Soekarno Ganefo
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Il GANEFO, svoltosi a Jakarta nel 1963, non fu soltanto un evento sportivo, ma soprattutto un esperimento di diplomazia e lotta ideologica; attraverso la partecipazione di circa cinquanta nazioni, tra cui anche una delegazione olandese non ufficiale, Soekarno tentò di legittimare l’Indonesia come guida morale delle nazioni emergenti, in opposizione all’egemonia occidentale.

The GANEFO, held in Jakarta in 1963, was not just a sporting event, but above all an experiment in diplomacy and ideological struggle; Through the participation of approximately fifty nations, including an unofficial Dutch delegation, Sukarno attempted to legitimise Indonesia as the moral leader of emerging nations, in opposition to Western hegemony.

Het GANEFO, dat in 1963 in Jakarta plaatsvond, was niet alleen een sportevenement, maar vooral een experiment in diplomatie en ideologische strijd; Door de deelname van ongeveer vijftig landen, waaronder een niet-officiële Nederlandse delegatie, probeerde Soekarno Indonesië te legitimeren als morele leider van de opkomende naties, in tegenstelling tot de westerse hegemonie.


Origine del GANEFO

Nel 1962, Soekarno, Presidente del Paese ospitante gli Asian Games, rifiuta la partecipazione di Israele e Taiwan per ragioni politiche; il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) sospende l’Indonesia dai giochi a tempo indeterminato, e Soekarno decide di creare un proprio evento. Si tratta del GANEFO, i Games of the Emerging Forces, a cui, nel 1963, prendono parte oltre 50 nazioni, tra cui la Cina, la Corea del Nord e Cuba; invece, le ex-potenze coloniali, come il Regno Unito e la Francia, vengono escluse dagli organizzatori.

Il Ganefo del 1963 a Jakarta (Vrij Nederland, 30 novembre 1963)

L’idea è dunque quella di organizzare dei giochi olimpici ma per le nazioni emergenti e/o che si erano o si stavano affrancando dai regimi coloniali; Soekarno non cerca di rientrare nel ‘circuito tradizionale’, ma ne crea uno proprio, alternativo. I Paesi Bassi, pur essendo una potenza coloniale (il caso di West Irian è ancora aperto) prende parte ai giochi di Giacarta con una propria delegazione, ma non in modo ufficiale. Sono diverse le testate olandesi, come Vrij Nederland, ad osservare che non si tratta solamente di sport, ma anche, e soprattutto, di politica.

Questo progetto, che originariamente avrebbe dovuto avere una cadenza quadriennale, si concluse con la seconda edizione del 1966, che si svolse in Cambogia; anche se il GANEFO non ha avuto successo, ha comunque dimostrato la capacità organizzativa dei ‘Paesi emergenti’, e soprattutto il modello di leadership di Soekarno.


Il GANEFO del 1963 a Jakarta

La prima edizione del GANEFO si svolse a Jakarta, dal 10 al 22 novembre del 1963, e vide la partecipazione di oltre 50 nazioni che rappresentavano un’alternativa politica rispetto alle classiche potenze occidentali. I Paesi Bassi, tuttavia, presero parte a questo evento, anche se non in maniera ufficiale, mediante una delegazione di atleti olandesi, come riportato da testate quale il menzionato Vrij Nederland, che, nell’edizione del 30 Novembre 1963 ne riconosce la natura esplicitamente politica.

Il Vrij Nederland osserva, che, nonostante la ‘strana impressione’ che questi giochi potrebbero suscitare in Occidente, (enfasi mia),

Toch zijn deze
spelen belangrijk, niet zozeer als
sportief evenement (op de prestaties
van de Chinezen en Noordkoreanen
na, die hier laten zien wat ze
volgend jaar in Tokio zouden kun
nen laten zien), maar de Ganefo is
interessant om een aantal buiten-
sportieve redenen. Aan de hand van
Ganefo kan men bij voorbeeld de
werking van Soekamo’s brein, en van
het nationalistisch sentiment in het
algemeen demonstreren. Deze spelen
zijn verder belangrijk voor Indonesië
zelf: ze reduceren het minderwaar
digheidsgevoel waarmee alle jonge
landen te kampen hebben, terwijl men
ze ook heel praktisch kan beschouwen
als een (geslaagde) oefening in het
snel organiseren van een grootscheep
se onderneming. Voor de meeste
deelnemers en een groot deel van de
Djakartaanse bevolking is de Ganefo
dan óók nog een spectaculair feest.
En wat ons land betreft, is de komst
van de Nederlandse delegatie, hoe
klein ook, van groot belang voor de
betrekkingen tussen Indonesië en Nederland.

Tuttavia, questi giochi sono importanti, non tanto come evento sportivo (a parte le prestazioni dei cinesi e dei nordcoreani, che qui mostrano cosa potrebbero fare l’anno prossimo a Tokyo), ma la Ganefo è interessante per una serie di motivi extra-sportivi. Attraverso il Ganefo, ad esempio, si può dimostrare il funzionamento del cervello di Soekarno e del sentimento nazionalista in generale. Questi giochi sono inoltre importanti per l’Indonesia stessa: riducono il senso di inferiorità con cui tutti i giovani paesi lottano, mentre possono anche essere considerati in modo molto pratico come un (riuscito) esercizio nell’organizzazione rapida di un’impresa su larga scala. Per la maggior parte dei partecipanti e per una gran parte della popolazione di Giacarta, la Ganefo è anche una festa spettacolare. E per quanto riguarda il nostro paese, l’arrivo della delegazione olandese, per quanto piccola, è di grande importanza per le relazioni tra Indonesia e Paesi Bassi.

Vrij Nederland, Soekarno: Sport Heeft iets met Politiek Te Maken, 30 Dicembre 1963, p. 3.

Il GANEFO, dunque, viene immediatamente riconosciuto come un evento epocale, non (tanto) per il significato sportivo, quanto piuttosto per le ripercussioni politiche per l’Indonesia e le altre nazioni che si trovavano in una situazione simile. La capacità di organizzare un evento simile, in effetti, denotava una certa maturità, specialmente in termini di sovranità e costruzione statuale, della giovane nazione asiatica, cresciuta e consolidatasi dopo l’incerto periodo compreso tra il 1945 e il 1950.


La Diplomazia Personale di Soekarno

Il Ganefo non fu un evento isolato, ma parte integrante di una strategia più ampia di Soekarno e della dirigenza indonesiana, che ambiva ad essere riconosciuta e legittimato come rappresentante autorevole di un mondo che stava nascendo sulle rovine dell’ordine coloniale ormai dissolto o in fase di dissoluzione.

L’eredità della Conferenza di Bandung del 1955 viene dunque rafforzata, in senso ideologico, da eventi come il Ganefo, che testimoniano la presenza e la vitalità dei Paesi ‘emergenti’;

DE Ganefo nog iets meer
dan de zoveelste prestige-show van de
geniale receptionist Bung Kamo. In bij
gaand kader leest men iets over de voor
geschiedenis en de motivering. Toen In
donesië door het dagelijks bestuur van
het Internationaal Olympisch Comité voor
onbepaalde tijd werd uitgesloten van deel
neming aan Olympische evenmenten,
gaf president Soekarno een week later,
op 14 februari van dit jaar, aan het In
donesisch Olympisch Comité bevel, zich
terug te trekken uit het IOC (nu het IOC
besloten heeft de schorsing in te trekken
en Indonesië uit te nodigen voor deelne
ming aan de spelen in Tokio, moet de volgende stap dus worden gedaan door
het Indonesische comité).
Ik sprak iemand die een overtuigd poli
tiek tegenstander is van de President,
maar die zei dat hij zich de felle reactie
van Soekarno op de beslissing van het
IOC wel kon indenken. Volgens deze zegs
man had Soekarno zich verleden jaar
bovenmenselijk ingespannen om van de
Aziatische Spelen een succes te maken.
Het besluit van Brundage en Sondhi, zo
als het hier wordt genoemd, en de wei
nig elegante manier waarop Indonesië
van dit besluit op de hoogte werd ge
bracht, voelde Soekarno dan ook als een
zware persoonlijke belediging, zoals hij ook de manier waarop de federatie Ma
leisië tot stand kwam als een persoonlijk
affront beschouwt (óók niet helemaal ten
onrecte, zoals Ekker in VN van 19 okt.
heeft aangetoond). Helemaal een per
soonlijke belediging kan men de beide
zaken ook weer niet noemen: de Presi
dent voelt zich ongetwijfeld beledigd na
mens het Indonesische volk. Ih hoeverre
dat juist is, valt niet meer na te gaan,
want via zijn bekwame minister van
Voorlichting, Roeslan Abdoelgani, zorgt
Soekarno er wel voor dat zijn sentimenten
duizendvoudig weerkaatst worden door de
massa.

Il Ganefo è qualcosa di più dell’ennesimo spettacolo di prestigio del geniale intrattenitore Bung Kamo. Nel riquadro allegato si legge qualcosa sulla storia e sulla motivazione. Quando l’Indonesia fu esclusa a tempo indeterminato dalla partecipazione agli eventi olimpici dal comitato esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale, il presidente Soekarno ordinò al Comitato Olimpico Indonesiano, una settimana dopo, il 14 febbraio di quest’anno, di ritirarsi dal CIO (ora che il CIO ha deciso di revocare la sospensione e invitare l’Indonesia a partecipare ai giochi di Tokyo, il passo successivo deve quindi essere compiuto dal comitato indonesiano).
Ho parlato con qualcuno che è un convinto oppositore politico del Presidente, ma che ha detto di riuscire a immaginare la feroce reazione di Sukarno alla decisione del CIO. Secondo questo portavoce, Soekarno si era impegnato sovrumanamente l’anno scorso per rendere i Giochi Asiatici un successo.
La decisione di Brundage e Sondhi, come viene definita qui, e il modo poco elegante in cui l’Indonesia è stata informata di questa decisione, sono stati quindi percepiti da Soekarno come un grave insulto personale, così come considera un affronto personale il modo in cui è stata costituita la federazione della Malesia (anche non del tutto a torto, come Ekker ha dimostrato in VN del 19 ottobre). Non si possono nemmeno definire un’offesa personale le due questioni: il Presidente si sente senza dubbio offeso a nome del popolo indonesiano. In che misura ciò sia vero non è più possibile verificarlo, perché tramite il suo abile ministro dell’Informazione, Roeslan Abdoelgani, Soekarno fa in modo che i suoi sentimenti vengano mille volte riflessi dalla massa.

Vrij Nederland, Soekarno: Sport Heeft iets met Politiek Te Maken, 30 Dicembre 1963, p. 3.

Nuovamente, la personalità eclettica di Soekarno emerge dalle fonti olandesi, che in questo caso catturano il significato di un evento di cui si è (forse) persa la memoria; il primo Presidente, ancora una volta, riesce a trasformare un evento avverso (l’esclusione dal CIO nel 1962) in un’occasione per riaffermare la sua visione politica e ideologica. La sua lotta contro il colonialismo, dunque, si incarna in un evento, sportivo e politico allo stesso tempo, che mostra la nascita di un mondo differente da quello ereditato dal colonialismo e da due guerre mondiali.

In questo senso, l’eredità del Ganefo è ancora viva e rilevante, e mostra la possibilità di modificare gli equilibri esistenti senza ricorrere ad un conflitto armato; si tratta di un esempio di quello che oggi chiameremmo ‘soft power’, di cui Soekarno aveva già intuito le potenzialità. Soekarno si presenta come leader maturo e fondatore di un modello che potrebbe essere replicato, sebbene adattato a differenti contesti, quale parte integrante della risoluzione di conflitti di lunga durata.


Letture Consigliate

  • Webster, D. (2016). Sports as Third World nationalism: The Games of the New Emerging Forces and Indonesia’s systemic challenge under Sukarno. Journal of American–East Asian Relations, 23(4), 395-414.
  • Lutan, R., & Hong, F. (2005). The politicization of sport: GANEFO – A case study. Sport in Society, 8(3), 425-439.
  • Saputro, I. N., Rahayu, T., Soedjatmiko, & Sulaiman. (2025). Sport as a tool for building political alliances: The Olympics of emerging powers (GANEFO). Journal of Physical Education and Sports, 14(2).

Di Salvatore Puleio

Salvatore Puleio è analista e ricercatore nell'area 'Terrorismo Nazionale e Internazionale' presso il Centro Studi Criminalità e Giustizia ETS di Padova, un think tank italiano dedicato agli studi sulla criminalità, la sicurezza e la ricerca storica. Per la rubrica Mosaico Internazionale, nel Giornale dell’Umbria (giornale regionale online) e Porta Portese (giornale regionale online) ha scritto 'Modernità ed Islam in Indonesia – Un rapporto Conflittuale' e 'Il Salafismo e la ricerca della ‘Purezza’ – Un Separatismo Latente'. Collabora anche con ‘Fatti per la Storia’, una rivista storica online; tra le pubblicazioni, 'La sacra Rota Romana, il tribunale più celebre della storia' e 'Bernardo da Chiaravalle: monaco, maestro e costruttore di civiltà'. Nel 2024 ha creato e gestisce la rivista storica informale online, ‘Islam e Dintorni’, dedicata alla storia dell'Islam e ai temi correlati. (i.e. storia dell'Indonesia, terrorismo, ecc.). Nel 2025 ha iniziato a colloborare con la testata online 'Rights Reporter', per la quale scrive articoli e analisi sull'Islam, la shariah e i diritti umani.

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