1947 Paesi Bassi Olanda Guerra Cappellani
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Nel maggio 1947, mentre l’Olanda si preparava a lanciare la prima “politionele actie” in Indonesia, il bollettino interno Contact pubblicava un documento straordinario. Tra rassicurazioni ai familiari e richieste di dispense per la celebrazione della Messa, emerge il delicato ruolo dei cappellani militari cattolici chiamati ad accompagnare spiritualmente migliaia di giovani soldati verso una guerra lontana e incerta.

In May 1947, as the Netherlands prepared to launch the first “politionele actie” in Indonesia, the internal bulletin Contact published a remarkable document. Between reassurances to families and requests for dispensations to celebrate Mass, the delicate role of Dutch Catholic military chaplains emerges – called to provide spiritual support to thousands of young soldiers heading towards a distant and uncertain war.

In mei 1947, terwijl Nederland zich voorbereidde op de eerste “politionele actie” in Indonesië, publiceerde het interne bulletin Contact een opmerkelijk document. Tussen geruststellingen aan de families en verzoeken om dispensatie voor de viering van de Mis, komt de delicate rol van de katholieke legeraalmoezeniers naar voren – opgeroepen om duizenden jonge militairen spiritueel te begeleiden naar een verre en onzekere oorlog.


1947: Un Anno Liminale per i Paesi Bassi

Il 1947 rappresenta uno dei momenti più delicati e contraddittori nella storia moderna dei Paesi Bassi, che erano appena usciti dalla devastazione della Seconda Guerra Mondiale e dall’occupazione tedesca (1940-1945). In tale contesto, gli olandesi dovettero gestire contemporaneamente la ricostruzione interna e la difesa disperata di quello che restava del loro vasto impero coloniale: le Indie Orientali Olandesi (Nederlands-Indië), l’attuale Indonesia.

Mentre in Europa si tentava faticosamente di ricostruire città, economie e società distrutte da un conflitto devastante, dall’altra parte del mondo esplodeva il conflitto per la decolonizzazione; il 17 agosto del 1945 Soekarno e Hatta avevano proclamato l’indipendenza dell’Indonesia. Per i Paesi Bassi, che consideravano le Indie Orientali come parte integrante del regno e fonte essenziale di materie prime (gomma, petrolio, zucchero, caffè), questa proclamazione era inaccettabile. Dopo tre anni di negoziati falliti e tensioni crescenti, nel luglio del 1947 il governo olandese decise di passare all’azione militare per riconquistare le posizioni perse.

(immagine generata con IA a scopi illustrativi)

Il 21 luglio 1947 iniziò la prima “politionele actie” (azione di polizia), ufficialmente denominata Operazione Product; si trattava in realtà di una vera e propria offensiva militare su vasta scala, con l’obiettivo di riconquistare il controllo di Giava e Sumatra, le zone economicamente e simbolicamente più importanti. Migliaia di giovani olandesi, di cui molti di leva, furono imbarcati e inviati nelle Indie; tra queste unità emerse la 2ª Divisione, che proprio in quei mesi si preparava o stava già partendo per l’arcipelago.

Era un anno di confine, tra la fine di un conflitto mondiale e l’inizio di una guerra coloniale, tra la speranza di pace e la realtà di nuove violenze, tra il sogno di restaurare il vecchio impero e la consapevolezza (ancora negata da molti) che l’era coloniale stava irrimediabilmente finendo.


La Rivista «Contact»: Voce Ufficiale della Pastorale Militare Cattolica

In questo clima teso, all’interno delle forze armate olandesi svolgeva un ruolo discreto ma fondamentale la pastorale militare: per i soldati cattolici (una parte consistente dell’esercito) esistevano i cappellani militari, chiamati aalmoezeniers.

Nel maggio del 1947 uscì il numero 9 del bollettino Contact – Officiële mededelingen aan de Nederlandse aalmoezeniers (“Contact – Comunicazioni ufficiali ai cappellani olandesi”). Non era una rivista per i soldati semplici, ma un periodico interno riservato esclusivamente ai sacerdoti in uniforme. Pubblicato a nome del Hoofd-Legeraalmoezenier (il capo dei cappellani cattolici dell’esercito), aveva sede a Voorburg e serviva a coordinare, informare e orientare spiritualmente i cappellani sparsi nelle caserme e nelle unità in partenza.

Frontespizio di Contact, 9, 1947 (Fonte Delpher)

Il tono era sobrio, amministrativo e pastorale al tempo stesso, e consisteva principalmente in istruzioni su raccolte di fondi, cerimonie religiose, trasferimenti, ritiri spirituali e, soprattutto, indicazioni su come accompagnare i militari destinati alle Indie Orientali.

La pubblicazione era curata e pubblicata in olandese ma anche latino, come testimonia questo stralcio, relativo alle istruzioni (dell’arcivescovo di Utrecht) per la celebrazione eucaristica in tempo di guerra, in cui si esplicitano le ragioni di questo intervento eccezionale.

Ratio est:

  1. instantissimae preces Cappellani Militaris Maioris, quae fulciuntur ab omnibus cappellanis militaribus inferioribus;
  2. difficultas, immo impossibilitas pro militibus mane assistendi
    S. Missae Sacrificio, quia exercitationes iam incipiunt summo
    mane, np. hora sexta;
  3. hodiernae rerum circumstantiae aequiparari possunt tempore belli, nam milites neerlandici exercentur tum pro occupatione partiali Germaniae tum pro pacificatione Indiae Orientalis;
  4. milites, qui in India Orientali occiduntur vel moriuntur (et hoe
    fit fere quotidiel), eodem adhuc die sepeliri solent, dum Missa
    exsequialis ante depositionem defuncti ab omnibus vehementer
    expetitur.

Le motivazioni (delle disposizioni precedenti, ndr) sono le seguenti:

  1. le pressantissime richieste del Cappellano Militare Maggiore, sostenute da tutti i cappellani militari subordinati;
  2. la difficoltà, anzi l’impossibilità per i soldati di assistere al Sacrificio della Santa Messa al mattino, poiché le esercitazioni iniziano già di primissimo mattino, cioè alle ore sei;
  3. le circostanze attuali possono essere equiparate a un tempo di guerra, dal momento che i militari olandesi vengono addestrati sia per l’occupazione parziale della Germania sia per la pacificazione delle Indie Orientali;
  4. i soldati che cadono o muoiono nelle Indie Orientali (e ciò avviene quasi quotidianamente) sono solitamente sepolti nello stesso giorno, mentre la Messa esequiale, prima della deposizione del defunto, è vivamente desiderata da tutti.

Contact, Disposizioni dell’arcivescovo di Utrecht, 9, Maggio 1947, pp. 11-12.

Esisteva dunque la consapevolezza che la guerra, perlomeno per quanto riguardava i Paesi Bassi, non era affatto terminata, ma che, anzi, continuava con un capitolo nuovo e non meno intenso di quello precedente.


Le Istruzioni ai Soldati in Partenza per le Indie Orientali

Una delle parti più significative di questo numero di Contact riporta le parole dell’aalmoezenier Weemaes, cappellano della 2ª Divisione; il suo intervento è rivolto non solo ai soldati e ai giovani della divisione, ma anche, e forse soprattutto, ai loro genitori, fidanzate e familiari rimasti in Olanda.

Weemaes sottolinea che sarà “molto utile e istruttivo” che anche i familiari ascoltino qualcosa sul programma di assistenza spirituale previsto per i militari. Il cappellano spiega il proprio compito, quello di garantire la geestelijke verzorging (cura spirituale) dei soldati cattolici, mentre il collega protestante (divisie-predikant) si occuperà dei militari di fede riformata.

(immagine generata con IA a scopi illustrativi)

Il tono è rassicurante, e Weemaes riconosce che le esperienze recenti della guerra e del caos post-bellico avevano lasciato tracce profonde sul morale dell’esercito; tuttavia, afferma che la situazione è notevolmente migliorata grazie all’impegno della leadership militare e soprattutto dei cappellani.

Op het ogenblik zal niemand er meer aan denken over het leger
klachten en geluiden te laten horen die nog geen jaar geleden aan de
orde van de dag waren. De na-oorlogse chaos, die zich zowel van
het leger als van het gehele volksleven had meester gemaakt, heeft
geleidelijk en zeker plaats gemaakt voor een stevige organisatorische
opbouw. In het leger is een betere geest, een andere sfeer gekomen!

Al momento nessuno penserà più a far sentire lamentele e rumori dell’esercito che meno di un anno fa erano all’ordine del giorno. Il caos del dopoguerra, che si era impadronito sia dell’esercito che dell’intera vita popolare, ha gradualmente e sicuramente lasciato spazio a una solida costruzione organizzativa. Nell’esercito è arrivato uno spirito migliore, un’altra atmosfera!

Aalmoezenier Weemaes sprak over de geestelijke verzorging van de Katholieke militairen
van de 2e Divisie, L’Assistente Spirituale Weemaes ha parlato della cura spirituale dei militari cattolici della 2ª Divisione, Contact, 9, 1947, p. 45.

L’obiettivo è chiaro, quello di tranquillizzare le famiglie preoccupate per i figli che partono per una terra lontana e incerta; le parole del cappellano cercano di rasserenare i genitori, che possono lasciare partire i loro ragazzi, sapendo che nell’esercito c’è un ambiente più ordinato e una solida assistenza spirituale. Messe, confessioni, sostegno morale e presenza costante dei cappellani devono fungere da ancoraggio di fede e di moralità in mezzo alle difficoltà della campagna militare.

Queste righe riflettono perfettamente lo spirito dell’epoca: da un lato la necessità pratica di mantenere alto il morale delle truppe impegnate in una guerra lontana; dall’altro il tentativo della Chiesa cattolica di rimanere vicina ai propri fedeli anche sotto le armi, in un momento in cui l’Olanda si trovava divisa tra orgoglio imperiale e un crescente senso di colpa e stanchezza.

I cappellani avrebbero dovuto trasformarsi nell’estensione dei genitori e familiari in un momento convulso, e, per questa ragione, si possono leggere queste parole;

Ja, vaders en moeders, ik zou u dringend willen uitnodigen om, in het belang van uw eigen
jongen, met de aalmoezenier regelmatig schriftelijk contact te onder
houden en daarmee reeds nu — nu uw jongen nog thuis is — een
aanvang te maken. De aalmoezenier zal het zelfs buitengewoon fijn
vinden, als u eens de moeite wilt doen om hem persoonlijk te bezoe
ken. (J kunt dan eens rustig over uw jongen praten en in het belang
van uw jongen goede raad en nuttige wenken geven. Iedere jongen
heeft immers zijn eigen karakter en moeilijkheden! Op deze wijze
brengt u de aalmoezenier met uw jongen in contact en zullen die
twee van stonde af aan weten wat zij aan elkaar hebben. Dat kan
voor het godsdienstig en geestelijk welzijn van uw jongen niet
anders dan zegenrijk werken.

Sì, padri e madri, vi invito calorosamente a mantenere regolarmente un contatto scritto con il cappellano, nell’interesse del vostro ragazzo, e a iniziare già ora — mentre il vostro ragazzo è ancora a casa. Il cappellano sarà addirittura molto felice se si prenderà la briga di visitarlo di persona. (Potete allora parlare tranquillamente del vostro ragazzo e dare buoni consigli e utili suggerimenti nell’interesse del vostro ragazzo.) Ogni ragazzo ha infatti il proprio carattere e le proprie difficoltà! In questo modo mette in contatto il cappellano con suo figlio e da quel momento in poi quei due sapranno cosa hanno l’uno per l’altro. Questo non può che avere un effetto benedetto sul benessere religioso e spirituale di vostro figlio.

Aalmoezenier Weemaes… cit., p. 46.

La pastorale cattolica cerca di rassicurare genitori e familiari del fatto che, anche in un contesto di guerra, i soldati saranno assistiti in maniera adeguata; il cappellano di riferimento, in questo senso, diventa il collegamento indiretto in una situazione altrimenti insostenibile.


Un Ponte verso la Fine di un’Epoca

Pochi mesi dopo, nell’agosto del 1947, la pressione internazionale (soprattutto dell’ONU) costrinse i Paesi Bassi a interrompere la prima politionele actie; ne sarebbe seguita una seconda nel 1948, ma stava diventando evidente che il colonialismo olandese in Asia stava era nella sua fase terminale. Nel dicembre del 1949 l’Olanda fu costretta a trasferire la sovranità all’Indonesia. mediante uno storico trattato che pose fine a 4 anni di guerra e scontri nell’arcipelago.

Il bollettino Contact del maggio 1947 cattura dunque un istante preciso di questo passaggio storico, con soldati che partono, cappellani che li accompagnano spiritualmente, famiglie in ansia e un impero che, senza ancora volerlo ammettere, stava per dissolversi. Nel 1947, tuttavia, l’esito dello scontro non era ancora scontato, e i Paesi Bassi usano le forze rimanenti per cercare di riprendersi territori amministrati, direttamente o meno, da oltre 4 secoli.

(immagine generata con IA a scopi illustrativi)

La parvenza di organizzazione e ordine che viene proiettata dalla stampa dell’epoca, sia civile che religiosa, aveva esattamente l’obiettivo di ricostruire simbolicamente un mondo di senso che sembrava recuperabile. Questo tentativo dovrebbe ricordare che le guerre, anche quando non vengono nominate o riconosciute esplicitamente come tali, vengono combattute soprattutto su un piano simbolico e narrativo, che spesso precede i combattimenti militari veri e propri per importanza.


Letture Consigliate

  • de Jager, K. (2022). De militair tot zegen: Militaire tehuizen en de plaats van religie in de Nederlandse krijgsmacht, 1945-1950 (A beneficio del soldato: I centri di accoglienza militari e il ruolo della religione nell’esercito olandese, 1945-1950). Trajecta: Religion, Culture and Society in the Low Countries, 31(1), 487–526.
  • Donckers, A. J. (2007). God bij het leger in de kolonie: Een geschiedenis van het pastoraat als geestelijke verzorging in Nederlands-Indië (Dio nell’esercito coloniale: Una storia della cura pastorale e della assistenza spirituale nelle Indie Olandesi, 1807-1950), 1807-1950. Verloren.
  • Poels, V. (a cura di). (2005). Johannes de Jong: Kardinaal en aartsbisschop van Utrecht (Johannes de Jong: Cardinale e arcivescovo di Utrecht), Katholiek Documentatie Centrum.

Di Salvatore Puleio

Salvatore Puleio è analista e ricercatore nell'area 'Terrorismo Nazionale e Internazionale' presso il Centro Studi Criminalità e Giustizia ETS di Padova, un think tank italiano dedicato agli studi sulla criminalità, la sicurezza e la ricerca storica. Per la rubrica Mosaico Internazionale, nel Giornale dell’Umbria (giornale regionale online) e Porta Portese (giornale regionale online) ha scritto 'Modernità ed Islam in Indonesia – Un rapporto Conflittuale' e 'Il Salafismo e la ricerca della ‘Purezza’ – Un Separatismo Latente'. Collabora anche con ‘Fatti per la Storia’, una rivista storica online; tra le pubblicazioni, 'La sacra Rota Romana, il tribunale più celebre della storia' e 'Bernardo da Chiaravalle: monaco, maestro e costruttore di civiltà'. Nel 2024 ha creato e gestisce la rivista storica informale online, ‘Islam e Dintorni’, dedicata alla storia dell'Islam e ai temi correlati. (i.e. storia dell'Indonesia, terrorismo, ecc.). Nel 2025 ha iniziato a colloborare con la testata online 'Rights Reporter', per la quale scrive articoli e analisi sull'Islam, la shariah e i diritti umani.

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