1954 soekarno masyumi indonesia
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Un dispaccio dell’agenzia ANP-ANETA del gennaio 1955 racconta un episodio apparentemente ordinario, ma politicamente significativo: il presidente Soekarno partecipa alla cerimonia di chiusura del congresso della Masyumi, uno dei principali partiti politici indonesiani e una delle principali forze di opposizione al governo. Il gesto merita attenzione soprattutto perché permette di osservare un Soekarno diverso dall’immagine che la storia successiva ha consegnato alla memoria politica indonesiana.

A dispatch from the ANP-ANETA news agency in January 1955 recounts an apparently ordinary but politically significant episode: President Soekarno attended the closing ceremony of the Masyumi congress, one of Indonesia’s leading political parties and one of the principal opposition forces to the government. The gesture is particularly noteworthy because it offers a glimpse of a Soekarno different from the image that subsequent history has left in the political memory of Indonesia.

Een bericht van het persbureau ANP-ANETA uit januari 1955 beschrijft een ogenschijnlijk alledaagse, maar politiek betekenisvolle gebeurtenis: president Soekarno woonde de slotplechtigheid van het Masyumi-congres bij, een van de belangrijkste politieke partijen van Indonesië en een van de voornaamste oppositiekrachten tegenover de regering. Dit gebaar is vooral opmerkelijk omdat het een beeld van Soekarno laat zien dat afwijkt van het beeld dat de latere geschiedenis in het politieke geheugen van Indonesië heeft achtergelaten.


Soekarno e Masyumi

Masyumi non era semplicemente un partito religioso, ma una forza politica che aspirava a governare l’Indonesia e che, attraverso Mohammad Natsir, rivendicava il proprio ruolo nell’ordinamento democratico. Nel suo discorso al congresso del dicembre 1954, Natsir difese l’opposizione parlamentare, la tolleranza e la responsabilità politica, sostenendo che Masyumi dovesse rispondere non soltanto al Parlamento, ma anche a un principio morale superiore.

Soekarno, invece di delegittimare queste posizioni le accolse. Nel suo intervento dichiarò che la democrazia richiede tolleranza e ricordò che l’Indonesia era attraversata da tre grandi correnti: quella socialista, quella religiosa e quella nazionale. L’opposizione, aggiunse, è una componente normale della vita democratica.

Si tratta di un passaggio importante. Nel 1955, nazionalismo e Islam politico non appaiono ancora come due concezioni necessariamente antagoniste dell’Indonesia; sono piuttosto due componenti della stessa comunità politica, insieme alle forze socialiste. Il conflitto esiste, ma si svolge all’interno di uno spazio nazionale condiviso.

Lo dimostra anche il comportamento dello stesso Soekarno. Il presidente aveva già partecipato al congresso del PNI a Bandung e decide di recarsi anche a quello di Masyumi a Surabaya. Secondo le interpretazioni riportate da ANETA, il suo viaggio avrebbe potuto contribuire a ridurre la crescente distanza fra la presidenza e la Masyumi e, più in generale, a dissipare l’impressione che il presidente fosse schierato con una parte politica.

Tale rischio era percepito con chiarezza nel gennaio del 1955:

In alcuni ambienti politici si ritiene che un allontanamento tra il presidente e uno dei più grandi partiti islamici sia più a svantaggio che a vantaggio del Paese. Soprattutto in considerazione del fatto che questo contrasto non rimane più limitato al presidente e a Masjumi, ma si estende fino a diventare una contrapposizione tra i partiti di governo e quelli di opposizione. Presso alcuni partiti di opposizione domina la diffidenza che il presidente stia ora prendendo le parti dei partiti di governo.

Het Masjumi-Kongres(I), Indonesische Documentatie Dienst van ANP-ANETA, 10 Januari 1955, p. 4.

Non si tratta dunque soltanto di una visita protocollare, ma di atto deliberato, volto a equilibrare la situzione e dare un segnale politico chiaro.

Dispaccio ANP-ANETA, 19 Gennaio 1955, p. 4.

Soekarno comprende che nessuna delle grandi correnti politiche può essere semplicemente esclusa dalla definizione della nuova Indonesia; la sua preoccupazione non sembra essere quella di imporre una visione ideologica unica, ma di trovare una formula capace di mantenere insieme componenti differenti.

Da questo punto di vista, il Soekarno del 1954-1955 appare soprattutto come un politico pragmatico, e la sua idea di unità nazionale non implica ancora uniformità politica; al contrario, presuppone la presenza di differenze che devono essere ricondotte entro un medesimo ordine politico.


Una Nazione ancora da Costruire

Il documento in esame segnala anche che nel 1955, l’Indonesia fosse ancora lontana dall’essere pienamente definita come Stato-nazione. L’indipendenza era stata conquistata, ma rimanevano ancora aperte questioni fondamentali, come il rapporto fra governo e opposizione, il ruolo dell’islam nella Repubblica, la struttura economica dello Stato, la posizione delle minoranze, la questione di West Irian (Papua Ovest) e, più in generale, la natura stessa dell’identità nazionale.

L’Indonesia esisteva come Stato, ma doveva ancora stabilire, attraverso il conflitto e la negoziazione politica, che cosa significasse essere indonesiani; nel 1955, dunque, la questione non era ancora stabilire quale componente dovesse prevalere sulle altre. Nazionalisti, islamici e socialisti erano forze concorrenti, ma la loro appartenenza alla comunità nazionale non era messa necessariamente in discussione; anzi, è lo stesso Presidente a escludere questa interpretazione nel 1955, con un intervento che non era affatto dovuto.

È proprio questa dimensione che rende il comportamento di Soekarno particolarmente significativo, in quanto l’unità nazionale non viene pensata come eliminazione del conflitto, ma come capacità di mantenerlo entro un quadro politico comune.

Come precisato da ANETA, il Presidente non si è recato da solo alla chiusura del VII Congresso di Masyumi:

Lunedì sera il presidente Sukarno ha presenziato al ricevimento tenuto a Surabaya dalla Masjumi.

Il presidente era accompagnato dal ministro della Giustizia, l’avv. Djody Gondokusumo, dal secondo vicepresidente del parlamento, Arudji Kartawinata, dal direttore del suo gabinetto, l’avv. A.K. Pringgodigdo, e da alcuni rappresentanti della stampa della capitale. Dodici ore dopo essere entrato nell’edificio del ricevimento, il capo di Stato è sceso nuovamente dall’aereo a Kemajoran, abbondantemente in tempo per ricevere a Palazzo Merdeka il primo ministro di Ceylon, Sir John Kotelawala.

Het Masjumi-Kongres(II), cit., p. 7.

Dispaccio ANP-ANETA, 19 Gennaio 1955, p. 7.

Nel 1955 il primo presidente dell’Indonesia intese dunque dare un segnale di distensione e di unità in una situazione politica e sociale tesa, mediante una partecipazione che confermò Masyumi come forza politica vitale e pienamente integrata nella costruzione della nazione indonesiana.


Una Logica Costante?

A distanza di oltre settant’anni, è possibile osservare una logica non identica, ma in qualche misura comparabile, anche nella politica di Prabowo Subianto; il suo governo ha cercato fin dall’inizio di costruire una coalizione molto ampia, comprendente forze nazionaliste, partiti e organizzazioni islamiche, componenti cristiane e altre forze politiche.

Composizione del Governo Prabowo (Ricostruzione Fatta da Islam E Dintorni)

Naturalmente, il paragone non deve essere spinto oltre misura, in quanto l’Indonesia del 2026 è uno Stato consolidato, con istituzioni e rapporti di forza molto diversi da quelli della Repubblica parlamentare del 1955. Prabowo non deve costruire una nazione dalle fondamenta, come accadeva alla generazione di Soekarno, ma deve gestire gli equilibri che in parte dipendono dalla costruzione nazionale degli anni Cinquanta.

Resta però una possibile continuità nella concezione della politica nazionale: non necessariamente ridurre la pluralità a una contrapposizione fra “noi” e “loro”, ma incorporare le diverse componenti della società dentro il sistema di governo.

Nel 1955 Soekarno cerca di tenere insieme le correnti nazionale, religiosa e socialista riconoscendone la legittimità; nel 2026 Prabowo cerca di mantenere un equilibrio fra una pluralità politica ormai molto più articolata. In entrambi i casi, l’unità nazionale appare meno come una condizione già acquisita che come un risultato politico da produrre continuamente.

È forse questa la lezione più interessante del documento ANETA: l’Indonesia non è nata una volta sola nel 1945. La sua costruzione politica è stata, e rimane, un processo di continua negoziazione fra componenti diverse della stessa nazione.


Letture Consigliate

  • Hongxuan, L. (2024). “Islamic parties and the allure of socialism: The case of Indonesia’s Masjumi.” Journal of Southeast Asian Studies, 55(2), 267–291.
  • Madinier, R. (2015). Islam and Politics in Indonesia: The Masyumi Party between Democracy and Integralism. Singapore: NUS Press.
  • Noer, D. (1978). Partai Islam di Pentas Nasional, 1945–1965. Jakarta: Grafiti Pers.

Di Salvatore Puleio

Salvatore Puleio è analista e ricercatore nell'area 'Terrorismo Nazionale e Internazionale' presso il Centro Studi Criminalità e Giustizia ETS di Padova, un think tank italiano dedicato agli studi sulla criminalità, la sicurezza e la ricerca storica. Per la rubrica Mosaico Internazionale, nel Giornale dell’Umbria (giornale regionale online) e Porta Portese (giornale regionale online) ha scritto 'Modernità ed Islam in Indonesia – Un rapporto Conflittuale' e 'Il Salafismo e la ricerca della ‘Purezza’ – Un Separatismo Latente'. Collabora anche con ‘Fatti per la Storia’, una rivista storica online; tra le pubblicazioni, 'La sacra Rota Romana, il tribunale più celebre della storia' e 'Bernardo da Chiaravalle: monaco, maestro e costruttore di civiltà'. Nel 2024 ha creato e gestisce la rivista storica informale online, ‘Islam e Dintorni’, dedicata alla storia dell'Islam e ai temi correlati. (i.e. storia dell'Indonesia, terrorismo, ecc.). Nel 2025 ha iniziato a colloborare con la testata online 'Rights Reporter', per la quale scrive articoli e analisi sull'Islam, la shariah e i diritti umani.

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