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Frits Maurits Kirihio (1934-2018) rappresenta una delle figure più complesse e controverse del nazionalismo papuano del XX secolo; nato a Serui, nelle isole Yapen, nella parte occidentale della Nuova Guinea allora sotto amministrazione olandese, Kirihio fu il primo papuano a conseguire una laurea universitaria. La sua traiettoria politica, dal sostegno all’indipendenza papuana alla scelta di collaborare con l’Indonesia, riflette le divisioni profonde, le pressioni internazionali e le illusioni pragmatiche che hanno segnato il destino della West Papua negli anni cruciali tra il 1950 e il 1970.

Frits Maurits Kirihio (1934-2018) represents one of the most complex and controversial figures in 20th-century Papuan nationalism. Born in Serui, in the Yapen Islands, in the western part of New Guinea then under Dutch administration, Kirihio was the first Papuan to obtain a university degree. His political trajectory — from support for Papuan independence to the decision to collaborate with Indonesia — reflects the deep divisions, international pressures, and pragmatic illusions that marked the fate of West Papua in the crucial years between the 1950s and 1970s.

Frits Maurits Kirihio (1934-2018) is een van de meest complexe en controversiële figuren in het Papoeaanse nationalisme van de 20e eeuw. Geboren in Serui, op de Yapeneilanden, in het westelijke deel van Nieuw-Guinea dat destijds onder Nederlands bestuur stond, was Kirihio de eerste Papoea die een universitaire graad behaalde. Zijn politieke traject — van steun aan de Papoeaanse onafhankelijkheid tot de keuze om met Indonesië samen te werken — weerspiegelt de diepe verdeeldheid, de internationale druk en de pragmatische illusies die het lot van West-Papoea hebben bepaald in de cruciale jaren tussen 1950 en 1970.


Formazione e Nascita del Nazionalismo Papuano

Kirihio crebbe in un contesto coloniale olandese che, negli anni ’50, stava investendo nella formazione di un’élite locale in vista di una possibile autodeterminazione della West New Guinea (West Irian); dotato di notevole intelligenza, egli fu selezionato per studiare all’Università di Leiden nei Paesi Bassi, dove acquisì una formazione accademica di alto livello – un privilegio raro per un papuano dell’epoca. Questa educazione europea lo espose alle idee di nazionalismo, autodeterminazione e diritti dei popoli colonizzati.

Al ritorno in patria, Kirihio entrò attivamente nella vita politica locale, inizialmente come sindacalista cristiano; nel 1960, insieme a figure come Herman Wayoi e altri giovani intellettuali, contribuì alla fondazione del Partai Nasional Papua (PARNA), il Partito Nazionale Papuano. Il partito rappresentava l’espressione più organizzata del nazionalismo papuano emergente, e chiedeva l’indipendenza della West New Guinea come Stato sovrano, separato sia dai Paesi Bassi che (in prospettiva) dall’Indonesia.

Bandiera del nazionalismo Papuano (Foto Harian Terbit)

I suoi membri promuovevano l’identità melanesiana papuana, distinta da quella giavanese o malese dominante in Indonesia. Simboli come la bandiera Bintang Kejora (Stella dell’Alba) cominciavano a prendere forma proprio in questi anni, mentre il partito si collocava in un contesto di crescente tensione tra Paesi Bassi e Indonesia.


Il Viaggio in Indonesia e la Svolta Pragmatica

Uno degli episodi più significativi nella vita di Kirihio fu il suo viaggio in Indonesia intorno al 1961-1962, e, anche se inizialmente sostenitore dell’indipendenza papuana, Kirihio ebbe modo di osservare direttamente la realtà indonesiana sotto Soekarno.

Fritz Kirihio (Foto Wikipedia)

Questo soggiorno (1961) segnò una svolta decisiva, in quanto, Kirihio ebbe modo di riconoscere l’isolamento internazionale dei Paesi Bassi, la pressione degli Stati Uniti e la determinazione indonesiana. Per queste ragioni, egli cominciò a valutare le possibilità di uno Stato papuano indipendente, anche se il trasferimento all’Indonesia appare inevitabile a partire dal 1962, dopo il suo viaggio.

Quest’ultimo è testimoniato dalla stampa olandese coeva, come dimostra il seguente estratto;

Come si sa, Kirihio ha suscitato scalpore l’anno scorso facendo un viaggio inaspettato attraverso l’Indonesia. Anche tra i suoi connazionali c’erano molti che lo rimproveravano per questo, ma il suo punto di vista, secondo cui il trasferimento della Nuova Guinea Occidentale all’Indonesia è inevitabile e che i Papuani quindi devono orientarsi verso l’Indonesia, è ora condiviso praticamente da tutti i Papuani residenti nei Paesi Bassi.

PAPOEA’S NAAR INDONESIË, I Papuani verso l’Indonesia, Vrij Nederland, 45, 7 Luglio 1962, p. 1.

Insieme ad altri membri di PARNA, come Eliezer Jan Bonay, scelse una linea pragmatica, e, invece di resistere frontalmente, optò per una collaborazione con il governo di Jakarta; pertanto, PARNA si trasformò progressivamente in una branca locale del Partai Nasional Indonesia (PNI) di Soekarno.

Questa decisione provocò divisioni interne profonde, e alcuni lo accusarono apertamente di tradimento, arrivando a definirlo ironicamente “Hitler papuano” per il suo presunto opportunismo. Kirihio, del resto, non fu il solo ad adottare questa linea politica, e diversi leader papuani costieri scelsero la via dell’integrazione, mentre molti gruppi montani rimasero più legati alle promesse olandesi di indipendenza.


Il Ruolo nelle Negoziazioni e l’Act of Free Choice

La scelta pragmatica di Kirihio gli valse un posto di rilievo nella delegazione indonesiana durante i negoziati che portarono all’Accordo di New York del 15 agosto 1962; insieme a Silas Papare, Johannes Abraham Dimara, Marthen Indey e altri, rappresentò la componente papuana nel team guidato da Subandrio. L’accordo prevedeva il passaggio temporaneo della West New Guinea all’amministrazione ONU (UNTEA) e, successivamente, all’Indonesia, con la promessa di un “Act of Free Choice” (Pepera) nel 1969.

Kirihio partecipò anche alle fasi successive, inclusa la controversa consultazione del 1963, criticata da molti come manipolata (vennero consultati solo 1.025 delegati scelti, non un referendum “one man, one vote”). La sua presenza nella delegazione simboleggiava per Jakarta la legittimità papuana dell’integrazione, ma per i nazionalisti più radicali rappresentava il tradimento delle aspirazioni indipendentiste.

Con l’incorporazione ufficiale della regione come Irian Barat (poi Irian Jaya), Kirihio continuò a ricoprire ruoli di rilievo nell’amministrazione indonesiana. Morì il 12 agosto 2018 a Jayapura, lasciando un’eredità ambigua, in quanto non divenne mai un eroe nazionale indonesiano come Silas Papare, e nemmeno un martire del movimento indipendentista come l’Organisasi Papua Merdeka (OPM).

Kirihio con i Dirigenti del PARNA (Foto Wikipedia)

La storia di Frits Kirihio illumina le contraddizioni del movimento nazionalista papuano degli anni Sessanta del secolo scorso, che, diversamente dal nazionalismo indonesiano, unificato (ma non uniforme) contro il colonialismo olandese, nacque in un contesto tripolare, formato dai Paesi Bassi, dall’Indonesia e dalle le élite papuane, divise tra pragmatici (come Kirihio) e idealisti.

Kirihio incarnò il realismo politico di una parte dell’élite, che, consapevole della debolezza militare e diplomatica papuana, scelse l’integrazione come scenario preferibile all’isolamento o alla repressione; questa scelta rifletteva una valutazione fredda e calcolata delle forze in campo durante la Guerra Fredda.

Tuttavia, la sua traiettoria evidenzia anche i limiti di quel pragmatismo, in quanto l’Act of Free Choice del 1969 non risolse le tensioni identitarie; al contrario, alimentò decenni di conflitto a bassa intensità, migrazioni interne, sfruttamento delle risorse naturali e rivendicazioni di auto-determinazione che persistono ancora oggi. A oltre sessant’anni dalla sua svolta, il dibattito su Kirihio rimane aperto: per alcuni rappresenta la saggezza del compromesso, per altri l’illusione di chi credeva che l’integrazione avrebbe portato vera uguaglianza.


Letture Consigliate

  • Chauvel, R. (2005). Constructing Papuan nationalism: History, ethnicity, and adaptation (Policy Studies No. 14). East-West Center Washington.
  • Drooglever, P. J. (2009). An act of free choice: Decolonisation and the right to self-determination in West Papua. Oneworld Publications.
  • Van der Kroef, J. M. (1961). Nationalism and politics in West New Guinea. Pacific Affairs, 34(1), 38-53.

Di Salvatore Puleio

Salvatore Puleio è analista e ricercatore nell'area 'Terrorismo Nazionale e Internazionale' presso il Centro Studi Criminalità e Giustizia ETS di Padova, un think tank italiano dedicato agli studi sulla criminalità, la sicurezza e la ricerca storica. Per la rubrica Mosaico Internazionale, nel Giornale dell’Umbria (giornale regionale online) e Porta Portese (giornale regionale online) ha scritto 'Modernità ed Islam in Indonesia – Un rapporto Conflittuale' e 'Il Salafismo e la ricerca della ‘Purezza’ – Un Separatismo Latente'. Collabora anche con ‘Fatti per la Storia’, una rivista storica online; tra le pubblicazioni, 'La sacra Rota Romana, il tribunale più celebre della storia' e 'Bernardo da Chiaravalle: monaco, maestro e costruttore di civiltà'. Nel 2024 ha creato e gestisce la rivista storica informale online, ‘Islam e Dintorni’, dedicata alla storia dell'Islam e ai temi correlati. (i.e. storia dell'Indonesia, terrorismo, ecc.). Nel 2025 ha iniziato a colloborare con la testata online 'Rights Reporter', per la quale scrive articoli e analisi sull'Islam, la shariah e i diritti umani.

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