- Natale di Transizione
- Resilienza Cristiana in un Mondo Islamico
- La Reazione Conservatrice
- Letture Consigliate
Il Natale in Indonesia, pur segnando la celebrazione di una minoranza, è divenuto negli anni uno spazio simbolico attraverso cui leggere il pluralismo religioso della Repubblica: un banco di prova delle relazioni tra cattolici, protestanti e la maggioranza musulmana, ma anche una cartina di tornasole della visione politica sulla legittimità cristiana nel progetto nazionale.
Christmas in Indonesia, though celebrated by a minority, has become a symbolic lens through which to observe the country’s religious pluralism: a testing ground for relations among Catholics, Protestants, and the Muslim majority, and a revealing indicator of how political actors conceive the place of Christianity within the national project.
Kerstmis in Indonesië, gevierd door een minderheid, is in de loop der jaren uitgegroeid tot een symbolische bril om het religieuze pluralisme van de Republiek te begrijpen: een toetssteen voor de relaties tussen katholieken, protestanten en de islamitische meerderheid, en tegelijk een graadmeter voor de politieke erkenning van het christendom binnen het nationale project.
Natale di Transizione
Nel dicembre del 1962 la Nuova Guinea Olandese celebra il suo ultimo Natale come colonia dei Paesi Bassi; il numero di De Tifa del 23 dicembre di quell’anno, in effetti, concede ampio spazio alle celebrazioni natalizie, auspicando pace per il futuro. L’edizione è bilingue, e, a fianco dell’olandese viene usato anche l’indonesiano, una forma rivista di malese; un intera pagina è dedicata al presepe, una tradizione europea.

Il 1962 è stato un anno di transizione, e il 25 dicembre si sperava che fosse la pace a prevalere, anche se in realtà l’anno successivo avverrà il trasferimento all’Indonesia dopo un ‘referendum’ su cui pendono comprensibili e fondate accuse di manipolazione.
Risulta comunque interessante notare che le tradizioni natalizie della Nuova Guinea Olandese si integrano con quelle europee; tale osservazione corrisponde all’idea di ordine coloniale, che prevedeva una ricreazione delle società europee anche oltre oceano. Sebbene quell’ordine fosse già crollato sotto l’occupazione giapponese prima, e la rivoluzione indonesiana, dopo, alcune strutture rimanevano parte integrante della società.
Da questo punto di vista, il Natale nella Nuova Guinea olandese non appare molto dissimile da quello celebrato nei Paesi Bassi o in altre realtà con una tradizione cristiana consolidata; l’uso prevalente della lingua indonesiana (la maggior parte degli articoli sono in questo idioma) sembra suggerire che tali tradizioni siano state incorporate anche dall’Indonesia.
Resilienza Cristiana in un Mondo Islamico
Il Natale viene descritto come ‘Pesta Natal… Pesta untuk semua orang’, ‘Festa del Natale… Festa di tutte le persone’, e non come evento confessionale o elitario; tale caratterizzazione si inseriva nella tradizionale concezione del Natale, ma celava ancora un’idea sottesa di ordine coloniale, la sola forse che sopravvisse alla decolonizzazione.
De Tifa parla di Gesù come straniero, accolto da una minoranza,
Questa fu la sua vita: vita di uno straniero, divenuto uno di noi, completamente uomo. Ma sempre straniero. E davvero, Egli è straniero in questo mondo. È venuto dal cielo e deve tornare al cielo. Ma, stimati lettori, qui sta la cosa più bella: ci fu un piccolo gruppo che lo accolse. Maria e Giuseppe, alcuni pastori, tre sapienti. E noi ci sentiamo felici perché possiamo considerarci parte di quel piccolo gruppo. Noi lo accogliamo come uomo e come amico, ma anche come straniero: come l’Uomo venuto dal cielo e che tornerà al cielo, il Figlio di Dio! E a tutti costoro Egli dà il dono di diventare anch’essi figli di Dio!
Pesta Natal… Pesta untuk semua orang’, ‘Festa del Natale… Festa di tutte le persone, Tifa, 23 Dicembre 1962, p. 2.
Il Natale diventa dunque l’occasione per presentare Gesù come leader di una minoranza destinata a rimanere tale; sono lontani i toni trionfalistici della chiesa calvinista, e la strategia cattolica segna la volontà di identificarsi esplicitamente come minoranza (e quindi presenza) anche nel futuro, che appare già determinato. Il colonialismo in declino significa che il cristianesimo deve trovare nuovi modi per inserirsi nella società futura, dominata dall’islam, e il cattolicesimo mostra una straordinaria resilienza, come l’aveva già mostrata nel periodo calvinista.

Il cattolicesimo, e il cristianesimo in generale rimane rilevante ancora oggi, e nonostante la netta condizione di minoranza, specialmente dei cattolici (una minoranza nella minoranza), nessun Presidente indonesiano ha mai posto in dubbio la legittimità o la ‘indonesianità’ del cattolicesimo. Al contrario, molti presidenti, da Soekarno a Prabowo, hanno preso parte alle celebrazioni natalizie con auguri e messaggi di auguri, ma anche con la presenza delle autorità islamiche alla Messa di Natale.

Anche se le tensioni rimangono, e a volte esplodono occasionalmente, esse rimangono l’eccezione che conferma la legittimità di un pluralismo derivante dalla pancasila, che riconosce la piena appartenenza dei cristiani alla vita del Paese.
La minoranza cristiana è talmente resiliente da non poter essere ignorata o derubricata come ‘lascito coloniale‘; al contrario, la presenza cattolica (e anche protestante) è parte integrante dell’idea di Indonesia, anche se alcuni gruppi estremisti o particolarmente conservatori lo vorrebbero negare. Una parte di questa resilienza deriva anche da strategie come quella delineata da Tifa nel dicembre del 1962.
La Reazione Conservatrice
I gesti eloquenti dei presidenti indonesiani rispetto al Natale e alla presenza e legittimità dei cristiani sono a volte oggetto di critica velata da parte di gruppi islamici conservatori, che considerano un errore la presenza di autorità islamiche alle celebrazioni cristiane. Si tratta di una visione trasversale all’islam indonesiano, espressa da gruppi salafiti ma anche da frange di Nadhlatul Ulama, che si spingono a ‘vietare’ gli auguri da parte dei musulmani.
La diversità di opinioni su questo argomento, del resto, conferma la natura polifonica dell’islam indonesiano, che non può essere ridotto ad una corrente di pensiero; i conservatori, invece, si sono sempre dichiarati contrari a qualunque gesto che potesse porre in pericolo la (supposta) purezza dottrinale, come i salafiti, oppure che incrinasse equilibri politici, come NU.
Prendere parte ad una celebrazione natalizia, anche solamente con gli auguri, viene interpretato da molti musulmani come un cedimento ideologico e a volte dottrinale, e, per questa ragione, tali persone si rifiutano di porgere gli auguri. Tuttavia, non viene solitamente posta in dubbio la pancasila, che però viene riletta in maniera conservatrice, nonostante l’esempio costante dei presidenti indonesiani.
Pertanto, la parecipazione di ulema o figure politiche islamiche ad un evento cristiano, come il Natale, assume sempre un peso politico preciso, e non è mai neutrale; in questo modo, si formano due fronti, uno che considera il pluralismo come un concetto statico, e uno che invece lo interpreta in maniera dinamica. Per questa ragione, la stampa locale e i social media sono invasi da messaggi che si riferiscono a questa frattura invisibile ma reale del Paese.
Un esempio recente di tale polemica è rappresentata dalla pianificazione di celebrare il Natale presso il Ministero degli Affari Religiosi per il 2025, un progetto che ha incontrato l’opposizione degli elementi più conservatori.
“Natale insieme non significa che tutte le comunità religiose all’interno del Ministero della Religione si uniscano, solo i cristiani e i cattolici hanno le loro celebrazioni unite in modo che entrambi non abbiano bisogno di celebrare molte volte”, ha detto il Ministro della Religione. Il Ministro della Religione ha chiesto al pubblico di essere saggio nel rispondere alle questioni che circolano affinché non siano facilmente provocate.
È noto che il Natale con il Ministero della Religione sarà proposto con il titolo “Festival dell’Amore indonesiano”. Questa attività è prevista per il 29 dicembre 2025 al Taman Mini Indonesia Indah (TMII) Jakarta con circa 2.000 partecipanti. Oltre a ciò, lunedì 5 gennaio 2026 i cristiani terranno anche un Natale nazionale al Tennis Indoor Senayan, Giakarta, con circa 3.500 partecipanti.
Polemica sui piani di Natale con il Ministero della Religione, questa è la spiegazione del Ministro della Religione, 16 dicembre 2025.
La tendenza, dunque è quella verso una maggiore apertura e convivenza reale, capaci di diminuire le tensioni e restituire al Natale il suo ruolo di pacificatore nazionale, come spesso avviene in una nazione costruita sui paradossi sugli eccessi, ma soprattutto su fragili equilibri.
Letture Consigliate
- Pamungkas, C. (2015). The history of Muslims and Christians in Papua: Tracing cultural and religious heritage. Heritage of Nusantara: International Journal of Religious Literature and Heritage, 3(1), 83–106.
- Zocca, F. (2023). The Evangelization of West New Guinea. Jurnal Perspektif, 4(1), 40-53.
- Manik, B. A., Nugroho, K., & Budi, D. W. (2024). Christian faith and multiculturalism in Indonesia: An effort to develop harmony based on religion. Jurnal Penelitian Pendidikan Indonesia, 348–355.

