Prima della partizione del 1947, con la quale diverse province dell’ex India Britannica confluiscono nel neonato Pakistan, esisteva la suddivisione britannica; in tale ambito, il Punjab rappresenta il territorio che in maggioranza è confluito nel nuovo Stato.
La provincia del Punjab, dunque, era parte integrante di una complessa rete amministrativa, integrata nel Raj Britannico; le informazioni su di esso le possiamo rintracciare grazie a numerosi documenti coevi, tra cui spiccano le pubblicazioni dell’era coloniale. Si consideri, in particolare, il rapporto compilato per il Muzaffargah District, Leiah Tahsil (1916), uno dei distretti della Provincia.

Dati interessanti vengono forniti riguardo a diversi aspetti, come la composizione demografica di questo territorio;
The bulk of the people are Muhammadans, 91 per cent of the whole, and in race the population is mainly Jat, with a sprinkling of Biloches , while Sayads own a few villages here and there . Hindus exist in almost every village and in the Thal own considerable landed property, no doubt in intelligent anticipation of the advent of the Sind -Sagar Canal.
(…)
At the most recent Census — 1911 — the total population was Census returns 129,591 , giving a density of 33 persons per square mile; of this number 111,268 were Muhammadans, 15,425 Hindus and 1.896 Sikhs. The urban population was only 11,676 as against a rural population of 116,915; the urban population was composed of 5,225 Hindus, 6,168 Muhammadans and 279 Sikhs .
La maggior parte della popolazione è musulmana, il 91% del totale, e per razza è principalmente Jat, con una spruzzata di Bilochi, mentre i Sayyid possiedono alcuni villaggi qua e là. Gli indù esistono in quasi ogni villaggio e nel Thal possiedono notevoli proprietà terriere, senza dubbio in intelligente previsione dell’arrivo del Canale Sind-Sagar.
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Al censimento più recente – 1911 – la popolazione totale era di 129.591 abitanti, con una densità di 33 persone per miglio quadrato; di questo numero, 111.268 erano musulmani, 15.425 indù e 1.896 sikh. La popolazione urbana era di soli 11.676 abitanti a fronte di una popolazione rurale di 116.915; la popolazione urbana era composta da 5.225 indù, 6.168 musulmani e 279 sikh.
Punjab District Gazeteers, Volume XXXIV-A, Part II A and B, Muzaffargah District, Leiah Tahsil, 1916, Punjab Government, p. 27.

Il quadro fornito dal rapporto risulta chiaro, con una popolazione in stragrande maggioranza islamica e concentrata nei centri rurali; attualmente, il medesimo territorio conta 1.8 milioni di persone (censimento del 2017), di cui il 99% è di religione islamica. In queste cifre è agevole vedere l’effetto della partizione del 1947, che ha spinto gli indù a vivere in India.
Per quanto riguarda l’amministrazione della giustizia, poi, il medesimo rapporto informa che,
The Frontier Crimes Regulation, III of 1901, is in force over the whole tahsil and proves a useful weapon in checking crime. Councils of Elders are appointed by the Deputy Commissioner from among the most prominent men of this Tahsil and Sanawan.
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Crime is nominally confined to cattle stealing, intrigues and disputes over women, petty burglaries and assault cases. Murders and other serious crimes of violence are not common. Cattle lifting is regarded more as a sport than a crime, and the physical features of the tract make it hard to repress in the Indus valley.
Il Regolamento sui Crimini di Frontiera, III del 1901, è in vigore in tutto il tahsil e si rivela un’arma utile per contrastare la criminalità. I Consigli degli Anziani sono nominati dal Vice Commissario tra gli uomini più in vista di questo Tahsil e di Sanawan.
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La criminalità è nominalmente limitata al furto di bestiame, a intrighi e dispute per donne, a piccoli furti e casi di aggressione. Omicidi e altri gravi crimini violenti non sono comuni. Il furto di bestiame è considerato più uno sport che un crimine, e le caratteristiche fisiche del territorio rendono difficile reprimerlo nella valle dell’Indo.
Punjab District Gazeteers, Volume XXXIV-A, Part II A and B, Muzaffargah District, Leiah Tahsil, 1916, Punjab Government, p. 59.
Il quadro della provincia, dunque, non rivela nulla di particolare rispetto alla situazione che si poteva avere in altre province o distretti; il controllo coloniale appariva saldo, e la giustizia era nominalmente garantita, sempre nell’ambito di un contesto coloniale.
Una parte considerevole dell’amministrazione locale era dedicata alla gestione delle terre e delle risorse agricole;
There are 13 Government rakhs in the tahsil with a total area of 218,237 acres; they are Unclassed Forests and under the management of the Deputy Commissioner. Of these rakhs which are in reality little but grass preserves, 8 have come down from Sikh times, some of them dating as rakhs from the time of the Jaskani rulers.
Ci sono 13 rakh (unità boschive, generalmente non coltivate) governativi nel tahsil con un’area totale di 218.237 acri; sono foreste non classificate e sotto la gestione del Vice Commissario. Di questi rakh, che in realtà sono poco più che riserve di erba, 8 sono giunti dai tempi sikh, alcuni dei quali risalgono all’epoca dei governanti Jaskani.
Punjab District Gazeteers, Volume XXXIV-A, Part II A and B, Muzaffargah District, Leiah Tahsil, 1916, Punjab Government, p. 50.
Pertanto, di questo distretto, che decenni più tardi confluirà nel Pakistan (ad eccezione di alcune aree) si evince la gestione sistematica degli amministratori coloniali; come accade per i rapporti coloniali, si deve tenere in considerazione un livello di ‘benevolenza’. Ciò nonostante, l’immagine resa può essere considerata fedele della situazione esistente in questa area circa un secolo or sono, e denota la volontà dei britannici di integrare tale territorio nel contesto più ampio dell’Impero Britannico in India.
La precisione con cui vengono catalogate e registrate persone e attività economiche, del resto, offre uno spunto prezioso per comprendere la storia delle aree che successivamente diventeranno parte integrante del Pakistan. Si tratta di fonti che pemettono di gettare luce su un periodo spesso dimenticato, ma che, nondimeno, offre interessanti spunti di riflessione anche per il presente; è evidente che le prassi amministrative britanniche hanno condizionato la struttura statale e il pensiero pakistano successivo, specialmente quando si considera l’omni-presenza delle amministrazioni.
Per Approfondire:
- Haider, Z. (2024). A Legacy of Power and Control: The Colonial Imprint on Pakistan’s Bureaucracy. Policy JSSR, 2(4), 319-340.
- Jawad, K., & Shabbir, G. (2024). The Role of Higher Bureaucracy in Shaping Policy Culture in Pakistan: A Case Study of Ayub Khan’s Era (1958–1969). Journal of Development and Social Sciences (JDSS), 5(4), 601–608.
- Lange, M. K. (2004). British Colonial Legacies and Political Development. Comparative Political Studies, 37(8), 1238–1268.

