soekarno sjahrir
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Tra fonti olandesi e riletture indonesiane, la figura di Soetan Sjahrir emerge come emblema di un nazionalismo alternativo, democratico e problematico, rimasto a lungo in ombra rispetto alla narrazione dominante incarnata da Soekarno.


Between Dutch sources and Indonesian reassessments, the figure of Soetan Sjahrir emerges as the emblem of an alternative, democratic, and problematic nationalism, long overshadowed by the dominant narrative embodied by Soekarno.


Tussen Nederlandse bronnen en Indonesische herinterpretaties verschijnt de figuur van Soetan Sjahrir als het symbool van een alternatief, democratisch en problematisch nationalisme, lange tijd overschaduwd door het dominante narratief rond Soekarno.


Le Fonti Olandesi – Una Voce Cattolica

Soekarno e Sjahrir incarnarono due modalità opposte di intendere la politica e la lotta di liberazione, e tale controversia viene catturata anche da un settimanale olandese nel 1966; si tratta del cattolico ‘Salvo‘, che il 6 giugno del 1966 riporta la notizia della morte dell’ex-primo ministro indonesiano, morto in esilio.

I due leader vengono efficacemente contrapposti come ‘BELICHAAMDEN DEMOCRATIE EN DICTATUUR’, ‘incarnazioni della democrazia (Sjahrir, ndr) e della dittatura (Soekarno, ndr)’; Soekarno, nel 1966 si trovava nella sua parabola discendente, e dopo 7 anni di ‘democrazia guidata’ rappresentava la figura di un dittatore, e non più del liberatore dell’Indonesia che nel 1945 proclama l’indipendenza del Paese dopo secoli di dominio coloniale.

Soetan Sjahrir


Sjahrir fu il primo ministro del primo ed incerto governo del 1945, e mantenne tale carica (con interruzioni dovute alla guerra di indipendenza) fino al 1947; egli voleva trovare un accordo con i Paesi Bassi, al contrario di Soekarno, promotore di una politica più aggressiva. Nonostante le divergenze, derivanti sia dalla formazione che dal carattere, Sjahrir collaborò con Soekarno, per poi essere posto sotto arresto durante il periodo della democrazia guidata.

Dopo essere stato trasferito in Svizzera per consentire di ricevere adeguate cure mediche nel 1965, Sjahrir non fece più ritorno in patria, se non dopo la morte, come conferma la rivista Salvo (testimone autorevole ma non arbitro) nel breve ma incisivo occhiello introduttivo.

De in Zwitserland overleden en met veel eerbetoon in Indonesië be
graven Indonesische oud-premier Soetan Sjahrir, is nog posthuum door
Soekarno de titel „held van de revolutie” toegekend, al zal dat wel
niet van harte zijn gebeurd, want Sjahrir heeft zich van het begin
af aan tegen het streven naar alleenheerschappij van Soekarno verzet.
Hij heeft daarvoor moeten boeten met arrest en een dood in ballingschap.

L’ex primo ministro indonesiano Soetan Sjahrir, morto in Svizzera e sepolto con grandi onori in Indonesia, è stato insignito postumo da Soekarno del titolo di “eroe della rivoluzione”, anche se probabilmente non con entusiasmo, poiché Sjahrir si era opposto fin dall’inizio alla ricerca del potere assoluto di Soekarno. Per questo ha dovuto pagare con l’arresto e una morte in esilio.

Sjahrir en Soekarno. Belichaamden democratie en dictatuur, Sjahrir e Soekarno. Incarnazioni della democrazia e della dittatura, Salvo, 19(10), 6 giugno 1966, p. 6.

La rivista cattolica indica immediatamente che si tratta di una persona circondata da narrazioni controverse anche in patria; sono state le pressioni interne, effettivamente, a conferire a Sjahrir un titolo onorifico postumo. Si tratta, nuovamente, della conferma delle frammentazioni nel movimento nazionalista, prima e dopo l’indipendenza; questa ambiguità, del resto, sembra confermata anche da fonti indonesiane.


Sjahrir – Un Ritratto Interno

La figura di Sjahrir, al pari di quella di Soekarno, è stata (e rimane tuttora) oggetto di discussione e dibattito, anche in Indonesia; l’autorevole rivista indonesiana ‘Tempo’ ha infatti dedicato un numero monografico proprio a Sjahrir.

Si tratta di una pubblicazione risalente al 2010, a 12 anni di distanza dall’inizio della reformasi, e contiene un’analisi non ideologica di questa figura storica, indicata come ‘uomo del paradosso’; in un paragrafo sul suo rapporto con il nazionalismo si legge,

Sjahrir dan Nasionalisme
Kontroversi Sjahrir tertuang dalam pandangannya tentang na sionalisme yang melawan arus utama yang berlaku di Indonesia pada masa-masa itu. Soekarno senantiasa mengata kan nasionalisme Indonesia berbeda dari nasionalisme di mana pun karena nasionalisme Indonesia “bukan na sionalisme yang timbul dari kesombongan belaka”, “bukan nasionalisme yang menyerang-nyerang”, karena nasionalisme kita adalah nasionalisme “ketimuran”.
Sjahrir tanpa tedeng aling-aling mengatakan na sionalisme adalah proyeksi kejiwaan dari semangat rendah diri da lam sikap kolonial antara penjajah dan kaum terjajah (de projectie van het inferioriteits-complex, IO, hlm. 178). Se ba gaimana kita tahu, pandangan ini pun tidak jauh dari pandangan Julien Benda, kritikus intelektual Prancis, yang mengatakan nasionalisme adalah bentuk korup dari semangat kecendekiaan dan malah menjadi bagian dari nafsu kekuasaan. Sjahrir dan Benda bersetuju dalam hal ini. Karena itu, Sjahrir mengatakan dia tidak pernah benarbenar menjadi penganut paham “non-ko”, karena sikapnya me nolak kerja sama dalam Dewan Ra’jat lebih menjadi pro paganda politik, dan tidak pernah memungkinkannya mem bangun suatu dasar filosofis di atasnya. Menolak kerja sama dengan Belanda hanya pencerminan dari ke tidak paham an terhadap perkembangan dunia yang lebih luas; du nia sudah berubah. Namun nasionalisme berjalan di tempat.

Sjahrir e il nazionalismo
Le controversie di Sjahrir sono espresse nelle sue opinioni sul nazionalismo, che andavano contro la corrente principale prevalente in Indonesia in quel periodo. Soekarno ha sempre affermato che il nazionalismo indonesiano è diverso dal nazionalismo di qualsiasi altro luogo perché il nazionalismo indonesiano “non è un nazionalismo nato dalla semplice arroganza”, “non è un nazionalismo aggressivo”, perché il nostro nazionalismo è un nazionalismo “orientale”.
Sjahrir disse senza mezzi termini che il nazionalismo è la proiezione psicologica del complesso di inferiorità nello spirito coloniale tra colonizzatori e colonizzati (de projectie van het inferioriteits-complex, IO, p. 178).
Come sappiamo, anche questa visione non è lontana da quella di Julien Benda, critico intellettuale francese, che affermava che il nazionalismo è una forma corrotta dello spirito intellettuale e diventa invece parte della brama di potere. Sjahrir e Benda concordano su questo punto. Per questo, Sjahrir disse di non essere mai stato un vero sostenitore del “non-co”, perché il suo atteggiamento di rifiuto della collaborazione nel Consiglio Popolare era più propaganda politica e non gli permise mai di costruire una base filosofica su di esso. Rifiutare la cooperazione con l’Olanda è solo un riflesso di incomprensione degli sviluppi del mondo più ampio; il mondo è cambiato. Tuttavia, il nazionalismo ristagna.

Seri Buku Tempo, Sjahrir. Perang besar, bung kecil, La Grande Guerra, il Piccolo Amico, 2010, pp. 196-197.

Si tratta di un documento molto importante, in quanto esprime la riflessione di una parte della società indonesiana; Sjahrir viene presentato come opposto al nazionalismo incarnato da Soekarno, ma con cui ha collaborato e di cui è stato primo ministro. Pertanto, nonostante la sua opposizione teorica, Sjahrir è stato parte integrante del movimento nazionalista indonesiano, configurandolo come un vero e proprio paradosso.

Sjahrir ha dato un contributo fondamentale (ma spesso sottovalutato) al movimento di liberazione nazionale, e tale esperienza, in parte contradditoria, gli è valsa il riconoscimento postumo di eroe; perseguitato in vita, egli morì in Svizzera, nel 1966 per poi essere seppellito in Indonesia.


Un Modello Alternativo

Il modello proposto da Sjahrir è altamente critico rispetto alla tendenza del nazionalismo indonesiano prevalente, che ha espresso il rifiuto di qualunque tipo di compromesso strutturale con i Paesi Bassi e con il passato coloniale, come dimostrano le vicende della Repubblica delle Molucche del Sud e della Nuova Guinea Olandese. Si tratta di territori rivendicati e inglobati dalla giovane nazione, che segnala immediatamente (mediante la leadership di Soekarno) di non accettare compromessi o soluzioni parziali; la sovranità dell’Indonesia (costruzione teorica e giuridica) viene affermata e difesa con azioni concrete, sia politiche che militari.

Sjahrir si è generalmente opposto alla ricerca del potere da parte di Soekarno in forme che non fossero democratiche; in altre parole, egli interpreta l’ideale democratico della Costituzione del 1945, mentre Soekarno ne fa una lettura più autoritaria, trasformando l’originario regime parlamentare nella dittatura nota come demokrasi terpimpin, iniziata nel 1959. I modelli di riferimento dei due leader erano evidentemente diversi, e prevale quello di Soekarno, considerato immediatamente come ‘padre fondatore’ dell’Indonesia indipendente.

Articolo di ‘Salvo’, 6 giugno 1966, p. 6.

Su Salvo del 1966 viene osservato che,

Vijand van dictatuur. Sjahrir’s activiteiten in de regering
zijn er steeds op gericht geweest de macht van Soekarno te beperken.
Door zijn ijveren voor de oprichting van politieke partijen ondergroef hij
Soekarno’s éénpartijstelsel. Voorts be werkstelligde hij de invoering van
de ministeriële verantwoordelijkheid. Zelf werd hij voorzitter van een co
mité, dat een aantal presidentiële be voegdheden overnam. „In nog geen
vier weken”, aldus Dahm, „was Soekarno daarmee gedegradeerd van al
leenheerser tot symbool”. Een logische consequentie was dat Sjahrir kort daarop premier werd.
Soekarno moest hierin berusten, om dat Nederland had laten weten, dat
het hem niet als gesprekspartner konaanvaarden. Sjahrir was wel aan
vaardbaar, niet alleen wegens zijn anti-Japanse houding, maar vooral
ook, omdat hij vrij was van vooroor delen jegens de Nederlanders.

Nemico della dittatura
Le attività di Sjahrir nel governo sono state sempre volte a limitare il potere di Soekarno.
Con il suo impegno per la creazione di partiti politici, minò il sistema a partito unico di Soekarno. Inoltre, attuò l’introduzione della responsabilità ministeriale.
Egli stesso divenne presidente di un comitato che assunse una serie di poteri presidenziali. “In meno di quattro settimane”, secondo Dahm, “Soekarno era stato degradato da dittatore a simbolo”.
Una conseguenza logica fu che Sjahrir divenne primo ministro poco dopo. Soekarno dovette rassegnarsi a questa (situazione, ndr), perché l’Olanda aveva fatto sapere che non poteva accettarlo come interlocutore. Sjahrir era ben accetto, non solo per la sua posizione anti-giapponese, ma soprattutto perché era libero da pregiudizi nei confronti degli olandesi.

Sjahrir en Soekarno. Belichaamden democratie en dictatuur, Sjahrir e Soekarno. Incarnazioni della democrazia e della dittatura, Salvo, 19(10), 6 giugno 1966, p. 6.

La figura di Sjahrir passa in secondo piano, e viene progressivamente emarginata dalla vita politica e sociale indonesiana, per poi essere riconsiderata dopo la morte, e in particolare dopo la fine del regime di Soeharto, che consente di avviare, seppure tra ritardi e contraddizioni, una riflessione meno ideologica sul passato del Paese.

Da questo punto di vista, la reformasi non si configura tanto come un cambiamento istituzionale, ma soprattutto culturale; la visione di un passato narrato come un blocco monolitico e con una tendenza agiografica viene progressivamente sostituita da un modello che permette di coglierne le complessità e le contraddizioni.


Letture Consigliate

  • Mrazek, R. (2010). Sjahrir: Politics and exile in Indonesia. Ithaca, NY: Cornell Southeast Asia Program Publications.
  • Tempo Publishing. (2010). Sjahrir: Perang besar, bung kecil. Jakarta: KPG (Kepustakaan Populer Gramedia).
  • Snoek, K. (2024). Letters of Indonesian nationalist Sjahrir to his beloved Maria Duchâteau: A transcultural case of travel writing. Wacana: Journal of the Humanities of Indonesia, 25(2), 298–311.

Di Salvatore Puleio

Salvatore Puleio è analista e ricercatore nell'area 'Terrorismo Nazionale e Internazionale' presso il Centro Studi Criminalità e Giustizia ETS di Padova, un think tank italiano dedicato agli studi sulla criminalità, la sicurezza e la ricerca storica. Per la rubrica Mosaico Internazionale, nel Giornale dell’Umbria (giornale regionale online) e Porta Portese (giornale regionale online) ha scritto 'Modernità ed Islam in Indonesia – Un rapporto Conflittuale' e 'Il Salafismo e la ricerca della ‘Purezza’ – Un Separatismo Latente'. Collabora anche con ‘Fatti per la Storia’, una rivista storica online; tra le pubblicazioni, 'La sacra Rota Romana, il tribunale più celebre della storia' e 'Bernardo da Chiaravalle: monaco, maestro e costruttore di civiltà'. Nel 2024 ha creato e gestisce la rivista storica informale online, ‘Islam e Dintorni’, dedicata alla storia dell'Islam e ai temi correlati. (i.e. storia dell'Indonesia, terrorismo, ecc.). Nel 2025 ha iniziato a colloborare con la testata online 'Rights Reporter', per la quale scrive articoli e analisi sull'Islam, la shariah e i diritti umani.

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