano. Tra il 1808 e il 1842 tre sacerdoti secolari – Jacobus Nelissen, Lambertus Prinsen e Joannes Scholten – agirono come prefetti apostolici di Batavia, gettando le basi di una Chiesa cattolica organizzata in quello che sarebbe diventato uno dei territori missionari più importanti dell’Asia sud-orientale.

After centuries of repression under the Dutch East India Company, the end of the VOC created an unexpected opening for Catholics in the Indonesian archipelago. Between 1808 and 1842, three secular priests – Jacobus Nelissen, Lambertus Prinsen and Joannes Scholten – served as Apostolic Prefects of Batavia, laying the foundations of an organized Catholic Church in what would become one of the most important mission territories in Southeast Asia.

Na eeuwen van onderdrukking onder de Verenigde Oost-Indische Compagnie (VOC) opende het einde van de VOC een onverwachte ruimte voor katholieken in de Indonesische archipel. Tussen 1808 en 1842 legden drie seculiere priesters – Jacobus Nelissen, Lambertus Prinsen en Joannes Scholten – als apostolisch prefekten van Batavia de grondslagen voor een georganiseerde katholieke Kerk in wat later een van de belangrijkste missiegebieden in Zuidoost-Azië zou worden.


La Prefettura Apostolica nelle Indie Olandesi: Contesto Storico

Nelle Indie Orientali Olandesi (attuale Indonesia) ai cattolici è stato vietato, per secoli, qualunque attività pastorale o di proselitismo; ad eccezione di alcuni territori interessati dalla prima colonizzazione portoghese nel XVI secolo, l’arcipelago era dominato (simbolicamente e legalmente, ma non demograficamente) dalla chiesa riformata.

Fu solamente con la fine della Compagnia Olandese delle Indie Orientali (VOC) che ai cattolici venne concesso un inedito spazio di azione; tale cambiamento è attestato in diversi documenti, come ‘De Roomsch-Katholieke Missie in Nederlandsch Oost-lndië 1808-1908. Eene historische schets door
Arn. J. H. Van der Velden S. J.’. Si tratta di una ricostruzione storica precisa dei primi prefetti e vicari apostolici di Batavia, e costituisce un punto di riferimento imprescindibile per la storia ecclesiastica (e non solo) dell’arcilepago.

Si trattò di un cambiamento, del resto, che non fu repentino, e, ad una iniziale cautela delle autorità olandesi (prima metà del XIX secolo), seguì una maggiore libertà reale per i cattolici, specialmente a partire dal 1870. L’istituzione della Prefettura Apostolica (1826) e del Vicariato Apostolico (1840) diede un contributo fondamentale al radicamento legale e strutturato della presenza cattolica nelle Indie Olandesi.

Non si trattò solamente di un atto amministrativo o di un passaggio burocratico, ma di uno strumento con una reale efficacia; la presenza di un rappresentante ufficiale della chiesa cattolica, con funzioni episcopali, diede impulso ad un’attività cattolica inedita e impensabile fino a pochi anni prima. I prefetti apostolici (3) e i vicari apostolici (7) di Batavia furono dei punti di riferimento fondamentali non solamente per le comunità cattoliche, che potevano riprendere ufficialmente le loro attività dopo secoli, ma anche per quelle coloniali (protestanti).

Chiesa di Batavia (prima del crollo che portò alla costruzione della cattedrale attuale, a partire dagli anni 90 del XIX secolo) (De Roomsch-Katholieke Missie in Nederlandsch Oost-Indië 1808-1908. Eene historische schets di Arn. J. H. van der Velden S.J. (Nijmegen, L.C.G. Malmberg, 1908)

La costruzione della ‘proto-cattedrale’, risalente agli anni trenta del XIX secolo, risponde alle nuove esigenze della comunità cattolica di Batavia, la più numerosa dopo le aree storiche, come Flores; la presenza di un edificio di culto cattolico costituì una novità rilevante, che fu tollerata dalle autorità protestanti.

Non era più possibile ignorare che i cattolici erano parte integrante del paesaggio coloniale, e che la chiesa riformata aveva perso, di fatto, il suo monopolio, sebbene rimaneva la componente cristiana maggioritaria, e nel periodo coloniale, ufficiale. E’ in tale quadro che agirono i primi prefetti apostolici, poco noti alla storiografia, ma fondamentali per il futuro sviluppo del cattolicesimo nella colonia olandese.


Il Primo Prefetto Apostolico: Jacobus Nelissen (1807-1817)

Jacobus Nelissen rappresenta una svolta storica, in quanto egli guida e vive la fase pioneristica del lungo lavoro apostolico nella colonia olandese; dopo essere stato ordinato sacerdote (regolare, non apparteneva a nessun ordine religioso) nel 1781 venne nominato (di fatto) primo Prefetto Apostolico di Batavia da Pio VII l’8 maggio del 1807. Salpa per Batavia verso la fine del 1807 e l’anno successivo (4 aprile) diventa di fatto il primo prefetto apostolico di Batavia, anche se l’erezione canonica (ufficiale) della Prefettura avviene solamente verso il 1826.

Le informazioni su questa figura e sulla sua opera missionaria sono attestate in fonti poco note, ma fondamentali, come quella citata in precedenza; grazie al gesuita Van der Velden, è possibile ricostruire con una certa precisione un periodo che spesso rimane poco compreso (e fondamentalmente sconosciuto a queste latitudini).

Dopo aver ricordato il decreto Reale con cui il Re dei Paesi Bassi concedeva la libertà di culto ai suoi sudditi, anche nelle colonie, lo storico gesuita (Velden), osserva:

Di conseguenza, i cattolici in Patria e nelle Colonie poterono respirare di nuovo più liberamente e la strada si aprì di nuovo per i diligenti predicatori della fede. Di conseguenza, due uomini coraggiosi presero la decisione eroica di spargere il buon seme della fede in quella vasta parte del campo del Signore.
Erano i Reverendi Signori Jacobus Nelissen e Lambertus Prinsen (che diventerà secondo prefetto apostolico di Batavia, ndr), entrambi chierici secolari. Già tre anni prima questi due missionari, dopo un vano tentativo il 10 maggio di salpare, finalmente il 18 maggio 1805 in compagnia dell’Illustrissimo Signor Joannes Lansink, loro Prefetto Apostolico, avevano lasciato la patria per andare a predicare il Santo Vangelo al Capo di Buona Speranza.
Il 1° ottobre arrivarono sani e salvi e inizialmente celebrarono i Sacri Misteri in una casa privata, ma dal 1° ottobre in una caserma trasformata in chiesa. Tuttavia, a seguito della cessione delle nostre proprietà al Capo agli inglesi (23 gennaio 1806), fu loro negato un soggiorno prolungato lì, così dovettero intraprendere il viaggio di ritorno in Olanda già il 2 febbraio 1806.

Van der Velden, De Roomsch-Katholieke Missie in Nederlandsch Oost-lndië 1808-1908 etc., pp. 14-15.

La missione di Jacobus Nelissen, e del suo compagno Prinsen al Capo (Africa del Sud), fallisce, e sarà proprio questo evento ad aprire la strada delle Indie Orientali Olandesi, che ospitava una comunità cattolica bisognosa di una guida visibile.

Sempre il Velden ricorda che,

Nel mese di ottobre 1807, i due ecclesiastici lasciarono per la seconda volta le coste olandesi e, dopo un lungo viaggio di cinque mesi, giunsero finalmente il 4 aprile 1808 al porto di Batavia. Il giorno successivo sbarcarono e inizialmente si sistemarono in un hotel, ma dopo qualche giorno il Signor F. C. H. Assmuss, “chirurgo principale,” aprì per loro la sua ospitale dimora. Una parte fu temporaneamente allestita come chiesa e già domenica 10 aprile si tenne il primo servizio religioso pubblico. In quella data dobbiamo quindi dare inizio alla nostra nuova Missione nelle Indie Orientali Olandesi.

Van der Velden, De Roomsch-Katholieke Missie in Nederlandsch Oost-lndië 1808-1908 etc., pp. 16-17.

Gli inizi della missione nelle Indie Olandesi, dunque, sono decisamente avventurose, e le fonti restituiscono un quadro realistico che poco si accorda con le narrazioni ‘romantiche’ sulla rinascita cattolica del XIX secolo nell’attuale Indonesia.

Gli inizi sono pertanto caratterizzati dalla necessità di adattamento a condizioni in iniziali oggettivamente difficili, in quanto la tolleranza olandese non si è tradotta immediatamente in risorse visibili per i rappresentanti della chiesa cattolica.

Inoltre, il Nelissen non aveva dignità episcopale (né ricevette il titolo onorifico di Monsignore), a differenza dei successivi Vicari Apostolici, dal 1841-42, e rimase un sacerdote ‘semplice’, ma con la responsabilità di un territorio vastissimo da organizzare per la prima volta. Non soprende, dunque, che gli inizi siano stati caratterizzati da adattamento e cooperazione con alcuni esponenti della comunità cattolica di Batavia.

A partire dal 1808 un Decreto del Re dei Paesi Bassi accorda una dignità formale dei ministri cattolici pari a quelli protestanti, e concede loro uno stipendio conseguente, ma le condizioni rimangono difficili.


Il Ruolo dei Prefetti Apostolici nella Storia delle Indie Olandesi

Il Nelissen, grazie alla sua capacità di operare in un ambiente ostile e di cooperare con le autorità della colonia, può essere considerato un pioniere, insieme al suo successore, il Prinsen (1817-1830), anche lui sacerdote secolare e senza dignità episcopale.

Il Prinsen, giunto a Batavia insieme al Nelissen, continua la riorganizzazione amministrativa e pastorale della Chiesa nell’arcipelago, e contribuisce a rafforzare Batavia come sede ‘episcopale’, anche se formalmente tale dignità non era ancora formalmente riconosciuta.

Prinsen, inoltre, ampliò la presenza cattolica in altre località strategiche di Giava, come Semarang, dove condivise temporaneamente la chiesa riformata con i protestanti e pose le basi di un orfanotrofio cattolico (che sarebbe diventato un’istituzione duratura).

Come sottolinea Van der Velden, entrambi i sacerdoti secolari operarono in condizioni di grande precarietà, senza risorse stabili, con una tolleranza coloniale ancora molto cauta e senza la possibilità di un vero proselitismo tra la popolazione indigena. La loro azione rimase prevalentemente rivolta all’assistenza dei cattolici europei e delle residue comunità di origine portoghese, ma fu decisiva per mantenere viva e legittimare la presenza cattolica in un contesto dominato dalla Chiesa Riformata.

Con le dimissioni di Prinsen nel 1830 e l’incarico del terzo Prefetto, Joannes Scholten (1830–1842), si concluse la fase dei prefetti sacerdoti secolari; nel 1841(3 aprile) la Prefettura Apostolica di Batavia fu elevata a Vicariato Apostolico (ma il decreto entrò in vigore il 20 settembre 1842), aprendo l’era dei vicari apostolici con dignità episcopale (a partire da Jacobus Grooff).

Nel 1842, dunque, inizia una fase differente, caratterizzata da stabilità e dalla conferma di Batavia come sede di una Chiesa che, di fatto, rappresentava i cattolici dell’intero arcipelago; il primo Vicario, Grooff, incontrerà alcune difficoltà con le autorità olandesi, che si dovevano confrontare con un clero cattolico che richiedeva una crescente autonomia ed un riconoscimento effettivo della sua autorità.

Quasi dimenticati dalla storiografia generale, Jacobus Nelissen, Lambertus Prinsen e Joannes Scholten furono i veri pionieri silenziosi che, tra il 1808 e il 1842, posero le fondamenta di una presenza cattolica destinata a crescere e a segnare profondamente la storia religiosa dell’Indonesia moderna.


Letture Consigliate

  • Van der Velden, A. J. H. (1908). De Roomsch-Katholieke missie in Nederlandsch Oost-Indië 1808-1908: Eene historische schets. L.C.G. Malmberg.
  • Groot, J. de. (2007). Catholics between adaptation and isolation, 1808-1847. In A history of Christianity in Indonesia (pp. 113–138). Brill.

Di Salvatore Puleio

Salvatore Puleio è analista e ricercatore nell'area 'Terrorismo Nazionale e Internazionale' presso il Centro Studi Criminalità e Giustizia ETS di Padova, un think tank italiano dedicato agli studi sulla criminalità, la sicurezza e la ricerca storica. Per la rubrica Mosaico Internazionale, nel Giornale dell’Umbria (giornale regionale online) e Porta Portese (giornale regionale online) ha scritto 'Modernità ed Islam in Indonesia – Un rapporto Conflittuale' e 'Il Salafismo e la ricerca della ‘Purezza’ – Un Separatismo Latente'. Collabora anche con ‘Fatti per la Storia’, una rivista storica online; tra le pubblicazioni, 'La sacra Rota Romana, il tribunale più celebre della storia' e 'Bernardo da Chiaravalle: monaco, maestro e costruttore di civiltà'. Nel 2024 ha creato e gestisce la rivista storica informale online, ‘Islam e Dintorni’, dedicata alla storia dell'Islam e ai temi correlati. (i.e. storia dell'Indonesia, terrorismo, ecc.). Nel 2025 ha iniziato a colloborare con la testata online 'Rights Reporter', per la quale scrive articoli e analisi sull'Islam, la shariah e i diritti umani.

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