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De Hervormde kerk in nederlandsch oost-indie onder de osst-indische compagnie (1602-1795) di Bruijn rappresenta una fonte imprescindibile per comprendere la storia della chiesa riformata nelle Indie Orientali Olandesi, grazie al lavoro metodico e sistematico del suo autore.

De Hervormde kerk in Nederlandsch Oost-Indië onder de Oost-Indische Compagnie (1602-1795) by Bruijn is an indispensable source for understanding the history of the Reformed Church in the Dutch East Indies, thanks to the author’s methodical and systematic work.

De Hervormde kerk in Nederlands-Indië onder de Oost-Indische Compagnie (1602-1795) van Bruijn is een onmisbare bron voor het begrijpen van de geschiedenis van de gereformeerde kerk in Nederlands-Indië, dankzij het methodische en systematische werk van de auteur.


L’Opera e il suo Autore

Dopo la fondazione di Batavia, si inizia ad organizzare anche l’assetto religioso, e, a tale proposito, risultano fondamentali le fonti olandesi coloniali; una di esse, in particolare, insiste sulla storia della chiesa sotto la dominazione della Compagnia Olandese delle Indie, fino al 1795. Si tratta di De Hervormde kerk in nederlandsch oost-indie onder de osst-indische compagnie (1602-1795), H.A. Tjeenk Willink, Arnhem, 1884, La Chiesa Riformata nelle Indie Orientali Olandesi sotto la Compagnia delle Indie Orientali (1602-1795).

L’opera, stampata verso la fine del XIX secolo (1884), riprende fonti originali del periodo in esame (XVII-XVIII secolo), e si configura come una fonte indispensabile per comprendere lo sviluppo della Chiesa Riformata a Batavia e nella colonia nei primi anni di vita.

Il suo autore, Caspar Adam Laurens van Troostenburg de Bruijn, era un pastore calvinista, e viene considerato uno storico della Chiesa Riformata, specialmente per le Indie Orientali, presso cui operò; per questa ragione, tale opera dovrebbe essere presa come riferimento per gli studi sulla Chiesa Calvinista in quest’area.

Caspar Adam Laurens van Troostenburg de Bruijn

In un articolo del 1885 apparso su De Tijdspiegel. Jaargang 42, l’opera di Bruijn viene già considerata di livello elevato;

Met de verschijning van dit boek mag den schrijver hartelijk geluk worden gewenscht. Hij heeft daarmede een arbeid volbracht, welken hij zich met den meesten ernst als levenstaak gesteld had. Vol liefde heeft hij daaraan gewerkt, wellicht reeds vóór zijne aanstelling tot predikant bij de Protestantsche gemeente in Nederlandsch-Indië, maar zeker reeds spoedig na zijn optreden in die betrekking, waartoe hij in 1857 geroepen werd.

Bij de ontzaglijke uitgebreidheid van zijn onderwerp heeft zulk een lange tijd van voorbereiding niets bevreemdends; vooral niet, wanneer men bedenkt, hoe die arbeid voor het grootste deel door hem in Indië volbracht werd, waar het bekomen der benoodigde bronnen, door de massa en de verstrooidheid ervan reeds hier te lande bezwarend genoeg, met nog vrij wat meer moeite gepaard gaat en dikwijls geheel onmogelijk is. Wie zich toch voorstelt, dat men in Indië dergelijke bescheiden slechts voor het grijpen heeft, vergist zich geheel. 

L’autore può essere vivamente congratulato per la pubblicazione di questo libro. Ha così completato un’opera che si era prefissato con grande serietà come l’opera della sua vita. Vi lavorò con grande passione, forse anche prima della sua nomina a ministro nella comunità protestante delle Indie Orientali Olandesi, ma certamente subito dopo aver assunto tale incarico, a cui fu chiamato nel 1857. Data l’immensa ampiezza del suo argomento, un periodo di preparazione così lungo non sorprende; soprattutto se si considera che quest’opera fu in gran parte da lui realizzata nelle Indie, dove reperire le fonti necessarie, già abbastanza gravoso in questo paese a causa del loro volume e della loro dispersione, è accompagnato da difficoltà considerevolmente maggiori e spesso del tutto impossibile. Chiunque immagini che tali documenti siano facilmente reperibili nelle Indie si sbaglia di grosso.

De Reus, T.G.K. (1885). De hervormde kerk onder de Oost-Indische Compagnie, De Tijdspiegel, 1885, p. 285.

Si è dunque trattato di un’opera preparata con cura e attenzione, non senza difficoltà nel reperire fonti e documenti di archivio, fatta eccezione per Batavia, il centro amministrativo della colonia, che era comprensibilmente più organizzato.

Nello stesso articolo viene osservato che il risultato di questo lavoro è stato

Een lijvig boekdeel van circa 700 bladzijden bevat de vrucht zijner studie. In dertien verschillende hoofdstukken wordt door hem achtereenvolgens alles behandeld, wat op de Indische kerk betrekking heeft. Na in het eerste hoofdstuk eene menigte opgaven te hebben gegeven, welke het geheele gebied der Oost-Indische Compagnie in zijne volle uitgebreidheid (de Kaap de Goede Hoop uitgezonderd) betreffen, spreekt hij achtereenvolgens over den eeredienst, het kerkbestuur, het kerkrecht, de predikanten, de krankbezoekers, de uitbreiding van het Christendom, het onderwijs, den weldadigheidszin, de kerkleer, de beoefening der theologie in Indië, de stichtelijke lectuur en het Christelijk leven.

Un corposo tomo di circa 700 pagine contiene il frutto del suo studio. In tredici capitoli, affronta in successione tutto ciò che riguarda la Chiesa Olandese delle Indie Orientali. Dopo aver fornito una profusione di informazioni nel primo capitolo, che copre l’intero territorio della Compagnia Olandese delle Indie Orientali (escluso il Capo di Buona Speranza), affronta successivamente il culto, il governo della Chiesa, il diritto canonico, i ministri, le visite ai malati, la diffusione del cristianesimo, l’istruzione, le donazioni caritatevoli, la dottrina della Chiesa, la pratica della teologia nelle Indie, la letteratura edificante e la vita cristiana.

De Reus, T.G.K. (1885). De hervormde kerk onder de Oost-Indische Compagnie, De Tijdspiegel, 1885, p. 286.

A circa un anno dalla stampa, la sua opera era già considerata un punto di riferimento per le tematiche trattate, e questo giudizio non è affatto cambiato nel corso del tempo; la recente ristampa critica della sua opera ne è la perfetta testimonianza.

La ristampa moderna (2025) conferma l’attenzione per queste tematiche a 141 anni di distanza dalla pubblicazione dell’opera originaria.


Gli inizi della Chiesa Riformata a Batavia

L’opera di Bruijn consente di tracciare i primi eventi significativi della Chiesa di Batavia, come la prima celebrazione religiosa; è’ proprio lui a riferire di tale evento,

In het in der haast opge-worpen Fort was bij de bezetting van Jacatra onder J. P. Koen reeds werkzaam Adriaan Jacobszoon Hulsebos als eerste predikant van Batavia i). Op 25 December 1618 hield hij eene godsdienstoefening voor een gehoor van ruim 180 personen. Er waren toen een dertigtal vrouwen in het Fort. Verscheidene van haar waren van de 36 der vloot onder Pieter Both.

Ware het niet om het hoogst aandoenlijke, dat er voor ons gevoel gelegen is in een Avondmaalsviering toen daar, en onder die omstandigheden, we zouden er niet opzettelijk melding van maken. Nu doen wij het, met het oog op de 41 Nederlanders die er deel aan namen. Wij weten wie zij geweest zijn — die 40 communicanten, met hun achtenswaardigen voorganger.

In een uiterst gebrekkige versterking, omringd door talrijke vijanden, zonder verduurzaamde levensmiddelen, op een afstand van meer dan drieduizend mijlen van ’t vaderland en hunne naaste familiebetrekkingen, terwijl de eerste reis naar Indië 14 maanden had geduurd ; zelden berichten van huis ; een toestand, erger dan die in onze dagen ooit op Atjeh bestaan kan hebben; onder zulke omstandigheden avondmaal vieren, dat wil iets zeggen …. dat was aandoénlijk …. Zij die er deel aan namen te Batavia, op 3 Januari 1621, de eerste maal dat het daar bediend werd, door Adriaan Jacobszoon Hulsebos, »een vroom Godsahgh man,” waren (segue elenco delle figure notevoli che hanno preso parte al rito religioso, ndr).

Nel Forte costruito in frettolosamente, al momento dell’occupazione di Giacatra da parte di J. P. Koen, era già attivo Adriaan Jacobszoon Hulsebos come primo predicatore di Batavia (enfasi mia). Il 25 dicembre 1618 tenne un servizio religioso per un pubblico di oltre 180 persone. C’erano allora una trentina di donne nel Forte. Diversi di loro appartenevano alle 36 navi della flotta comandata da Pieter Both.

Se non fosse per il lato più commovente, che per noi c’è in una celebrazione eucaristica quando lì, e in quelle circostanze, non ne faremmo menzione intenzionalmente. Ora lo facciamo, in considerazione dei 41 olandesi che vi hanno partecipato. Sappiamo chi sono stati – quei 40 comunicanti, con il loro stimabile predecessore.

In un fortificazione (ancora, ndr) estremamente carente, circondati da numerosi nemici, senza viveri conservati, a una distanza di oltre tremila miglia dalla patria e dai loro parenti più stretti, mentre il primo viaggio in India era durato 14 mesi; raramente notizie da casa; una situazione peggiore di quella che ai nostri giorni possa mai esistere ad Aceh (nel 1884 era in corso la guerra contro Aceh, ndr); in tali circostanze celebrare la cena, questo significa qualcosa… questo era commovente… Coloro che vi parteciparono a Batavia, il 3 gennaio 1621 (enfasi mia), la prima volta che vi fu amministrato, da Adriaan Jacobszoon Hulsebos, “un pio uomo di Dio”, furono

De Hervormde kerk in nederlandsch oost-indie onder de osst-indische compagnie (1602-1795), p. 11.

Tra le personalità che presero parte alla celebrazione si trovano anche ‘Jan Petersz. Coen, Generaal van deze Quartieren, Frederick Houtman, Gouverneur’; si trattava, dunque, del primo rito ufficiale, presieduto dal ‘primo predicatore (predikant) di Batavia, Adriaan Jacobszoon Hulsebos.

Allo stesso tempo, vengono fornite le statistiche dei primi decenni di vita della Chiesa calvinista di Batavia, che restituiscono un’immagine vitale e decisamente interessante della prima comunità riformata nel centro amministrativo della colonia nell’era della VOC.

Secondo Bruijn,

De Nederduitsche gemeente van Batavia telde in 1630 nog slechts 31 lidmaten. Twee jaar later schreef de predikant Justus Heurnius aan prof. Walaeus te Leiden, dat er 500 waren 3). Er werd dan ook in dat jaar een vierde predikant aangesteld en als zoodanig beroepen Georgius Candidius. In 1635 waren er reeds 700 gemeenteleden. In 1639 waren er 150 doopeüngen en een gelijk getal ingezegende huwelijken, terwijl er in 1652 behoefte werd gevoeld aan een vijfden predikant.

La comunità olandese di Batavia contava nel 1630 solo 31 membri. Due anni dopo, il pastore Justus Heurnius scrisse al prof. Walaeus di Leida che ce n’erano 500 3). Pertanto, in quell’anno fu nominato un quarto predicatore e, in tale veste, fu chiamato Georgius Candidius. Nel 1635 c’erano già 700 membri della congregazione. Nel 1639 ci furono 150 battesimi e un numero uguale di matrimoni benedetti, mentre nel 1652 si sentì la necessità di un quinto predicatore (enfasi mie).

De Hervormde kerk in nederlandsch oost-indie onder de osst-indische compagnie (1602-1795), p. 13.

Dalla prima celebrazione nel 1621 al 1652, la comunità cresce e vengono chiamati altri 4 ministri del culto a predicare a Batavia; si tratta di una crescita notevole, che testimonia sia l’evoluzione di Batavia che della Chiesa Riformata ivi operante.


La Prospettiva Contemporanea

L’opera di Bruijn viene ancora presa come punto di riferimento per le ricerche e gli studi sulla Chiesa Riformata nelle Indie Orientali tra il XVII e il XVIII secolo, ma come parte integrante di un ecosistema più ampio di fonti. Non bisogna dimenticare, in effetti, che il predicatore protestante scriveva da una prospettiva coloniale; inoltre, alcuni archivi non erano già accessibili nel XIX secolo, mentre altri sono stati ritrovati in epoca recente.

Bruijn, di conseguenza, offre un’immagine parziale ma interessante della Chiesa Riformata, che testimonia una capacità non comune di lavorare con le fonti storiche e con gli archivi, in parte già persi come quello di Amboina (Ambon).

La conversione al cristianesimo era, nel periodo in esame, uno strumento di avanzamento sociale o di consolidamento della propria posizione, e non solamente una scelta spirituale; in altre parole, convertirsi al calvinismo era un atto politico prima ancora che spirituale. Per questa ragione, le statistiche proposte devono essere considerate con spirito critico, alla luce delle conoscenze attuali, che restituiscono un quadro decisamente più complesso rispetto a quello delineato da autori come Bruijn.


Letture Consigliate

  • De Bruijn, C. A. L. van Troostenburg. (1884). De Hervormde Kerk in Nederlandsch Oost-Indië onder de Oost-Indische Compagnie (1602–1795). H. A. Tjeenk Willink.
  • Hefner, R. W. (1990). Hindu-Javanese. Tengger Tradition and Islam. Princeton University Press.
  • Niemeijer, H. E. (2007). The central administration of the VOC government and the local institutions of Batavia (1619-1811)–An introduction. GL Balk, et. al. The Archives of the Dutch East India Company and the Local Institutions in Batavia, Leiden: Brill.

Di Salvatore Puleio

Salvatore Puleio è analista e ricercatore nell'area 'Terrorismo Nazionale e Internazionale' presso il Centro Studi Criminalità e Giustizia ETS di Padova, un think tank italiano dedicato agli studi sulla criminalità, la sicurezza e la ricerca storica. Per la rubrica Mosaico Internazionale, nel Giornale dell’Umbria (giornale regionale online) e Porta Portese (giornale regionale online) ha scritto 'Modernità ed Islam in Indonesia – Un rapporto Conflittuale' e 'Il Salafismo e la ricerca della ‘Purezza’ – Un Separatismo Latente'. Collabora anche con ‘Fatti per la Storia’, una rivista storica online; tra le pubblicazioni, 'La sacra Rota Romana, il tribunale più celebre della storia' e 'Bernardo da Chiaravalle: monaco, maestro e costruttore di civiltà'. Nel 2024 ha creato e gestisce la rivista storica informale online, ‘Islam e Dintorni’, dedicata alla storia dell'Islam e ai temi correlati. (i.e. storia dell'Indonesia, terrorismo, ecc.). Nel 2025 ha iniziato a colloborare con la testata online 'Rights Reporter', per la quale scrive articoli e analisi sull'Islam, la shariah e i diritti umani.

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