La vicenda del concerto di Andrea Bocelli in Indonesia ha assunto, all’inizio di novembre 2026, una dimensione che va oltre la contestazione di un artista internazionale per le sue presunte simpatie nei confronti di Israele. La manifestazione organizzata a Jakarta il 3 novembre, in occasione del concerto presso il Jakarta International Expo (JIExpo), ha infatti reso visibili alcuni meccanismi della mobilitazione islamica contemporanea nel Paese, soprattutto nel rapporto tra autorità religiose, istituzioni pubbliche e gruppi di attivisti.
Il primo passaggio era avvenuto sul piano delle istituzioni religiose. Il Majelis Ulama Indonesia (MUI), attraverso una dichiarazione del 13 ottobre 2026, aveva chiesto al governo di impedire lo svolgimento dei concerti di Bocelli, programmati a Borobudur e Jakarta.
Il MUI era stato netto sulla vicenda:
Jakarta, MUI Digital—Majelis Ulama Indonesia (MUI) secara resmi mengeluarkan Surat Pernyataan Sikap yang menegaskan bahwa rencana penyelenggaraan konser penyanyi ternama asal Italia, Andrea Bocelli, di Indonesia harus dibatalkan.
MUI menilai penampilan musisi tersebut berpotensi melukai perasaan bangsa Palestina serta melanggar amanah konstitusi Indonesia.
“Indonesia tidak boleh menjadi tempat bagi siapapun yang simpati dan memberikan dukungan kepada zionisme Israel, termasuk Andrea Bocelli. Membiarkan mereka melakukan kegiatan di Indonesia adalah pelanggaran serius terhadap amanah konstitusi, melukai bangsa Palestina, dan merusak kemaslahatan umat dan bangsa,” tegas MUI dalam surat pernyataan tersebut, dikutip MUI Digital, Jumat (16/10/2026).
Penolakan ini didasarkan pada amanah Pembukaan Undang-Undang Dasar 1945 untuk menghapuskan segala bentuk penjajahan di atas dunia, sekaligus sejalan dengan Fatwa MUI Nomor 83 Tahun 2023 tentang Hukum Dukungan Terhadap Perjuangan Palestina.
Jakarta, MUI Digital — Il Majelis Ulama Indonesia (MUI) ha ufficialmente pubblicato una dichiarazione di posizione nella quale afferma che il concerto del celebre cantante italiano Andrea Bocelli, programmato in Indonesia, deve essere cancellato.
Il MUI ritiene che l’esibizione dell’artista possa ferire la sensibilità del popolo palestinese e violare i principi sanciti dalla Costituzione indonesiana.
«L’Indonesia non deve diventare un luogo nel quale chiunque manifesti simpatia e sostegno al sionismo israeliano possa svolgere le proprie attività, compreso Andrea Bocelli. Consentire loro di organizzare attività in Indonesia costituisce una grave violazione dei principi sanciti dalla Costituzione, ferisce il popolo palestinese e danneggia il bene comune della comunità musulmana e della nazione», ha affermato il MUI nella propria dichiarazione, citata da MUI Digital venerdì 16 ottobre 2026.
Il rifiuto si fonda sui principi espressi nel Preambolo della Costituzione indonesiana del 1945, che sancisce l’impegno a eliminare ogni forma di colonialismo nel mondo. La posizione è inoltre presentata come coerente con la Fatwa MUI n. 83 del 2023, relativa alla disciplina del sostegno alla lotta del popolo palestinese.
Sampaikan Surat Pernyataan Sikap, MUI Tegaskan Konser Andrea Bocelli di Indonesia Harus Dibatalkan, Presentata una dichiarazione ufficiale, il MUI ribadisce che il concerto di Andrea Bocelli in Indonesia deve essere cancellato, MUI, 16 Ottobre 2026.

La richiesta non si limitava a esprimere una posizione religiosa o politica: sollecitava esplicitamente l’intervento delle autorità affinché gli eventi fossero cancellati. Il MUI aveva inoltre invitato tutte le parti a rispettare la propria posizione, presentata come espressione degli interessi della comunità musulmana e della solidarietà verso la Palestina.
La questione merita attenzione anche per il ruolo assunto dal MUI nella vita pubblica indonesiana. Il Consiglio degli Ulema non è un organo legislativo né un’istituzione governativa incaricata di stabilire quali manifestazioni culturali possano svolgersi nel Paese. Da questo punto di vista, il MUI non possiede alcun tipo di potere formale, se non un’autorità morale verso i musulmani indonesiani, che però non sono legalmente vincolati alle sue fatwe, opinioni, raccomandazioni o divieti.
Le sue dichiarazioni, tuttavia, possiedono un peso religioso e politico che può tradursi in una significativa pressione sulle autorità. La vicenda del concerto di Bocelli, che alla fine si è tenuto lo stesso, sia a Borobudur che a Jakarta, mostra proprio questa dinamica; una valutazione di carattere religioso viene presentata come una questione di interesse collettivo e, successivamente, trasformata in una richiesta di intervento amministrativo.
Il governo, inizialmente, aveva manifestato disponibilità a seguire le indicazioni del Consiglio degli Ulema, ma nonostante le pressioni, i concerti si sono svolti regolarmente; è stata proprio la mancata cancellazione degli eventi ad aprire una seconda fase della vicenda, e dalla pressione istituzionale, si è passati alla mobilitazione diretta.
Il 3 novembre 2026, davanti al JIExpo di Kemayoran, a Jakarta, si sono radunati manifestanti appartenenti al Front Persaudaraan Islam (FPI) e ad altri gruppi della mobilitazione islamica.
Alla protesta, riportata dai media nazionali, ha partecipato direttamente Bahar bin Smith, noto esponente dell’attivismo islamico indonesiano, la cui presenza è stata confermata anche dalla polizia:
Jakarta (ANTARA) – Polisi melakukan pendekatan dialogis dan menyampaikan imbauan secara persuasif untuk mencegah gesekan antara peserta aksi unjuk rasa dari DPD Front Persaudaraan Islam DKI Jakarta, petugas dan pihak lain saat konser Andrea Bocelli di kawasan JIExpo Kemayoran, pada Selasa (3/11) malam.
Kapolres Metro Jakarta Pusat Kombes Pol. Reynold E.P. Hutagalung, di Jakarta, Rabu, mengatakan, setelah rangkaian konser Andrea Bocelli selesai sempat terjadi upaya massa untuk memasuki area JIExpo secara paksa.
Reynold mengatakan, kepolisian menghormati hak masyarakat menyampaikan pendapat di muka umum, tetapi pelaksanaannya tetap harus memperhatikan ketertiban dan keselamatan bersama.
Jakarta (ANTARA) – La polizia ha adottato un approccio basato sul dialogo e rivolto appelli in modo persuasivo per prevenire tensioni tra i partecipanti alla manifestazione del DPD del Front Persaudaraan Islam di Jakarta, gli agenti e le altre persone presenti durante il concerto di Andrea Bocelli, nell’area del JIExpo Kemayoran, martedì sera (3 novembre).
Il capo della Polizia metropolitana di Jakarta Centrale, commissario di polizia Reynold E.P. Hutagalung, ha dichiarato mercoledì a Jakarta che, dopo la conclusione del concerto di Andrea Bocelli, una parte dei manifestanti aveva tentato di entrare con la forza nell’area del JIExpo.
Reynold ha affermato che la polizia rispetta il diritto dei cittadini di manifestare pubblicamente le proprie opinioni, ma che l’esercizio di tale diritto deve comunque rispettare l’ordine pubblico e la sicurezza collettiva.
Polisi lakukan dialog kepada peserta aksi saat konser Andrea Bocelli, La polizia dialoga con i manifestanti durante il concerto di Andrea Bocelli, Antara News, 4 Novembre 2026.
Tra loro era presente Bahar bin Smith, predicatore noto per le sue posizioni intransigenti, che ha partecipato personalmente alla contestazione; l’obiettivo dichiarato era impedire lo svolgimento del concerto, nonostante l’autorizzazione delle autorità indonesiane. La manifestazione è successivamente degenerata in scontri con le forze dell’ordine, con decine di feriti, tra i quali lo stesso Bahar.
La presenza di Bahar Smith è significativa perché introduce un ulteriore elemento nella vicenda. Il predicatore non si è limitato a esprimere pubblicamente il proprio dissenso, ma ha partecipato a una mobilitazione che intendeva tradurre quella posizione in un impedimento concreto allo svolgimento dell’evento. Si tratta di una modalità di intervento proprio dei vigilantes, i gruppi religiosi che, al di fuori delle istituzioni statali, si attribuiscono una funzione di vigilanza sulla condotta pubblica e sui comportamenti ritenuti incompatibili con i propri principi.
Del resto, era stato proprio il FPI a dichiarare la propria disponibilità a attuare le direttive del MUI, in una dichiarazione pubblica del 30 ottobre:
Jakarta, MUI Digital— Front Persaudaraan Islam (FPI) menyampaikan apresiasi kepada Majelis Ulama Indonesia (MUI) atas sikap tegas dan konsisten dalam mengawal marwah bangsa, khususnya terkait penolakan terhadap rencana menggelar konser penyanyi asal Italia, Andrea Bocelli di Indonesia.
Ketua FPI, Habib Muhammad Alatas menilai bahwa langkah MUI yang berdiri paling depan dalam menolak konser tersebut merupakan bentuk nyata dalam menjaga kehormatan serta amanat konstitusi Republik Indonesia yang melarang segala bentuk penjajahan di atas dunia.
Habib Muhammad Alatas mengungkapkan bahwa pihaknya bersama puluhan organisasi kemasyarakatan (ormas) lainnya di berbagai daerah telah menyusun dan menggalang gerakan penolakan secara intensif.
Di Jawa Tengah misalnya, sebanyak 54 ormas telah menyatakan sikap serupa dan melayangkan surat resmi kepada Kapolri hingga menembus Istana Negara.
Dia menegaskan bahwa FPI siap mendukung penuh segala sikap dan keputusan yang diambil oleh MUI, serta bersedia berada di barisan terdepan jika aksi massa gabungan ormas Islam harus digelar.
“Sehingga kami dalam setiap aksi, baik di Jawa Tengah maupun di Jakarta ke depan, kami selalu membawa syiar membela sikap Majelis Ulama Indonesia,” kata dia menegaskan.
Jakarta, MUI Digital — Il Front Persaudaraan Islam (FPI) ha espresso il proprio apprezzamento al Majelis Ulama Indonesia (MUI) per la posizione ferma e coerente assunta nella difesa della dignità nazionale, in particolare in relazione al rifiuto del progetto di organizzare in Indonesia un concerto del cantante italiano Andrea Bocelli.
Il presidente del FPI, Habib Muhammad Alatas, ritiene che l’iniziativa del MUI, che si è posto in prima linea nell’opposizione al concerto, costituisca una manifestazione concreta della volontà di tutelare l’onore e il mandato costituzionale della Repubblica d’Indonesia, che vieta ogni forma di colonialismo nel mondo.
Habib Muhammad Alatas ha dichiarato che il FPI, insieme a decine di altre organizzazioni della società civile (ormas), ha predisposto e promosso intensamente un movimento di opposizione in diverse regioni del Paese.
Nella provincia di Giava Centrale, ad esempio, 54 organizzazioni hanno espresso una posizione analoga e inviato una lettera ufficiale al capo della Polizia nazionale, giunta fino al Palazzo presidenziale.
Ha inoltre affermato che il FPI è pronto a sostenere pienamente tutte le posizioni e le decisioni assunte dal MUI, dichiarandosi disposto a collocarsi in prima linea qualora fosse necessario organizzare una mobilitazione congiunta delle organizzazioni islamiche.
«Per questo, in ogni nostra manifestazione, sia a Giava Centrale sia a Jakarta in futuro, porteremo sempre avanti il messaggio di sostegno e difesa della posizione del Majelis Ulama Indonesia», ha ribadito.
FPI Dukung Sikap MUI Tolak Konser Andrea Bocelli, Siap Kerahkan Massa untuk Protes, Il FPI sostiene la posizione del MUI contro il concerto di Andrea Bocelli ed è pronto a mobilitare i propri sostenitori per protestare, MUI, 30 Ottobre 2026.
L’intervento del FPI era dunque prevedibile, così come era evidente che la manifestazione difficilmente avrebbe potuto impedire lo svolgimento di un evento già autorizzato. L’azione ha tuttavia dimostrato che il MUI non si limita a rilasciare dichiarazioni: intorno alle sue prese di posizione esistono organizzazioni disposte a mobilitarsi pubblicamente, assumendone le istanze e cercando di tradurle in azione.
La successione degli avvenimenti merita dunque attenzione. Una controversia politica viene inizialmente trasformata in una questione di legittimità religiosa; il MUI interviene chiedendo alle istituzioni pubbliche di tradurre la propria posizione in un provvedimento concreto. Successivamente, il FPI e altre organizzazioni islamiche lo sostengono. Quando tale richiesta non produce il risultato desiderato, entrano in scena gruppi di attivisti che si assumono il compito di esercitare direttamente la pressione necessaria. In questo passaggio si manifesta una distinzione importante tra l’autorità religiosa che formula un giudizio e coloro che ritengono di doverne imporre le conseguenze nella vita pubblica.
La solidarietà verso la Palestina costituisce il principale argomento della contestazione. Il sostegno alla popolazione palestinese è una posizione politica legittima e ampiamente presente nella società indonesiana; anche la scelta di contestare pubblicamente un artista per le sue relazioni o dichiarazioni politiche rientra nella libertà di espressione.
La questione cambia, tuttavia, quando la contestazione si trasforma nella richiesta di impedire a tutti di partecipare a un evento culturale regolarmente autorizzato; la distinzione tra dissenso e imposizione non è secondaria, ma riguarda direttamente la possibilità che convinzioni religiose e orientamenti politici particolari diventino criteri per limitare le libertà degli altri cittadini.
Il caso Bocelli mette inoltre in evidenza una particolare forma di pressione sulla società indonesiana. Il richiamo alla solidarietà religiosa viene utilizzato per attribuire a una determinata posizione politica una legittimità collettiva, mentre chi non vi aderisce rischia di essere collocato in una posizione moralmente sospetta. In questo modo, una questione che potrebbe rimanere nell’ambito della discussione politica viene trasferita su un terreno nel quale il dissenso può essere interpretato come mancanza di solidarietà verso la comunità islamica o verso la causa palestinese.
La manifestazione di Jakarta lascia emergere una questione più ampia rispetto all’evento sottostante: il rapporto tra autorità religiosa, potere pubblico e gruppi militanti che rivendicano il diritto di intervenire quando le istituzioni non assecondano le loro richieste. Il problema non è la presenza di una protesta islamica, né il diritto dei manifestanti di esprimere solidarietà alla Palestina; è piuttosto la pretesa che una determinata interpretazione religiosa e politica possa acquisire un’autorità tale da condizionare le scelte culturali dell’intera società.
In questa vicenda, il passaggio dalla pressione del MUI all’intervento dei cosiddetti volenterosi della mobilitazione islamica costituisce forse l’aspetto più significativo. Non si tratta soltanto di una contestazione nei confronti di Andrea Bocelli, ma di un episodio che permette di osservare i meccanismi attraverso i quali si cerca di tradurre una posizione religiosa in un’imposizione all’intera società.

