Il ruolo dell’esercito nella società e politica egiziana è noto e non costituisce certamente un mistero, ma la sua influenza sembra espandersi nel corso del tempo; il portale Mada Masr, noto per la sua posizione critica verso il regime del generale Al Sisi, ha recentemente pubblicato una notizia che confermerebbe questa tendenza.
Secondo l’autorevole testata, dunque, i quadri dirigenti del Paese, come giudici, insegnanti e diplomatici dovrebbero seguire corsi di addestramento da parte dell’esercito;
The themes explored on the show dovetail with a new editorial direction by the United Media Services-owned DMC network, one that increasingly promotes the Egyptian Military Academy as the “pride” of all Egyptians. The network has increasingly platformed the Academy’s training workshops —courses that have become a requirement for candidates applying to a wide range of government jobs, from preaching, to teaching and diplomacy.”
I temi esplorati nello show si allineano con una nuova direzione editoriale della rete DMC di proprietà di United Media Services, una direzione che promuove sempre più l’Accademia Militare Egiziana come “orgoglio” di tutti gli egiziani. La rete ha sempre più spesso ospitato i workshop di formazione dell’Accademia: corsi che sono diventati un requisito per i candidati che si candidano a un’ampia gamma di lavori governativi, dalla predicazione all’insegnamento e alla diplomazia.
Rana Mamdouh, Judges of tomorrow to be picked, trained by Military Academy, judicial sources say, Mada Masr, 22 Gennaio 2026.
L’articolo segnala la presenza di due trend che solitamente non vengono ripresi esplicitamente dai media internazionali; il primo è il ruolo dell’accademia militare nella formazione dei quadri dirigenti del Paese. Il secondo è il ruolo, altrettanto incisivo, di una rete di emittenti egiziane controllata dai service di intelligence egiziani, United Media Services, fondata nel 2016; quest’ultima include emittenti televisive, piattaforme digitale e siti di notizie, che ovviamente restituiscono l’immagine voluta dal governo, e non un punto di vista indipendente.
Anche se tale influenza viene presentata come ‘professionalizzazione’ di queste figure, la realtà è diversa, e riflette la volontà e la capacità dell’esercito egiziano di controllare i centri vitali della vita politica e sociale.
Quello descritto nell’articolo citato in precedenza riflette uno sviluppo recente, con cui Al Sisi continua a centralizzare le decisioni; l’esercito, presentato come ‘orgoglio nazionale’, estende progressivamente la sua influenza.
The sources told Mada Masr the new directives would drastically change the appointment process. Before, each judicial body or authority would select their own candidates, run related legal tests and then refer those who pass to the Military Academy for appointment-qualifying training. Under the new presidential directive, trainings will begin and end at the academy itself.
Le fonti hanno confidato a Mada Masr che le nuove direttive cambieranno drasticamente il processo di nomina.
Prima, ogni organo o autorità giudiziaria selezionava i propri candidati, effettuava i relativi test legali e poi inviava coloro che li superavano all’Accademia Militare per la formazione di qualificazione all’incarico. In base alla nuova direttiva presidenziale, gli addestramenti inizieranno e termineranno all’interno dell’accademia stessa.
Rana Mamdouh, Judges of tomorrow to be picked, trained by Military Academy, judicial sources say, Mada Masr, 22 Gennaio 2026.
In sintesi, questi sarebbero i cambiamenti nel processo di selezione di giudici e funzionari pubblici;

Come ricorda l’infografica creata per riepilogare i cambiamenti avvenuti, il Presidente ha l’ultima parola sulla nomina dei candidati che andranno ad occupare posizioni chiave nell’amministrazione e nella società egiziana. Il requisito principale, dunque, non è professionale, ma consiste nell’allineamento ideologico al regime di Al Sisi; i valori dell’esercito come centro dell’identità nazionale sembrano destinati ad interiorizzarsi e diventare il collante ideologico delle generazioni future.

La stabilità del Paese, necessaria per assicurare un flusso costante di investimenti esteri e per rilanciare il settore turistico, viene dunque ottenuta mediante la fedeltà ideologica a Al Sisi, un elemento che, nel lungo termine potrebbe diventare un fattore di instabilità, specialmente in presenza di una grave crisi economica. Si tratta di una dinamica che si è già esplicata, sebbene in condizioni differenti, anche con i regimi di Nasser e Mubarak; anche in questi casi, la fedeltà al regime e la militarizzazione della società hanno generato effetti controproducenti nel lungo periodo che hanno portato alla destituzione dei presidenti-dittatori.
Sebbene non esite ancora un decreto ufficiale del Presidente che confermi quanto riportato da Mada Masr, si ricorda che dopo il 2013 in Egitto la pubblicazione di decreti segue spesso la loro applicazione concreta. In altre parole, non è necessario che una decisione sia ufficializzata immediatamente, ma è sufficiente che il Presidente abbia impartito un ordine, anche riservato o informale. Al contrario di quanto avviene nelle democrazie, la trasparenza non è una delle preoccupazioni dei regimi autoritari come quello egiziano; del resto, la nuova procedura non è stata smentita da fonti ufficiali.
Pertanto, è plausibile che questo nuovo assetto venga ufficializzato (pubblicato sulla gazzetta ufficiale) tra qualche mese, dopo la sua concreta applicazione; quanto riportato da Mada Masr costituisce l’ultimo segnale di una traiettoria precisa e voluta dal governo di Al Sisi, e deve essere preso seriamente.

