Indie Orientali Olandesi
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L’Almanacco Governativo delle Indie Orientali Olandesi offre uno sguardo unico sul funzionamento amministrativo e simbolico della colonia, rivelando come la burocrazia abbia sostenuto il potere olandese e influenzato la formazione di una coscienza nazionale indonesiana.

The Government Almanac of the Dutch East Indies provides a unique insight into the administrative and symbolic workings of the colony, showing how bureaucracy upheld Dutch authority and shaped the emergence of an Indonesian national consciousness.

De Regeeringsalmanak van Nederlands-Indië biedt een uniek inzicht in de administratieve en symbolische werking van de kolonie, en laat zien hoe bureaucratie de Nederlandse macht ondersteunde en bijdroeg aan het ontstaan van een Indonesisch nationaal bewustzijn.


L’Amministrazione dello Spazio Coloniale

L’amministrazione coloniale delle Indie Orientali Olandesi si basava su un complesso apparato burocratico, la cui composizione e funzionamento si possono ritrovare nel Regeerings Almanak van Nederslansch-Indie, L’Almanacco del Governo delle Indie Olandesi. Non si tratta solamente di un documento amministrativo, ma anche e soprattutto di una guida per comprendere il funzionamento della colonia e la sua valenza simbolica.

Frontespizio dell’Almanacco Governativo delle Indie Olandesi per il 1908.

Documenti di questo genere consentono di comprendere il funzionamento della colonia a livello amministrativo, e non solo; una sezione degna di essere menzionata sono i landraden, i Consigli Territoriali, organi la cui funzione era quella di mediare tra il potere centrale e quello locale. Da questo punto di vista, si osserva che la loro composizione è rivelatrice dello stile di governo olandese della colonia tropicale. L’articolazione dei landraden, poi, rivela anche l’estensione del controllo esercitato dall’amministrazione coloniale; si prenda in considerazione Batavia.

Il documento amministrativo per il 1908 presenta la struttura amministrativa di Batavia, composta da diversi landraden/distretti; sono 6 i consigli territoriali a far parte dell’amministrazione della capitale (Tangerang, Bekasi, ecc.), e testimoniano la complessità della colonia all’inizio del XX secolo.

Da notare che alcuni nomi sono chiaramente da attribuire alla popolazione locale, e si tratta di indigeni cooptati nell’amministrazione, ma mai nelle posizioni più importanti, come quella di Presidente (del landraden), riservata, di norma, ad un funzionario olandese. Evidentemente, l’articolazione in diversi landraden testimoniava l’articolazione e la crescita/controllo amministrativo di un distretto, che poteva avere sotto-distretti, come Batavia appunto.

All’inizio del secolo le divisioni amministrative erano numerose, e segnalavano un apparato amministrativo maturo; oltre al capoluogo principale (hoofdplaats) esistevano spesso distretti secondari, ma abbastanza importanti da richiedere un consiglio (landraden) proprio. Pertanto, i centri indicati nell’Almanacco Governativo erano ritenuti importanti per l’amministrazione della colonia. Per Batavia, oltre al capoluogo, si trovano indicati Tangerang, Meester Cornelis, Bekasi, Buitenzorg (attuale Bogor) e Poerwakarta; l’articolazione territoriale è notevole, e tale divisione mostra la capacità di organizzare i territori in maniera sia gerarchica che territoriale, lasciando all’amministrazione centrale le funzioni di coordinamento della colonia.


Il Governatore Generale – Vertice Amministrativo e Simbolico

Il governatore generale era il punto di riferimento principale dell’amministrazione della colonia; non sorprende, dunque, che il suo nome e i suoi titoli rendessero l’idea di una figura seconda solamente al monarca olandese.

L’Almanacco riporta, per il 1908, il nome di Johannes Benedictus van Heutsz, nominato direttamente da ‘hare majesteit de koningin’, ‘sua maestà la regina’; tra i titoli, figurano quelli di aiutante straordinario della regina, e di cavaliere di diversi ordini militari. Il governatore generale era poi coadiuvato da una sorta di consiglio privato, composto da esponenti dell’esercito.

L’amministrazione centrale era incaricata delle decisioni strategiche, mentre le funzioni ordinarie erano lasciate ai livelli locali, come i landaraden; di conseguenza, si è formata, nel corso del tempo, una stratificazione di poteri che a volte si potevano sovrapporre. Ciò nonostante, il controllo è sempre rimasto appannaggio esclusivo degli olandesi; la cooptazione di figure locali era uno strumento per giustificare la propria presenza e dialogare con le esigenze della popolazione.


La Presenza Consolare

Nelle Indie Orientali Olandesi erano presenti diversi consolati di Stati esteri, che regolavano la loro presenza nella colonia rispetto alla madrepatria, i Paesi Bassi; l’elenco è particolarmente lungo e complesso, e sembra contro-intuitivo trovare una rappresentanza diplomatica di questo tipo all’interno di una colonia. Tale articolazione testimonia la rilevanza delle Indie Orientali, presso cui risiedevano persone provenienti da ogni parte del mondo, o che aveva interessi commerciali e politici praticamente ovunque; si trattava, dunque, di un centro di primaria importanza, e non solamente di una colonia.

Il suo status subordinato non ha impedito alla Hindia Belanda di diventare direttamente rilevante, come testimonia la presenza consolare estera; tale apparente contraddizione, probabilmente, è una delle cause della coscienza nazionale indonesiana. L’avamposto creato nel XVI secolo era cresciuto ed era diventato un soggetto capace di avere una voce propria; questa condizione è già evidente, numericamente, nel 1908, ma non era ancora stata trasformata in una vera e propria coscienza nazionale.

Tra i consolati esteri se ne trovano di noti, come l’Italia, la Persia e la Turchia, ma anche soggetti che attualmente non esistono più, oppure hanno cambiato denominazione, come il Siam; allo stesso modo, si trovano nomi di colonie, come quelle britanniche (come Bombay, attuale Mumbai). In questo caso, evidentemente, si trattava di rappresentanze commerciali, e non diplomatiche in senso stretto.

Ciò nonostante, il sistema elaborato dagli Olandesi rendeva l’idea di una colonia vasta, controllata capillarmente, e con una funzione internazionale, anche se subordinata alla madrepatria; da questo punto di vista, l’Almanacco era anche uno strumento di rappresentanza e di promozione della guida olandese nel mondo.


La Proiezione del Potere

La forza degli imperi, prima ancora della potenza militare, si è misurata sulla capacità di proiettare il loro potere; l’Almanacco riveste anche (e soprattutto) questa funzione, e definisce uno spazio simbolico in cui la sola autorità immaginabile è quella olandese. Il complesso sistema che si era lentamente affermato nel corso dei secoli aveva plasmato un immaginario che definiva in maniera normativa e ideale il mondo possibile.

Per questa ragione, l’impero olandese ha potuto prosperare per secoli, e gli eventi avversi (crisi economiche, guerre, ecc) sono sempre state interpretate in questo quadro ideale; solamente l’occupazione giapponese, che ha distrutto l’organizzazione amministrativa e ideale olandese, ha aperto la strada dell’emancipazione indonesiana. In assenza di questo shock sembra ragionevole ipotizzare che la traiettoria del nazionalismo indonesiano sarebbe stata differente; l’elemento amministrativo non è mai neutro, e l’esempio olandese lo dimostra perfettamente.

Si comprende, dunque, la cura, ma anche l’ossessione per l’aspetto amministrativo, un elemento che si è tradotto in strutture complesse e articolate; le Indie Orientali Olandesi, in altre parole, diventano progressivamente, di fatto, uno Stato con caratteristiche proprie. Tale complessità ed ambiguità era tuttavia gestita in maniera efficace, e nessuno avrebbe seriamente pensato di elaborare un sistema differente o con un’autorità indigena.

L’Almanacco del 1908 rappresenta, di conseguenza, la continuazione e il rafforzamento della costruzione simbolica del potere olandese, incarnato nel governatore generale e nelle strutture di governo periferiche, come i landraden.


Letture Consigliate

  • Heutsz, J. B. van. (1908). Regeerings Almanak van Nederlands-Indië 1908. Batavia: Landsdrukkerij.
  • R. Cribb. (1996). The late colonial state in Indonesia. Political and economic foundations of the Netherlands Indies 1880-1942, Bijdragen en mededelingen betreffende de geschiedenis der Nederlanden 111(4):568.
  • Bosma, U., Raben, R., & Willems, W. (2006). Being “Dutch” in the Indies: A history of creolisation and empire, 1500–1920. Singapore: NUS Press.

Di Salvatore Puleio

Salvatore Puleio è analista e ricercatore nell'area 'Terrorismo Nazionale e Internazionale' presso il Centro Studi Criminalità e Giustizia ETS di Padova, un think tank italiano dedicato agli studi sulla criminalità, la sicurezza e la ricerca storica. Per la rubrica Mosaico Internazionale, nel Giornale dell’Umbria (giornale regionale online) e Porta Portese (giornale regionale online) ha scritto 'Modernità ed Islam in Indonesia – Un rapporto Conflittuale' e 'Il Salafismo e la ricerca della ‘Purezza’ – Un Separatismo Latente'. Collabora anche con ‘Fatti per la Storia’, una rivista storica online; tra le pubblicazioni, 'La sacra Rota Romana, il tribunale più celebre della storia' e 'Bernardo da Chiaravalle: monaco, maestro e costruttore di civiltà'. Nel 2024 ha creato e gestisce la rivista storica informale online, ‘Islam e Dintorni’, dedicata alla storia dell'Islam e ai temi correlati. (i.e. storia dell'Indonesia, terrorismo, ecc.). Nel 2025 ha iniziato a colloborare con la testata online 'Rights Reporter', per la quale scrive articoli e analisi sull'Islam, la shariah e i diritti umani.

2 pensiero su “Potere Immaginato e Amministrato nelle Indie Orientali Olandesi”

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