Soekarno
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Soekarno viene spesso descritto come collaboratore dei giapponesi durante l’occupazione nipponica delle (ex) Indie Orientali Olandesi dal 1942 al 1945; tale atteggiamento (al netto delle polemiche) viene confermato da documenti coevi, anche non olandesi, del periodo 1945-1949.

Soekarno is often described as a collaborator with the Japanese during their occupation of the (former) Dutch East Indies from 1942 to 1945; This attitude (despite the controversies) is confirmed by contemporary documents, including non-Dutch ones, from the period 1945-1949.

Soekarno wordt vaak beschreven als een collaborateur van de Japanners tijdens de Japanse bezetting van de (voormalige) Nederlandse Oost-Indië van 1942 tot 1945; Die houding (los van de controverse) wordt bevestigd door gelijktijdige documenten, ook niet-Nederlandse, uit de periode 1945-1949.


Soekarno – Un Amico del Giappone

L’edizione del 15 ottobre 1945 del De Varende Hollander, esaminato nell’articolo precedente, contiene anche un interessante articolo sulla persona di Soekarno, il leader nazionalista auto-proclamatosi presidente dell’Indonesia, dichiarando l’indipendenza dell’Indonesia il 17 agosto del 1945. Si tratta di una testimonianza storica sconosciuta e dimenticata, ma che può gettare luce su una figura decisamente controversa, anche per il fronte nazionalista del 1945.

L’articolo (De Persoon van Soekarno. Een Vriend van Japan, La figura di Soekarno. Un amico del Giappone), presenta Soekarno come un collaboratore del Giappone, un’interpretazione che attualmente si inserisce in un dibattito aperto su questo argomento.

Questa fonte primaria è interessante proprio per questo motivo, e, al netto degli aspetti polemici, sembra confermare che Soekarno abbia adottato un atteggiamento pragmatico verso le autorità occupanti giapponesi.

Si consideri, brevemente, questo estratto,

De Nederlandsch Indische Regeerings-Voorlichtingsdienst
(NIGIS) heeft, in verband met de staking van de Indonesische
bemanning der Nederlandsche schepen in Australische havens,
uittreksels gepubliceerd van radio-uitzendingen, welke Soekarno
gedurende de Japansche bezetting gehouden heeft.
Zoo heeft hij in November 1943 via de radio een bidstond
gehouden voor de rust van de Japanners, die in den strijd om
de “bevrijding” van Java gevallen waren.
Daarna schonk Hirohito hem een Japansche onderscheiding.
Op 20 Juli 1944 verklaarde Soekarno: “Wij Indonesiërs zul
len voortgaan met Japan samen te werken, ook al worden wij
verslagen. Ik ben ervan overtuigd, dat Japan in dezen Oorlog
gelijk heeft.”
Zes andere radio-uitzendingen gaven Soekarno gelegenheid
om te verklaren, dat zijn doel was “de vernietiging van den
vijand: de Amerikanen, de Engelschen en de Nederlanders.”

Il Servizio di Informazione del Governo delle Indie Olandesi (NIGIS), in relazione allo sciopero dell’equipaggio indonesiano delle navi olandesi nei porti australiani, ha pubblicato estratti di trasmissioni radiofoniche che Soekarno tenne durante l’occupazione giapponese.
Così, nel novembre 1943, ha tenuto via radio una funzione religiosa per la pace dei giapponesi caduti nella lotta per la “liberazione” di Giava.
Poi Hirohito gli conferì una decorazione giapponese.
Il 20 luglio 1944 Soekarno dichiarò: “Noi indonesiani continueremo a collaborare con il Giappone, anche se saremo sconfitti. Sono convinto che il Giappone abbia ragione in questa guerra.
Sei altre trasmissioni radiofoniche diedero a Soekarno l’opportunità di dichiarare che il suo obiettivo era “la distruzione del nemico: gli americani, gli inglesi e gli olandesi”.

De Persoon van Soekarno. Een Vriend van Japan, La figura di Soekarno. Un amico del Giappone, De Varende Hollander, 6(20), 1945, p. 14.

Il testo è chiaro, e Soekarno, secondo quanto viene riferito dalla fonte olandese, collaborò attivamente con le autorità occupanti, allo scopo di indebolire quelli che lui considerva i suoi nemici ad occidente, Stati Uniti d’America, Regno Unito e Paesi Bassi. E’ probabile, in effetti, che Soekarno sfruttò l’occupazione giapponese in chiave anti-occidentale, come conferma il suo atteggiamento durante e dopo questo periodo, segnato da una retorica anti-colonialista e di sospetto verso l’Occidente.


Le Fonti Coeve Non Olandesi

Queste notizie su Soekarno, inoltre, sono confermate anche da altre fonti primarie coeve non olandesi, come gli archivi nazionali giapponesi, che riferiscono delle onorificenze (simboliche ovviamente) conferite al leader indonesiano durante il periodo dell’occupazione giapponese delle Indie Orientali Olandesi.

Tra le testimonianze addotte dal De Varende Hollander, figurava questa,

De Daily Telegraph van Sydney schrijft o.a.: “Van welken
aard het standpunt van de Indonesiërs ook moge zijn, het dient
vrijuit gezegd, dat een beweging, welke door iemand als Soe
karno geleid wordt, geen aanspraak kan maken op den steun en
de hulp van Australië.” Het blad gaf verder een uitvoerige be
schrijving van het vele goede, dat door Nederland in Nederlandsch
Indië verricht is.

Il Daily Telegraph di Sydney scrive, tra l’altro: “Qualunque sia la posizione degli indonesiani, va detto senza mezzi termini che un movimento guidato da qualcuno come Soekarno non può pretendere il sostegno e l’aiuto dell’Australia”. Il giornale forniva inoltre una descrizione dettagliata delle molte cose buone che l’Olanda aveva fatto nelle Indie Orientali Olandesi.

De Persoon van Soekarno. Een Vriend van Japan, La figura di Soekarno. Un amico del Giappone, De Varende Hollander, 6(20), 1945, p. 14.

Anche se non è stato possibile confermare il verbatim attribuito alla testata australiana del 1945, è possibile che queste affermazioni siano veritiere; in un altro quotidiano olandese (News, di Adelaide, 29 luglio 1947), si afferma quanto segue,

Dr. Soekarno. TN reply to H. Digance (“News,” 25/7/47). defending the water siders for their stand over Indonesia: Dr. Soekarno. the President of the Indonesian Republic, even during the war. was known by Allied intelligence to be the No. 1 collaborator with the Japanese and responsible for the death of thousands of natives through slave labor, besides the death of Dutch, Australian. and English internees.Before the war he was a Communist agitator his favorite motto was and still is “Kick the whites out of Asia” (and please note that Australians are classed by him as white, although some people here might call it pink or maybe an early summer sunburn).

Of the 90 million natives in Indonesia Dr. Soekarno’s followers wouldn’t total more than half a million. (Surely the Dutch aren’t so ignorant as to think they can conquer 90 million hostile people!) After a year of truce between the Dutch and Indonesians, Dutch wives and children, husbands and sweethearts, are still in concentration camps, where there has been rape, theft, and murder. Before the war England, France, America, and other colonising countries regarded the N.E.I. as the best example of modern colonisation. Already a definite plan was in operation to make Indonesia independent as soon as possible, just as America made the Philippines independent. We shouldn’t have just one opinion about the war in Indonesia thrust down our throats by a minority group, but leave action to the Federal Government, which, after all, is created to handle these matters, and is more in the know than people who have never been in the N.E.I.. let alone lived there.

Dott. Soekarno. Risposta del TN a H. Digance (“Notizie”, 25/7/47). Difendendo i paesi costieri per la loro posizione sull’Indonesia: Il dottor Soekarno, Presidente della Repubblica Indonesiana, anche durante la guerra era noto all’intelligence alleata per essere il collaboratore numero 1 dei giapponesi e responsabile della morte di migliaia di indigeni attraverso il lavoro forzato, oltre alla morte di internati olandesi, australiani e inglesi. Prima della guerra era un agitatore comunista, il suo motto preferito era ed è tuttora “Cacciate i bianchi dall’Asia” (e si noti che gli australiani sono da lui classificati come bianchi, sebbene alcune persone qui potrebbero definirlo rosa o forse un’abbronzatura estiva precoce).

Dei 90 milioni di indigeni in Indonesia, i seguaci del dottor Soekarno non supererebbero il mezzo milione. (Sicuramente gli olandesi non sono così ignoranti da pensare di poter conquistare 90 milioni di persone ostili!) Dopo un anno di tregua tra olandesi e indonesiani, mogli e figli olandesi, mariti e fidanzate sono ancora nei campi di concentramento, dove si sono verificati stupri, furti e omicidi. Prima della guerra, Inghilterra, Francia, America e altri paesi colonizzatori consideravano le Indie Orientali Olandesi il miglior esempio di colonizzazione moderna. Era già in atto un piano ben definito per rendere l’Indonesia indipendente il prima possibile, proprio come l’America aveva reso indipendenti le Filippine. Non dovremmo avere una sola opinione sulla guerra in Indonesia imposta a forza da un gruppo minoritario, ma lasciare l’azione al governo federale, che, dopotutto, è stato creato per gestire queste questioni ed è più informato di chi non è mai stato nelle Indie Orientali Olandesi, per non parlare di chi non ci ha mai vissuto.

Dr. Soekarno, News, 29 July 1947.

Questo articolo confererebbe (al netto degli eccessi che gli vengono attribuiti, come la morte degli indigeni per lavoro forzato) il ruolo di collaboratore di Soekarno, e getta una luce insolita su una figura che solitamente viene affrontata da fonti indonesiane o olandesi. Anche se non si tratta di una fonte neutrale, è evidente che l’ostilità verso Soekarno era evidente; allo stesso tempo, emerge ancora una volta la frammentarietà e le contraddizioni delle forze che lo sostenevano.


Soekarno – Un Leader Ambiguo

Il carattere controverso di Soekarno, che si manifesterà pienamente anche negli anni Cinquanta e Sessanta, dunque, è già evidente nel 1945, e viene colto, seppure in modo polemico, dalla stampa che ancora simpatizzava per le posizioni colonialiste e per il ristabilimento dell’ordine coloniale. Del resto, Soekarno ha facilitato il sistema giapponese di lavori forzati, e da questo punto di vista, è responsabile dei suoi effetti, anche se non ne è certamente l’architetto.

Nuovamente, dunque, la storia e la sua rappresentazione si combinano, ma gli elementi storici sono chiari, e il ruolo di Soekarno, specialmente nel periodo ‘giapponese’, è senza dubbio ambiguo, ma anche pragmatico. E’ proprio questo atteggiamento stretaegico di attesa che ha permesso ai nazionalisti indonesiani di cogliere la sconfitta del Giappone per cercare di emanciparsi da quasi 4 secoli di colonialismo, con risultati ambivalenti.

Il maggiore generale O. Nishimura, capo del dipartimento degli Affari Generali a Batavia, riceve una bandiera da un indonesiano, presumibilmente a Giava (Credits: Leiden University Libraries)

La figura di Soekarno, che viene celebrato come liberatore dell’Indonesia, dovrebbe essere rivista alla luce delle testimonianze che provengono da fonti coeve del periodo 1945-1949; egli fu un leader controverso, che seppe sfruttare le contraddizioni emerse nella lotta per l’indipendenza. In altre parole, il mito di Soekarno, che in Indonesia rappresenta una sorta di dogma civile (nonostante la sua ambiguità in ambito religioso) dovrebbe essere sostituito da una rappresentazione più sfumata di una figura che rimane estremamente complessa.


Letture Consigliate

  • Anderson, B. A. (1972). Java in a time of revolution: Occupation and resistance, 1944–1946. Ithaca, NY: Cornell University Press.
  • Friend, T. (2014). Indonesian destinies. Cambridge, MA: Harvard University Press.
  • Shiraishi, T. (2012). The Japanese occupation and Indonesian nationalism. In P. Post & E. Touwen-Bouwsma (Eds.), Japan, Indonesia and the war: Myths and realities (pp. 45–68). Leiden: KITLV Press.

Di Salvatore Puleio

Salvatore Puleio è analista e ricercatore nell'area 'Terrorismo Nazionale e Internazionale' presso il Centro Studi Criminalità e Giustizia ETS di Padova, un think tank italiano dedicato agli studi sulla criminalità, la sicurezza e la ricerca storica. Per la rubrica Mosaico Internazionale, nel Giornale dell’Umbria (giornale regionale online) e Porta Portese (giornale regionale online) ha scritto 'Modernità ed Islam in Indonesia – Un rapporto Conflittuale' e 'Il Salafismo e la ricerca della ‘Purezza’ – Un Separatismo Latente'. Collabora anche con ‘Fatti per la Storia’, una rivista storica online; tra le pubblicazioni, 'La sacra Rota Romana, il tribunale più celebre della storia' e 'Bernardo da Chiaravalle: monaco, maestro e costruttore di civiltà'. Nel 2024 ha creato e gestisce la rivista storica informale online, ‘Islam e Dintorni’, dedicata alla storia dell'Islam e ai temi correlati. (i.e. storia dell'Indonesia, terrorismo, ecc.). Nel 2025 ha iniziato a colloborare con la testata online 'Rights Reporter', per la quale scrive articoli e analisi sull'Islam, la shariah e i diritti umani.

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