L’esercito pakistano viene presentato come il necessario baluardo contro ‘nemici’ interni ed esterni, e tale logica viene proposta anche ai bambini, futuri replicatori di questo modello, che non incoraggia lo spirito critico, ma una acritica obbedienza ai vertici militari, religiosi e politici del Paese.
The Pakistani army is presented as the necessary bulwark against internal and external ‘enemies,’ and this logic is also proposed to children, the future replicators of this model, which does not encourage critical thinking but rather uncritical obedience to the country’s military, religious, and political leaders.
L’Esercito come Istituzione Educativa Focale
In Pakistan, l’esercito non rappresenta solamente una delle istituzioni del Paese, ma la forza essenziale che dovrebbe garantire l’indipendenza e la prosperità della nazione; si tratta di una retorica molto efficace, che non è rivolta solamente agli uomini, ma anche a donne e bambini/e. L’esercito, nella narrativa governativa pakistana, non è un semplice strumento di difesa, ma la filosofia di vita principale.
Per questa ragione, non sorprendono gli appelli e le pubblicazioni che rinforzano questo messaggio, come succede con ‘Hilal’, la rivista ufficiale delle forze armate del Pakistan, pubblicato in urdu e inglese, nelle versioni ordinaria, per le donne e per i bambini. In un articolo recente, di Luglio 2025, è stato pubblicato un articolo su tale argomento, The Future Defenders of Pakistan, I Futuri Difensori del Pakistan, in cui si celebra ‘the victory of brave Pakistan Armed Forces in the May 7-10 Marka-e-Haq against India’, ‘la coraggiosa vittoria delle forze armate pakistane contro l’India del 10 Maggio contro l’India’.

Riferendosi ai bambini, si afferma
Your write-ups show your enthusiasm for joining the Armed Forces as officers and pilots, after completing your studies. It is really inspiring for our readers whose hearts are filled with courage, motivation, and unwavering love for the beloved homeland.
I vostri scritti dimostrano il vostro entusiasmo nell’entrare a far parte delle Forze Armate come ufficiali e piloti, dopo aver completato i vostri studi. È davvero stimolante per i nostri lettori, i cui cuori sono pieni di coraggio, motivazione e amore incrollabile per la cara patria.
Hilal Hilal for Kids, English, The Future Defenders of Pakistan, July 2025.
Gli eventi del 10 maggio (breve conflitto con l’India) vengono presentati come una vittoria per il Pakistan, che ‘dimostrerebbe’ l’importanza dell’esercito, anche e specialmente per le future generazioni;
The heroic victory on May 10 has no doubt shown the world that Pakistan stands firm in the face of adversity. It is no surprise at all that so many of you dream of joining the Armed Forces because you hold a glorious legacy from your ancestors. Remember, becoming a soldier-officer is not just about wearing a uniform, it is about discipline, knowledge, and unwavering commitment to the ideals of our great leaders, Quaid-i-Azam Mohammad Ali Jinnah, Allama Dr Muhammad Iqbal and others.
La vittoria eroica del 10 maggio ha senza dubbio dimostrato al mondo che il Pakistan rimane saldo di fronte alle avversità. Non sorprende affatto che così tanti di voi sognino di entrare a far parte delle Forze Armate, perché avete un glorioso retaggio dai vostri antenati. Ricordate, diventare un ufficiale soldato non significa solo indossare un’uniforme, ma significa disciplina, conoscenza e un impegno incrollabile verso gli ideali dei nostri grandi leader, Quaid-i-Azam Mohammad Ali Jinnah, Allama Dr Muhammad Iqbal e altri.
Hilal for Kids, English, The Future Defenders of Pakistan, July 2025.
Il messaggio è dunque evidente, e i bambini vengono incoraggiati a diventare parte delle forze armate al termine del loro percorso di studi; i ‘piccoli patrioti’, sono dunque chiamati ad una vita di disciplina al servizio della nazione.
Futuri Martiri
Ai bambini viene sistematicamente proposto il tema del martirio, coerentemente con quanto osservato per altri Paesi a maggioranza islamica e/o retti (anche parzialmente) dalla sharia; si tratta di un vero e proprio leitmotif che ricorre con una certa frequenza, ed in particolare in occasione di date importanti per il Pakistan.
Una di queste è sicuramente il 6 Settembre, celebrato come ‘Defence Day’, e commemora il ‘sacrificio’ dei soldati pakistani il 6 settembre del 1965, nella guerra contro l’India; per questa ragione, il mese di settembre è segnato da una particolare propaganda.

Hilal Kids, nella versione inglese, celebra questo evento con articoli e numeri ad hoc, come nel 2024, in cui viene proposta una serie di ‘riflessioni patriottiche’ su tale evento,
6 September is celebrated as Defence & Martyrs Day in memory of the sacrifices rendered by the Pakistan Armed Forces in the war of 1965. Defence Day is one of the most significant events in the history of Pakistan.
(…)
Along with the rituals, educational institutions use Defence Day to host seminars and essay contests, encouraging students to research the holiday’s historical significance and instill a sense of patriotism. These commemorative practices and traditions further the courage, togetherness, and commitment that define Pakistan. In Pakistan’s cultural and national ethos, remembering the sacrifices of martyrs is a severe and engrained practice. These people are honored as heroes and will never be forgotten for having paid the ultimate price for the country. The cost of freedom is high, and their sacrifices serve as a potent reminder of how dedicated those who serve in the military are.
Il 6 settembre si celebra il Giorno della Difesa e dei Martiri in memoria dei sacrifici compiuti dalle forze armate pakistane nella guerra del 1965. Il Giorno della Difesa è uno degli eventi più significativi nella storia del Pakistan.
(…)
Oltre ai rituali, le istituzioni educative utilizzano il Giorno della Difesa per ospitare seminari e concorsi di saggi, incoraggiando gli studenti a ricercare il significato storico della festività e a instillare un senso di patriottismo. Queste pratiche e tradizioni commemorative rafforzano il coraggio, l’unità e l’impegno che definiscono il Pakistan. Nell’etica culturale e nazionale del Pakistan, ricordare i sacrifici dei martiri è una pratica seria e radicata. Queste persone sono onorate come eroi e non saranno mai dimenticate per aver pagato il prezzo più alto per il paese. Il costo della libertà è alto, e i loro sacrifici servono a ricordare con forza quanto siano dediti coloro che prestano servizio militare.
Hilal for Kids, English, The Defence Day of Pakistan, September 2024.
Sebbene tra gli ‘eroi’ vengano menzionati anche i civili, il ruolo preponderante delle forze armate appare indiscutibile; ancora una volta viene reiterato il mito dell’esercito come guardiano della nazione; gli impieghi civili, come l’insegnamento e la medicina, passano in secondo piano, anche se non completamente svalutati.
Un Piccolo Esercito
Questi due esempi, scelti tra i tanti disponibili, mostrano la volontà delle autorità pakistane di forgiare generazioni di futuri soldati, e soprattutto di cittadini (sudditi?) obbedienti alla volontà dei vertici (politici, militari e religiosi) del Paese. Il sacrificio di sé, anche estremo, è presentato come un valore e un atto necessario, e non come qualcosa di straordinario; la violenza viene dunque normalizzata, e incanalata verso la ‘difesa della nazione’. Quest’ultima, da ultimo, viene incoraggiata anche nelle bambine, e non solo nei bambini, e viene presentata con una retorica propagandistica egalitaria, volta a dare un’immagine moderna e inclusiva del Pakistan e del suo esercito.
I bambini vengono dunque reclutati come ‘ambasciatori’ delle forze armate, che imparano a conoscere e ad amare senza condizioni e spirito critico; non sorprende, di conseguenza, che essi diventino portatori e moltiplicatori di questa retorica. Indottrinare i bambini non ha solamente uno scopo immediato, ma anche un obiettivo a lungo termine, in quanto sono proprio loro che replicheranno il modello proposto, ‘confermandone’ la ‘bontà’.
Pertanto, si formano intere generazioni in cui tali messaggi vengono proposti e replicati, con un intervento minimo da parte delle autorità; lo spirito critico non viene apertamente scoraggiato, ma direttamente escluso da una narrativa che diventa la sola realtà possibile. L’idea di una nazione assediata da ‘nemici’ veri o presunti (India, Occidente, ma anche Afghanistan recentemente) diventa il terreno fertile per ribadire la necessità di difenderlo.
Chiunque intendesse porre in dubbio questa narrazione diventerebbe un traditore e un nemico da combattere, ‘confermando’ il modello militaristico proposto; per questa ragione, le critiche interne sono praticamente inesistenti. Nel migliore dei casi, esse rimangono invisibili, oppure raccolte da media che operano all’estero; in questo caso, tuttavia, viene confermata ancora una volta la logica del ‘fortino da difendere’.

