bandung moderazione religiosa
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Nel 2023 il Ministero della Religione indonesiano ha proclamato l’Anno dell’Armonia tra le Comunità Religiose, ponendo al centro del proprio programma istituzionale il concetto di ‘Moderazione Religiosa’ (Moderasi Beragama). L’iniziativa non rappresenta una moda passeggera, ma una risposta ponderata alle sfide poste da una società straordinariamente diversificata come quella indonesiana, in cui convivenze religiose, etniche e culturali richiedono saggezza e misura.

La rivista diocesana ‘Komunikasi’ di Bandung (516, Oktober 2023, p. 4), riconosce che il termine “moderazione” deriva dal latino moderatio, che indica un atteggiamento di equilibrio, di autocontrollo tra eccesso e difetto. Tuttavia, applicato al campo religioso, questo concetto rischia di essere frainteso, e non può essere ridotto, secondo la visione proposta, ad una sorta di indifferenza verso le religioni. Secondo l’interpretazione proposta, la moderazione dovrebbe essere intesa come la capacità di vivere la propria fede con radicalità interiore senza cadere nell’estremismo esteriore, specialmente nello spazio pubblico condiviso.

Il documento diocesano riprende 4 dimensioni proposte dal governo indonesiano, che indica alcuni aspetti per rendere operativo un concetto altrimenti ambiguo; si tratta del commitment nazionale (fondato su Pancasila, Bhineka Tunggal Ika e la Costituzione del 1945), della tolleranza verso le differenze, del rifiuto netto della violenza e del rispetto per le culture e le tradizioni locali.

Secondo questa visione, la moderazione religiosa non indebolisce l’identità cattolica, ma la rende più feconda nel contesto pluralista indonesiano; essa invita i fedeli a vivere con profondità la propria relazione con Cristo, manifestandola attraverso atteggiamenti di pace, rispetto e collaborazione concreta per il bene comune.

La Diocesi di Bandung, con il suo Focus Pastorale 2023 “Sukacita Hidup Berbangsa” (La gioia di vivere come nazione), ha colto con intelligenza strategica questo momento, offrendo ai suoi fedeli uno strumento per essere, allo stesso tempo, pienamente cattolici e pienamente indonesiani. In un’epoca segnata da polarizzazioni e tentazioni fondamentaliste, la moderazione religiosa viene presentata come una via di sapienza evangelica. Non una chiusura identitaria e nemmeno una diluizione relativista, ma una ‘testimonianza credibile’ di una fede che, proprio perché radicata, sa aprirsi al dialogo e al servizio della fraternità umana.

Il vescovo di Bandung, Mons. Antonius Subianto Bunjamin, ha sottolineato che

La moderazione religiosa non è sinonimo di sincretismo o di indebolimento della fede, ma rappresenta un atteggiamento maturo che rifiuta ogni forma di radicalismo e violenza, pur mantenendo salda la propria identità religiosa. Essa mira a creare armonia nella diversità senza annullare le differenze.

Bukan Sedekar Toleransi, tetapi Kesetaraan: Tujuan Moderasi Beragama (Non solo Tolleranza, ma Uguaglianza: l’Obiettivo della Moderazione Religiosa), Komunikasi, 516, Oktober 2023, pp. 17-18.

Secondo il presule, dunque, si dovrebbe passare da un concetto (vago) di tolleranza, ad uno più pregnante, quello di uguaglianza, che però incontra notevoli difficoltà applicative in un Paese in cui il suprematismo islamico viene considerato un dato dottrinale acquisito. Tuttavia, è proprio questo il punto fondamentale, la chiave di volta di una trasformazione che incontra ostacoli significativi in un contesto in cui larghe fasce del mondo islamico indonesiano continuano a considerare l’Islam non solo come religione maggioritaria, ma come fondamento stesso dell’identità nazionale e dell’ordine pubblico.

Antonius Subianto Bunjamin OSC, Vescovo di Bandung (Foto Hidupkatolik)

Contributi come quello del vescovo di Bandung o del Ministero per gli Affari Religiosi indonesiano, tuttavia, sono utili, in quanto danno un segnale preciso e autorevole che legittima, anche all’interno del discorso pubblico nazionale, l’idea che la convivenza pacifica non possa ridursi a una mera tolleranza gerarchica, ma debba tendere verso una maggiore equità di diritti e di dignità tra le diverse comunità religiose.

La Chiesa Cattolica indonesiana, dunque, conferma la sua strategia di ‘minoranza intelligente’, che : collabora attivamente con lo Stato sul terreno della moderazione religiosa per guadagnare spazi di legittimazione e protezione, ma senza rinunciare alla propria identità e senza cadere in un ingenuo irenismo.

Di Salvatore Puleio

Salvatore Puleio è analista e ricercatore nell'area 'Terrorismo Nazionale e Internazionale' presso il Centro Studi Criminalità e Giustizia ETS di Padova, un think tank italiano dedicato agli studi sulla criminalità, la sicurezza e la ricerca storica. Per la rubrica Mosaico Internazionale, nel Giornale dell’Umbria (giornale regionale online) e Porta Portese (giornale regionale online) ha scritto 'Modernità ed Islam in Indonesia – Un rapporto Conflittuale' e 'Il Salafismo e la ricerca della ‘Purezza’ – Un Separatismo Latente'. Collabora anche con ‘Fatti per la Storia’, una rivista storica online; tra le pubblicazioni, 'La sacra Rota Romana, il tribunale più celebre della storia' e 'Bernardo da Chiaravalle: monaco, maestro e costruttore di civiltà'. Nel 2024 ha creato e gestisce la rivista storica informale online, ‘Islam e Dintorni’, dedicata alla storia dell'Islam e ai temi correlati. (i.e. storia dell'Indonesia, terrorismo, ecc.). Nel 2025 ha iniziato a colloborare con la testata online 'Rights Reporter', per la quale scrive articoli e analisi sull'Islam, la shariah e i diritti umani.

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