Tra scienza delle religioni e ambiguità coloniale, Christiaan Snouck Hurgronje incarna la nascita di un approccio moderno allo studio dell’islam, fondato sull’osservazione critica, sul lavoro sul campo e su una problematica sospensione dell’appartenenza confessionale.
Situated between the emerging science of religion and the ambiguities of colonial power, Christiaan Snouck Hurgronje embodies the rise of a modern approach to the study of Islam, grounded in critical observation, fieldwork, and a problematic suspension of confessional belonging.
Op het kruispunt van de ontluikende godsdienstwetenschap en koloniale ambiguïteit belichaamt Christiaan Snouck Hurgronje de opkomst van een moderne benadering van de islam, gebaseerd op kritische observatie, veldwerk en een problematische opschorting van confessionele betrokkenheid
Una Figura Controversa
Christiaan Snouck Hurgronje, vissuto tra il 1857 e il 1936, è considerato una figura emblematica nel campo degli studi moderni sull’islam, in quanto egli fu, come noto, anche uno dei consiglieri del governatore generale delle Indie Orientali verso la fine del XIX secolo. La sua conversione all’islam, come noto, è stata e rimane al centro di polemiche e controversie che non sono ancora state risolte, e probabilmente non lo saranno mai.
Si ricorda, a questo proposito, che il celebre accademico nacque in un contesto protestante, nei Paesi Bassi, e che il suo rapporto con il cristianesimo è complesso, e non si può ridurre a poche e spesso infelici battute. Hurgronje ricevette un’educazione teologica calvinista, ma si distanziò dagli aspetti dogmatici, per abbracciare una visione più liberale dell’esperienza religiosa. Il metodo storico critico applicato allo studio delle Scritture cristiane, che si stava diffondendo proprio in quel periodo storico, ha avuto un’influenza fondamentale sul suo rapporto con il cristianesimo, che divenne meno dogmatico e più relativizzato.
Fu tale esperienza, molto probabilmente, a fargli abbandonare l’approccio conservatore e rigoroso che ancora oggi domina una parte del mondo calvinista, segnato, quantomeno, da una certa sobrietà e rigore nello studio delle scritture, anche in contesti di minoranza, come l’Indonesia attuale. Snouck rimase calvinista, ma al dogma sostituì, di fatto, una lente critica, incoraggiato dalle idee che si stavano diffondendo a Leiden, uno dei principali centri del pensiero liberale.
L’Approdo ad un Approccio Scientifico alle Religioni
La relazione che ebbe con l’islam, trattato come oggetto di indagine scientifica, e non come fonte normativa derivante da un’adesione confessionale, deriva dalle esperienze maturate in ambito accademico. Il suo fu probabilmente più un distacco emotivo che teologico, anche se, in base ai documenti disponibili, è probabile che Snouck avesse perso interesse per gli aspetti più dogmatici del cristianesimo, come la divinità di Cristo o l’inerranza delle scritture.
In altre parole, egli relativizzò la rivelazione cristiana, riletta in ottica accademica, e non confessionale/religiosa; alcune ricostruzioni posteriori parlano di ‘crisi di fede’, ma probabilmente si trattò di un processo evolutivo, che lo portò ad una comprensione delle religioni differente rispetto a quanto suggerito dalla sua iniziale educazione teologica.
Da questo punto di vista, la sua successiva conversione all’islam, seppure controversa, non può essere considerata pura finzione; Snouck era genuinamente interessato all’islam, allo stesso modo in cui egli era interessato al cristianesimo. Si tratta di un interesse non teologico, ma epistemico, accademico, con cui Hurgronje esprime il suo desiderio di conoscere la religione islamica; la conversione formale è semplicemente la chiave usata per accedere ad un mondo altrimenti precluso.

Snouck comprende che l’islam non contempla altro mezzo di accesso ne non accettarne formalmente i principi, e vi si adegua, alla stregua di un ricercatore che segue le procedure per un esperimento; non è la sua sincerità il problema (su cui non è possibile pronunciarsi in maniera oggettiva), ma la sua comprensione dell’islam come oggetto da analizzare a diventare rilevante.
Il suo approccio non è rivoluzionario in sé, ma in quanto applicato all’islam, una religione che per definizione, e specialmente nel XIX secolo, non legittimava (anche se di fatto esistevano) spazi intermedi o di negoziazione, e che soprattutto non accettava di essere considerata una delle religioni tra le tante. Hurgronje, invece, con la sua conversione sembra voler dimostrare esattamente il contrario, ovvero che anche l’islam e le sue dottrine potevano essere studiate con un metodo razionale, storico e critico. L’islam come una delle religioni esistenti, come oggetto analizzabile, sezionabile, comprensibile, e non come verità assoluta da credere.
L’Amicizia con Herman Bavinck
Il rapporto di Hurgronje con il cristianesimo può essere compreso più agevolmente quando si considera la sua amicizia con Herman Bavinck, un teologo calvinista di impostazione ortodossa; l’incontro tra i due avvenne a Leiden verso la fine degli anni Settanta del XIX secolo. Anche se essi avevano una relazione differente verso la religione, essi rimasero amici e scambiarono diverse lettere in cui discutevano di filosofia religiosa.
Si tratta di un elemento significativo, che segnale la disponibilità di Snouck a dialogare con chi non sosteneva la sua posizione; evidentemente, questa relazione era una fonte di conoscenza, e, dunque, apprezzata dall’accademico olandese. Snouck non si trincera in una posizione auto-referenziale, ma non cessa di confrontarsi con coloro che la pensano diversamente, come nel caso di Bavinck; una relazione del genere, invece, non sarebbe stata possibile, o accettabile, con una controparte islamica ortodossa.

Per i musulmani contemporanei, Snouck (alias Abdul Ghaffar) era principalmente un credente, e non un accademico (qualifica che passava in secondo piano e quasi scompariva), mentre nel mondo europeo un credente poteva anche essere un accademico. In altre parole, l’identità di credente non precludeva o rendeva meno importante quella di essere un ricercatore, anzi; invece, nel mondo islamico del XIX secolo (e in molti contesti ancora oggi), la qualità di credente avrebbe dovuto informare il resto.
E’ stato sottolineato, a questo punto, che
The historical basis of Snouck’s Muslim network was certainly his journey
to Mecca in the years 1884 and 1885 and his “temporary conversion” to Islam.
Towards his European network, Snouck was crystal-clear in “defending” his
conversion as a mere instrument to obtain access to Mecca and be accepted in
a Muslim society.
La base storica della rete musulmana di Snouck fu certamente il suo viaggio alla Mecca negli anni 1884 e 1885 e la sua “conversione temporanea” all’Islam. Nei confronti della sua rete europea, Snouck fu cristallino nel ‘difendere’ la sua conversione come un semplice strumento per ottenere l’accesso alla Mecca ed essere accettato in una società musulmana.
van Koningsveld, P. S. (2016). Conversion of European intellectuals to Islam: The case of Christiaan Snouck Hurgronje alias ʿAbd al-Ghaffār. In B. Agai, U. Ryad, & M. Sajid (Eds.), Muslims in interwar Europe: A transcultural historical perspective. Leiden, The Netherlands: Brill, 91.
La profondità e la rilevanza di questa relazione può essere colta nell’opera di Bavinck, Philosophy of Revelation (1909), derivante anche, indirettamente, dal confronto critico con Snouck Hurgronje; quest’ultimo, anche dopo la conversione formale all’islam continuò a dialogare con il mondo cristiano, e non si ritirò dal confronto.
Critiche a Snouck Hurgonje
L’essenza della sua conversione religiosa, che egli stesso ammise essere funzionale ai suoi studi, e non un atto sincero classico di conversione ad un’idea religiosa, attirò diverse critiche sull’accademico olandese. Un funzionario pakistano, Qudrat Ullah Shahab, sostenne che egli ha distorto l’Islam attraverso dichiarazioni fuorvianti, sfruttando la fiducia dei musulmani per avanzare gli interessi occidentali.

Ancora oggi, le polemiche su Hurgronje non si sono placate, ma la sua azione rimane rivoluzionaria nel campo del sapere; anche se le conoscenze sono state sfruttate a scopi coloniali, specialmente nella guerra di Aceh, rimane indubbio il suo contributo seminale ad uno studio scientifico dell’islam. Snouck ebbe anche figli dalla moglie sundanese, che però egli non portò con sé al suo ritorno nei Paesi Bassi; si tratta di un dettaglio tutt’altro che secondario, che aggiunge ulteriore complessità alla vicenda umana di un accademico e ricercatore affascinato dalla conoscenza dell’islam.
Studi recenti mostrano che l’approccio di Snouck non fu semplicemente quello del funzionario coloniale che sfrutta le conoscenze sull’islam, ma segnalano una figura che ha lasciato un’eredità duratura sugli studi contemporanei. Snouck ha mostrato l’importanza di non considerare l’islam come un semplice corpus dottrinale, ma come un organismo vivente da studiare nel suo ambiente naturale, dall’interno, dai testi e nella lingua originali.
L’uso coloniale del sapere, evidente in Snouck, non deve però portare a sottovalutare o inficiare la validità del metodo da lui introdotto, che rimane rivoluzionario nella sua portata; del resto, il dibattito ancora in corso sulla sua figura testimonia l’attualità e la rilevanza del suo lavoro.
Letture Consigliate
- Laffan, M. (2011). The makings of Indonesian Islam: Orientalism and the narration of a Sufi past. Princeton, NJ: Princeton University Press.
- van Koningsveld, P. S. (1997). Scholarship and friendship in early Islamic studies: Snouck Hurgronje and his Muslim interlocutors. Leiden, The Netherlands: Brill.
- Burke, E., III, & Prochaska, D. (Eds.). (1993). Genealogies of orientalism: History, theory, politics. Lincoln, NE: University of Nebraska Press.

