Palestina
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Dopo la Prima Guerra Mondiale, i territori che appartenevano all’ex-Impero Ottomano vengono assegnati in una sorta di amministrazione straordinaria a Francia e Gran Bretagna; è in tale contesto che nasce la Palestina del Mandato (Britannico). Questo territorio viene amministrato per oltre due decenni, e sono disponibili numerosi rapporti e statistiche ufficiali; uno dei documenti più interessanti, da questo punto di vista, è il Report of the High Commissioner on the Administration of Palestine, per il periodo 1920-1925.

Da questo documento emerge un quadro abbastanza chiaro dell’eredità dell’Impero Ottomano, che in precedenza amministrava questi territori, che conferma quanto osservato dai viaggiatori che hanno visitato Gerusalemme e gli altri luoghi sacri per la cristianità nel corso del XIX secolo.

La prima caratteristica che emerge con chiarezza è l’abbandono delle terre, lasciate incolte e selvagge,

By far the greater part of the cultivable area remains in the hands of the Arabs. Each year a considerable portion of this is left untilled. The methods of cultivation employed are usually primitive. Until recently land was rarely manured ; when one patch was exhausted another was ploughed. Many villages had suffered severely by the felling of olive trees for fuel and by the loss of their ploughing animals during the war. The few forests that had survived till then were almost all cut down during those years. The characteristic that, to the European eye, most distinguishes the typical Palestinian scene is its absolute bareness of trees.

La stragrande maggioranza della superficie coltivabile rimane in mano agli arabi. Ogni anno una porzione considerevole di questo rimane incolta. I metodi di coltivazione impiegati sono solitamente primitivi. Fino a poco tempo fa la terra veniva raramente concimata; quando un appezzamento era esaurito, un altro veniva arato. Molti villaggi avevano sofferto gravemente per l’abbattimento degli ulivi per farne legna da ardere e per la perdita dei loro animali da aratura durante la guerra. Le poche foreste che erano sopravvissute fino ad allora furono quasi tutte abbattute in quegli anni. La caratteristica che, agli occhi europei, distingue maggiormente il tipico paesaggio palestinese è la sua assoluta mancanza di alberi.

(H. Samuel. Palestine. Report of the High Commissioner on the Administration of Palestine, London, 1920-1925, p. 16)

Da questo estratto appare evidente che, oltre alla devastazione portata dalla guerra, il problema pregresso persisteva, ovvero l’adozione di metodologie di coltivazione inadeguati per sfruttare il potenziale delle terre. Gli aspetti agricoli, del resto, sono comuni alle amministrazioni coloniali, e costituiscono un punto nevralgico delle politiche, anche britanniche; gli amministratori ottomani, dunque, non sembrano aver svolto un ruolo attivo in questo senso.

Un altro punto nevralgico, poi, era la legislazione, anch’essa inadeguata, ereditata dall’Impero Ottomano, specialmente in ambito economico; si consideri, in particolare, la gestione delle terre, su cui si pronuncia il Report del 1925.

The land system of the country was left under the Turks in a state of complete confusion. There was no cadastral survey; a system of registering land transactions existed, but the Registration Officers were notoriously corrupt, titles were uncertain and a source of innumerable disputes; the valuation was wholly out of date; the bad cultivation of much of the land was due to undetermined or scattered ownership.

Il sistema fondiario del paese fu lasciato dai turchi in uno stato di completa confusione. Non c’era un catasto; esisteva un sistema di registrazione delle transazioni fondiarie, ma i funzionari del registro erano notoriamente corrotti, i titoli erano incerti e fonte di innumerevoli controversie; la valutazione era completamente obsoleta; la cattiva coltivazione di gran parte della terra era dovuta a una proprietà indeterminata o frammentata.

(Palestine. Report… , p. 23)

I britannici trovano dunque un sistema antiquato su cui devono intervenire, mediante misure di riordino, come l’adozione di una moneta e prestiti mediati dalla banca anglo-egiziana, che consentirono di sviluppare territori già depressi sotto l’amministrazione ottomana, e ulteriormente colpiti durante il Primo Conflitto Mondiale. Quello che diventa chiaro è la sostanziale incuria delle amministrazioni locali (arabe) ma anche di quella centrale, ottomana.

To redeem these conditions a number of measures have been taken. In the first place the Military Authorities made an arrangement with the Anglo-Egyptian Bank for the advance to the Administration of a considerable sum, to be used for loans to cultivators. In the five years that followed £E 562,000 has been lent, mostly in small sums, on the security of land or crops. These loans have enabled the peasants to buy animals and seed and in many ways to restore their holdings. They went far to save the situation for the agriculturists of Palestine. Of the sum lent £E 405,000 has been repaid up to the present date by the borrowers to the Government and by the Government to the Bank.

Per rimediare a queste condizioni sono state prese una serie di misure. Innanzitutto, le autorità militari hanno preso accordi con la Anglo-Egyptian Bank per anticipare all’Amministrazione una somma considerevole, da utilizzare per prestiti agli agricoltori. Nei cinque anni successivi sono stati prestati 562.000 sterline egiziane (circa 37 milioni di Euro in termini di potere d’acquisto nel 2025, ndr), per lo più in piccole somme, a garanzia di terreni o raccolti. Questi prestiti hanno permesso ai contadini di acquistare animali e sementi e, in molti modi, di ripristinare le loro proprietà. Si sono spinti lontano per salvare la situazione per gli agricoltori della Palestina. Dell’importo prestato, 405.000 sterline egiziane circa 27 milioni di Euro in termini di potere d’acquisto nel 2025, ndr) sono state rimborsate fino ad oggi dai mutuatari al governo e dal governo alla banca.

(Palestine, Report… , p. 16)

Si ricorda, a tale proposito, che la valuta palestinese, la sterlina palestinese, viene creata solamente nel 1927, ed è quella che comunemente viene citata per questo periodo; prima di tale data, era in uso la sterlina egiziana (£E), ‘Egyptian pound’.

Una Sterlina Egiziana del 1920, emessa dalla National Bank of Egypt. (Credits: Foronum)

Solo successivamente si costituisce il Palestinian Currency Board, a Londra, e la Sterlina Palestinese inizia ad avere corso legale nel protettorato britannico.

Una Sterlina Palestinese, 1927, emessa dal Palestine Currency Board. (Credits: CBGFR)

Come si nota agevolmente, è sempre Londra a controllare, direttamente o indirettamente, l’emissione di moneta, coerentemente con il ruolo subordinato della Palestina Britannica; il controllo politico ed economico appare dunque totale, e non è possibile menzionare questo caso come esempio di ‘sovranità palestinese’. La sovranità, al contrario, era britannica, che amministrò la colonia, di fatto, fino alla creazione dello Stato di Israele, nel 1948, la sovranità ottomana, invece, termina nel 1917, con la conquista della Provincia di Gerusalemme nel 1917.

Di Salvatore Puleio

Salvatore Puleio è analista e ricercatore nell'area 'Terrorismo Nazionale e Internazionale' presso il Centro Studi Criminalità e Giustizia ETS di Padova, un think tank italiano dedicato agli studi sulla criminalità, la sicurezza e la ricerca storica. Per la rubrica Mosaico Internazionale, nel Giornale dell’Umbria (giornale regionale online) e Porta Portese (giornale regionale online) ha scritto 'Modernità ed Islam in Indonesia – Un rapporto Conflittuale' e 'Il Salafismo e la ricerca della ‘Purezza’ – Un Separatismo Latente'. Collabora anche con ‘Fatti per la Storia’, una rivista storica online; tra le pubblicazioni, 'La sacra Rota Romana, il tribunale più celebre della storia' e 'Bernardo da Chiaravalle: monaco, maestro e costruttore di civiltà'. Nel 2024 ha creato e gestisce la rivista storica informale online, ‘Islam e Dintorni’, dedicata alla storia dell'Islam e ai temi correlati. (i.e. storia dell'Indonesia, terrorismo, ecc.). Nel 2025 ha iniziato a colloborare con la testata online 'Rights Reporter', per la quale scrive articoli e analisi sull'Islam, la shariah e i diritti umani.

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