Fondato ad Amsterdam nel 1861, il Java Comité fu una delle principali associazioni protestanti impegnate nel coordinamento delle attività missionarie nelle Indie orientali olandesi. Pur formalmente distinto dall’apparato coloniale, il Comité contribuì alla strutturazione di una presenza evangelizzatrice stabile nell’arcipelago, in particolare a Giava, attraverso la mobilitazione di risorse private e la pubblicazione dei Mededeelingen van het Java-Comité.
Founded in Amsterdam in 1861, the Java Comité became a key Protestant voluntary association coordinating missionary activities across the Dutch East Indies. While formally independent from the colonial administration, it helped establish a stable missionary presence throughout the archipelago, particularly in Java, through private funding and the publication of the Mededeelingen van het Java-Comité.
Het Java Comité, opgericht in Amsterdam in 1861, was een belangrijke protestantse organisatie voor de coördinatie van missionaire activiteiten in Nederlands-Indië. Hoewel formeel onafhankelijk van het koloniale bestuur, droeg het bij aan een duurzame missionaire aanwezigheid in de archipel, met name op Java, via particuliere financiering en de publicatie van de Mededeelingen van het Java-Comité.
Java Comité – Un’Associazione Missionaria Privata
Il Java Comité (o Comitté secondo alcune varianti) nasce nel 1861, come organo di sostegno degli sforzi missionari nelle Indie Orientali Olandesi; la sua sede era ad Amsterdam, ma le sue operazioni, come suggerisce il nome, erano principalmente nell’area di Giava, ma non solo. La scelta di un nome francese (Comité), al posto dell’olandese Comiteit, suggerisce che si trattava di un’organizzazione rilevante (di fatto) per il governo degli affari coloniali.
Anche se il Java Comité non era propriamente un’istituzione coloniale in senso proprio, essa operava come una vera e propria istituzione parallela; il suo statuto e le sue comunicazioni sono riportate da diversi organi di stampa coevi. Tra questi, emerge il Mededeelingen van het Java-Comité (Comunicazione del Java Comité), dell’organizzazione missionaria di Batavia; il primo numero di questa pubblicazione periodica mensile (dal 1861 al 1868), riporta lo statuto del Java Comité.

Il nome ‘Java’, poi, non era un’errore, ma una scelta deliberata, in quanto nella cultura amministrativa olandese, esso indicava l’intero arcipelago e non solamente l’isola di Giava; anche se quest’ultima rimaneva il centro più rilevante, le attività missionarie non si esarivano certamente in questa regione, come testimonia lo stesso documento coevo.
L’aggettivo ‘Comité’, indicava, inoltre, un impegno istituzionale, professionale diremmo oggi, e voleva trasmettere l’idea che le missioni olandesi nella colonia non erano qualcosa di improvvisato, ma di strutturale e deliberato. Di fatto, questo organo coordinava gli sforzi missionari nelle Indie Orientali Olandesi, e, di conseguenza, deve essere considerato un’istituzione di fatto; il Java Comité, dunque, esprime e traduce l’aspirazione di un’associazione missionaria privata di rappresentare e coordinare gli sforzi evangelizzatori a Giava e nella altre isole dell’arcipelago.
Origini e Funzioni del Java Comité
Il Mededeelingen fornisce informazioni precise rispetto alle origini e funzioni del Java Comité, che sono esplicitate nel primo numero, del 1861;
Het Java-Comitté, gevestigd te Amsterdam, acht zich gelukkig, na de uitgave van deszelfs Roepstem aan de Christenen in Nederland ter verkondiging van het Evangelie op Java *), te kunnen mededeelen, dat op den grondslag der daarin vervatte Bepalingen, eene Nederlandsche Afdeeling van het genootschap van In- en Uitwendige zending te Batavia onder den zegen des Heeren is tot stand gekomen.
Il Comitato (di) Java, con sede ad Amsterdam, si ritiene fortunato, dopo la pubblicazione del suo Roepstem (appello, ndr) ai Cristiani nei Paesi Bassi per la proclamazione del Vangelo a Java *), di poter comunicare che, sulla base delle disposizioni in esso contenute, è stata costituita una Sezione Olandese della Società di Missione Interna ed Esterna a Batavia sotto la benedizione del Signore.
Mededeelingen van het Java-Comitté, deel 1, n 1, 1861, p. 1.
Questo passaggio conferma la data di fondazione e la localizzazione della società missionaria, oltre alla sua funzione principale, quella di coordinare gli sforzi missionari nella colonia tropicale; prima di analizzare alcune disposizioni, mi sembra interessante soffermarmi sulla grafia di ‘Comité’ e ‘Comitté’; nel 1861 sembra prevalere la seconda, mentre dall’anno successivo si afferma la prima (e più nota) versione, come si evince dal confronto grafico proposto.


Anche la grafia avrebbe dunque subito una rapida evoluzione, per attestarsi sulla versione più nota, con una sola ‘t’, ‘Comité’; evidentemente, anche l’organizzazione ha subito un’evoluzione nel corso del tempo.
Finanziamento del Java Comité
Il Java Comité non riceveva, solitamente, finanziamenti da parte del governo olandese o da quello coloniale; pertanto, esso doveva fare affidamento quasi esclusivamente su donazioni da parte dei privati, come testimoniano diversi articoli dello statuto.
Il primo e il secondo, in particolare, contengono un invito ai ‘cristiani dei Paesi Bassi’, di dare un contributo volontario annuale, anche se la formulazione potrebbe indurre a pensare che si trattasse di una sorta di tassa. Tuttavia, il carattere privato dell’associazione non consente di avvalorare questa interpretazione; pertanto, l’appello lanciato è sicuramente volontario, e ha lo scopo di assicurare al Java Comité i mezzi per operare nelle Indie Orientali Olandesi.
Art. 1.
Alle Christenen in Nederland worden uitgenoodigd Java steeds in hunne openbare en bijzondere gebeden te gedenken;Art. 2.
zich lot eene jaarlijksche contributie, tot wederopzeggens toe te verbinden, van ten minste één gulden, ten einde alzoo eene vaste ondersteuning aan bovengenoemd Genootschap te kunnen verzekeren, (terwijl iedere gift, hoe klein ook, in dank zal worden aangenomen).
Art. 1.
Tutti i Cristiani nei Paesi Bassi sono invitati a ricordare Java nelle loro preghiere pubbliche e private;Art. 2.
si impegnano (i cristiani dei Paesi Bassi, ndr) a versare un contributo annuale, fino a revoca, di almeno un fiorino, al fine di garantire un sostegno stabile alla suddetta Società, (mentre ogni donazione, per quanto piccola, sarà accettata con gratitudine).
Mededeelingen van het Java-Comitté, deel 1, n 1, 1861, p. 2.
Risulta evidente, dunque, che la sopravvivenza della sezione coloniale missionaria, il Java Comité, dipendeva dai fondi che potevano essere raccolti tra la popolazione cristiana, tra coloro che potevano sentire l’appello lanciato come un obbligo morale. Del resto, un fiorino (gulden) del 1861 era pari a circa 10-15 Euro attuali, e costituiva un impegno annuale decisamente fattibile; la rete sociale a cui si riferiva questo appello, poi, assicurava una risposta generosa dei fedeli.

Questi ultimi, sebbene fisicamente distanti dalla colonia, potevano dare un contributo concreto all’evangelizzazione, un’opera considerata meritoria e fonte di prestigio e onore all’interno della comunità.
Ovviamente, erano ben accette altre donazioni e offerte di sostegno alle missioni, di cui il Java Comité diventa l’interfaccia ufficiale; gli stessi Mededeelingen pubblicano sistematicamente informazioni sulla propria posizione finanziaria.

Mededeelingen van het Java-Comitté, deel 1, n 1, 1861, p. 11.
L’immagine riportata dalla prima edizione delle ‘Comunicazioni del Java Comité’ riporta le donazioni ricevute, probabilmente nell’anno precedente, da marzo a dicembre; in questo periodo sarebbero stati raccolti 6.600 fiorini, una cifra che, aggiustata per il potere di acquisto attuale corrisponderebbe a circa 70-90 mila Euro.
Si tratta di una somma di denaro notevole per un’organizzazione nata da meno di dieci anni, che poteva fare affidamento solamente su donazioni private, e conferma la sua capacità di mobilitare le coscienze e raccogliere fondi finanziari.
Da notare che la voce principale si riferisce alla ‘Loterij van dames handwerken‘: era una lotteria benefica organizzata da associazioni femminili protestanti‘; si tratta di una sorta di lotteria benefica organizzata da associazioni femminili protestanti. Le donne cristiane producevano diversi manufatti, come ricami e oggetti per decorare la casa, che poi venivano acquistati o messi come premio per una lotteria di beneficienza.
Invece, la ‘Kinder-(en) Jongel. Genootschap te Amsterdam‘, era una organizzazione giovanile e dell’infanzia che raccoglieva denaro da inviare alle missioni estere, come quella nelle Indie Orientali Olandesi.
Il Signor Looman, infine, era una delle figure centrali del Java Comité (era il tesoriere o segretario dell’associazione) negli anni Sessanta del XIX secolo, e gestiva i fondi raccolti mediante le diverse iniziative benefiche, come quelle menzionate in precedenza.
Un’immagine che permette di ricostruire senza fatica la complessa rete sociale che sosteneva i missionari olandesi, e che dimostra l’abilità del Java Comité di funzionare in assenza di contributi statali, che potevano essere erogati solamente per progetti specifici (scuole, ecc) ma non per l’ordinaria attività missionaria e di evangelizzazione.
Letture Consigliate
- Houben, V. J. H. (1998). Van Kolonie tot Eenheidsstaat: Indonesië in de 19e en 20e Eeuw. Bijdragen en mededelingen betreffende de geschiedenis der Nederlanden 113(3): 413-415.
- Van Niel, R. (2012). Java’s Northeast Coast 1740–1840: A Study in Colonial Encroachment and Dominance. Amsterdam University Press.
- Neill, S. (1986). A History of Christian Missions. London: Penguin.

