Pieter Gerardus van Overstraten (1755-1801) è una figura di transizione emblematica nella storia coloniale olandese; nato il 19 febbraio 1755 a Bergen op Zoom e battezzato nella Nederlandse Hervormde Kerk, incarnava perfettamente i valori del protestantesimo riformato che avevano accompagnato l’espansione della Repubblica delle Sette Province.
Laureato in diritto a Leida nel 1776, entrò al servizio della VOC nel 1780 e, in soli sedici anni, percorse una rapida carriera; egli fu membro del Raad van Justitie, avvocato-fiscale, segretario della Hoge Regering e, dal 1791, governatore della costa nord-orientale di Giava. Nel 1796 fu nominato Governatore Generale, l’ultimo designato dalla Compagnia prima del suo scioglimento formale nel 1799, e il primo sotto la nuova Repubblica Batava.
Il suo mandato (1796-1801) fu segnato da una rara combinazione di eventi significativi, come la dissoluzione della VOC, l’influenza francese sulla Repubblica Batava, la guerra con l’Inghilterra e le prime avvisaglie di un colonialismo di Stato. Van Overstraten gestì la transizione con pragmatismo e fermezza, mediante la promozione di riforme amministrative con cui cercò di stabilizzare le precarie finanze della colonia tropicale.

Egli, inoltre, riuscì a mantenere un equilibrio delicato con i principati giavanesi (la sua memoria sul governo della costa nord-orientale resta un documento fondamentale); morì a Batavia il 22 agosto 1801, a soli 46 anni, mentre la rada era bloccata dagli inglesi e l’isola di Onrust veniva distrutta.
Una testimonianza coeva ricorda il governatore generale in questi termini;
Veertig jaren zullen weldra verloopen zijn, sedert het der wijze Voorzienigheid behaagde, den man, wiens naam en waardigheid wij aan het hoofd dezer regelen plaatsten, in de volle kracht zijns levens, van zijne gewigtige aardsche betrekkingen naar hooger en beter werkkring opteroepen. Veel, zeer veel is er in al dien tijd geschreven en in druk uitgegeven, over de aangelegenheden van deze schoone Indische Bezittingen en over de verdiensten en deugden van hen, die gedurende dat veertigjarig tijdvak het bewind over deze gewesten hebben gevoerd; doch in een van die gedrukte geschriften zal men eene bladzijde toegewijd vinden aan de beschrijving van de schitterende loopbaan, het werkzaam en voor Nederlandsch Indic zoo nuttig leven, de uitstekende verdiensten en de voortreffelijke hoedanigheden van den Kommissaris- en Gouverneur Generaal Mr. PIETER GERARDUS VAN OVERSTRATEN. En toch heeft hij een gelijk regt op de dankbare hulde zijner nakomelingschap en eene eervolle vermelding in de geschiedrollen van Nederlandsch Indië , als de kundigste en braafste onder zijne voorgangers.
Quaranta anni saranno presto trascorsi, da quando la Provvidenza divina ha ritenuto opportuno chiamare l’uomo, il cui nome e dignità abbiamo posto all’inizio di queste righe, dalla piena forza della sua vita, dai suoi importanti legami terreni a un lavoro più alto e migliore. Molto, moltissimo è stato scritto e pubblicato in tutto questo tempo sulle questioni di queste belle possessioni indiane e sui meriti e le virtù di coloro che, durante quel periodo di quarant’anni, hanno governato queste regioni; ma in nessuno di quegli scritti stampati si troverà una pagina dedicata alla descrizione della brillante carriera, della vita attiva e così utile per l’Indie Olandesi, dei meriti eccezionali e delle eccellenti qualità del Commissario e Governatore Generale Mr. PIETER GERARDUS VAN OVERSTRATEN. Eppure ha lo stesso diritto alla gratitudine dei suoi discendenti e a una menzione onorevole nei registri storici delle Indie Orientali Olandesi, come il più esperto e il più onesto tra i suoi predecessori.
Biographie. Mr. PIETER GERARDUS VAN OVERSTRATEN, Kommissaris- en Gouverneur Generaal van
Nederlandsch Indië; Biografia. (Del) Sig. Pieter Gerardus Van Overstraten. Commissario e Governatore Generale delle Indie Olandesi, Tijdschrift voor Neerland’s Indië, Rivista delle Indie Olandesi Orientali, jrg 3, 1840 (1e deel), no 4, p. 205.
Un ricordo istituzionale significativo, dunque, che permette ad Overstraten di emergere nella storia delle Indie Olandesi Orientali; quello, poi, che rende van Overstraten particolarmente interessante per lo studio delle missioni protestanti è il suo radicamento profondo nella tradizione riformata olandese.
Egli non fu un missionario e nemmeno un promotore esplicito di evangelizzazione, in quanto il suo ruolo era prima di tutto politico-amministrativo, ma rappresentò quel tipo di funzionario calvinista che considerava la fede riformata non solo una questione privata, ma un elemento strutturale dell’identità coloniale olandese.
Fu durante il suo mandato, nel 1797, che nacque a Rotterdam la Nederlandsche Zendelinggenootschap (NZG), la prima grande società missionaria protestante olandese; le prime spedizioni missionarie vere e proprie giunsero nelle Indie Olandesi solo dopo la sua morte. Tuttavia, il contesto istituzionale che egli contribuì a creare (la dichiarazione di libertà religiosa della Repubblica Batava e la progressiva separazione tra Compagnia e Stato), aprì spazi inediti per l’attività evangelica. Le comunità riformate nelle Indie, sotto la supervisione del governatore, costituivano già una rete di chiese, scuole e concistori che i missionari del XIX secolo avrebbero ereditato e ampliato.
La prova più eloquente del suo legame simbolico con il mondo missionario è il modo in cui fu ricordato; nel 1840, quasi quarant’anni dopo la morte, il pastore e storico Pieter Mijer pubblicò un lungo elogio postumo (Pieter Gerardus van Overstraten, beschouwd als Kommissaris- en Gouverneur Generaal van Nederlandsch Indië), di cui ho riportato l’inizio. Il testo, che circolò ampiamente negli ambienti della NZG e nelle riviste missionarie, lo ritrae come un modello di virtù cristiana, integerrimo, laborioso, dedito al bene pubblico, degno di ‘riconoscente venerazione dei posteri’.
Si tratta di un ritratto che combina l’ammirazione politica a quella morale, e che , al netto del topos letterario, segnala la presenza viva di una cultura protestante che vedeva nell’amministratore onesto un servo di Dio, al pari del predikant, del predicatore.
Van Overstraten non fondò missioni, ma incarnò una sorta di ‘protestantesimo di Stato’ che rese possibile il grande slancio riformato olandese nei decenni successivi; la sua figura, spesso trascurata tra i grandi governatori generali, merita di essere riletta come anello di congiunzione tra l’era della Compagnia (VOC) e quella delle società missionarie. In un’epoca di passaggio, Overstraten seppe mantenere viva quella combinazione tipicamente olandese di pragmatismo commerciale, rigore calvinista e senso del dovere che avrebbe segnato il colonialismo protestante del secolo successivo.

