congressi missionari asia
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Tra eredità coloniali e nuove forme di minoranza religiosa, le conferenze missionarie cristiane in Asia rivelano una continuità meno evidente ma decisiva nel modo in cui il protestantesimo riformato ripensa la propria presenza nel mondo contemporaneo.

Between colonial legacies and new conditions of religious minority, Christian missionary conferences in Asia reveal a less visible yet decisive continuity in how Reformed Protestantism rethinks its presence in the contemporary world.

Tussen koloniale erfenissen en nieuwe vormen van religieuze minderheid tonen christelijke zendingsconferenties in Azië een minder zichtbare maar beslissende continuïteit in de manier waarop het gereformeerde protestantisme zijn plaats in de hedendaagse wereld herdenkt.


L’Organizzazione Missionaria in Indonesia

L’Indonesia è un crocevia di storie religiose complesse, e, mentre la sua identità è spesso rappresentata attraverso la lente della maggioranza islamica, esiste una trama cristiana che attraversa epoche e luoghi con una presenza viva e stratificata. In tale contesto, occupano una spazio importante le conferenze missionarie e i forum ecumenici cristiani, che in Asia non sono semplici riunioni organizzative, ma elementi di una narrazione più ampia, in cui la fede si intreccia con formazione, testimonianza e responsabilità sociale.

Tra queste, la Christian Conference of Asia (CCA) occupa un posto centrale, e, dopo essersi costituita in origine come East Asia Christian Conference nel 1957 a Prapat, Indonesia, e inaugurata formalmente a Kuala Lumpur nel 1959, la CCA è il più antico organismo ecumenico regionale al mondo. Questa organizzazione è nata come spazio di cooperazione tra chiese e consigli nazionali cristiani per rispondere alle sfide della missione in un continente vasto e culturalmente eterogeneo.

La sua creazione segnò un momento di svolta, in quanto, per la prima volta, chiese di diverse nazioni, come la Corea, il Pakistan, l’India e l’Indonesia si incontrarono con l’intento di percorrere un itinerario comune. L’obiettivo era e rimane quello di fornire una testimonianza condivisa e un’azione missionaria che trascendesse i confini nazionali e delle diverse congregazioni e denominazioni protestanti.

Da un punto di vista sociale, un modello di cooperazione ecumenica di questo tipo consente alle chiese cristiane di consolidare la loro capacità di rappresentanza e di articolare in modo coordinato le proprie istanze, specialmente in contesti in cui il cristianesimo è minoritario, come in Indonesia e Malesia.

Attraverso reti regionali come la Christian Conference of Asia, le comunità cristiane possono rafforzare la formazione dei leader, promuovere il dialogo interreligioso e costruire relazioni strategiche con le istituzioni, aumentando la loro influenza nei contesti locali.


Dal Periodo Coloniale al Mondo Post Coloniale

I modelli di conferenza (congresso) missionaria del XIX e XX secolo, specialmente nel protestantesimo calvinista, si fondavano su un’idea di incontro selettivo; si trattava di riunioni a cui partecipavano leader, teologi e missionari esperti, allo scopo di discutere strategie, manuali, formazione e lavoro pratico. Questo genere di incontri rivestiva un significato più simbolico che operativo, e elementi come la preghiera, il dialogo dottrinale e lo scambio culturale erano fattori costitutivi che univano partecipanti geograficamente distanti.

Tra queste conferenze si può menzionare quella tenutasi a Lunteren, nei Paesi Bassi, nel settembre del 1911; in tale occasione, la copertura mediatica dell’evento fu scarsa, e affidata principalmente a organi di stampa calvinisti, come il Nederlandsch Zendingsjaarboekje, il Bollettino Missionario Olandese Annuale.

L’edizione del 1912 riporta la notizia estesa di questo evento, di cui si riporta uno stralcio a titolo esemplificativo,

De maand September zag in Nederland twee Inter nationale Samenkomsten: de Conferentie voor Zendings studie te Lunteren, en het Anti-Alcohol Congres te den Haag. Van laatstgenoemde heeft men in alle kranten dagelij ksch uitgebreide verslagen kunnen lezen; — van de eerste heeft misschien deze of gene belangstellende lezer hier en daar een enkel berichtje kunnen vinden. — Deze werd bezocht door bijkans 2000 personen, de andere door nauwelijks 60 personen.

Il mese di settembre ha visto nei Paesi Bassi due raduni internazionali: la Conferenza per lo Studio delle Missioni a Lunteren e il Congresso Anti-Alcol a L’Aia. Del secondo si sono potuti leggere quotidianamente ampi resoconti su tutti i giornali; della prima, invece, qualche lettore interessato ha forse trovato qui e là qualche notizia isolata. La conferenza missionaria è stata frequentata da quasi 2.000 persone, mentre l’altra ha visto la partecipazione di appena 60 persone.

De Eerste Internationale Conferentie voor Zendingsstudie, La Prima Conferenza Internazionale per lo Studio delle Missioni, in Nederlandsch Zendingsjaarboekje, 1912, p. 54.

Nel periodo coloniale, questo modello servì anche come strumento per formare una rete internazionale sotto l’egida europea; lo sviluppo di strumenti didattici e metodologie di formazione, al pari dell’attenzione alla diffusione del messaggio evangelico in forma educativa, lasciarono un’eredità duratura, anche in seguito al processo di decolonizzazione.

L’indipendenza dei paesi asiatici determinò un mutamento nel modo di pensare e concepire la missione, che divenne indigena in maniera crescente, e non più diretta da missionari stranieri; leader indigeni, teologi nati nel contesto culturale asiatico e operatori formati localmente acquistarono un peso crescente. La missione cristiana, attualmente, non è più ristretta all’evangelizzazione, ma è anche interessata alla riflessione sociale, al dialogo interreligioso e alla costruzione di relazioni tra comunità e fedi differenti.


La CCA come Spazio Formativo

La CCA non si limita a un ruolo simbolico, ma è attivamente coinvolta in programmi che riflettono la concezione della missione cristiana nel mondo contemporaneo; attualmente, l’organizzazione riunisce oltre 95 chiese e 17 consigli nazionali di chiese, rappresentando più di 50 milioni di cristiani in tutta l’Asia, dal Medio Oriente al Pacifico meridionale. La sua missione si articola in programmi che spaziano dalla formazione della leadership ecumenica alla teologia contestuale, dalla giustizia di genere al servizio sociale e sviluppo comunitario.

Pertanto, i forum della CCA non possono essere considerati dei semplici incontri, ma momenti di riflessione teologica, formazione e costruzione di una rete di solidarietà nazionale e transnazionale; programmi come Faith, Mission and Unity, Ecumenical Formation, Gender Justice and Youth Empowerment mostrano una missione che si interroga costantemente sulle sfide del mondo contemporaneo.

Incontro CCA (Foto CCA)

Recentemente, la CCA ha consolidato anche la sua presenza come piattaforma di dialogo più ampio, affrontando temi come la libertà religiosa, i diritti delle minoranze e le relazioni inter-religiose; una conferenza interreligiosa sulla libertà di religione e sui diritti delle minoranze, tenutasi a Jakarta nel 2025, ha riunito leader cristiani, musulmani e provenienti da altre tradizioni religiose per discutere sfide comuni e condividere visioni di convivenza pacifica.

With its theme rooted in the urgency of countering intolerance, politicization of religion, and systemic marginalization, the conference combined solemn reflection with resolute calls to action. Keynote interventions, theological insights, and interfaith testimonies highlighted both the risks and the opportunities before Asia’s plural societies.

Radicata nell’urgenza di contrastare l’intolleranza, la politicizzazione della religione e le forme sistemiche di marginalizzazione, la conferenza ha saputo coniugare momenti di riflessione solenne con decisi appelli all’azione. Interventi di apertura, approfondimenti teologici e testimonianze interreligiose hanno messo in luce tanto i rischi quanto le opportunità che si presentano oggi alle società pluralistiche dell’Asia.

Alfian Rico Komimbin, Christian Conference of Asia – Inter-Religious Conference on Freedom of Religion and the Rights of Religious Minorities in Asia, PGI, 19 September 2025.

In queste sedi, la missione diventa anche risposta alle tensioni sociali e culturali, e coinvolge tematiche come la dignità umana, la convivenza e la costruzione di società pluralistiche dove le differenze non sono motivo di conflitto ma reale occasione di arricchimento reciproco.


Formazione di Nuove Generazioni e Evoluzione del Pensiero Teologico Calvinista

La CCA non è solamente una piattaforma di confronto ecumenico tra le chiese protestanti, ma anche un ambiente di formazione per le nuove generazioni di leader cristiani; mediante programmi come l’Asian Ecumenical Institute e summit di teologia, giovani studiosi e operatori si immergono in discipline che intrecciano fede, contesto sociale e impegno civile.

Si nota, a tale proposito, che eventi come il 10th Asian Theologians’ Summit mostrano che il pensiero cristiano asiatico non è più una semplice imitazione delle tradizioni occidentali, ma un ambito di riflessione teologica che affronta questioni di identità, unità e testimonianza in un mondo plurale e differente da quello europeo di origine.

In questo senso, si nota la persistenza di una grammatica comune e in sostanziale continuità con il periodo precedente; ad essere mutato è l’ambito della missione cristiana, che non si svolge più da una posizione di dominio ma di minoranza, a volte minacciata. Pertanto, si può parlare di evoluzione del pensiero calvinista, ma non di una rottura vera e propria rispetto al passato; predicatori come Stephen Tong esprimono correttamente il pensiero protestante riformato, ma in un contesto completamente diverso.


Letture Consigliate

  • Nederlandsch Zendingsjaarboekje. (1912). De Eerste Internationale Conferentie voor Zendingsstudie. Amsterdam: Nederlandsch Zendingsgenootschap.
  • Christian Conference of Asia. (2025). Inter-Religious Conference on Freedom of Religion and the Rights of Religious Minorities in Asia. Jakarta: CCA.
  • Firdaus, Y. F. (2023). Lay Missionary Movement and the Establishment of the Peranakan Chinese Christian Community in West Java 1858–1889. Veritas: Jurnal Teologi dan Pelayanan, 22(1), 19–37.

Di Salvatore Puleio

Salvatore Puleio è analista e ricercatore nell'area 'Terrorismo Nazionale e Internazionale' presso il Centro Studi Criminalità e Giustizia ETS di Padova, un think tank italiano dedicato agli studi sulla criminalità, la sicurezza e la ricerca storica. Per la rubrica Mosaico Internazionale, nel Giornale dell’Umbria (giornale regionale online) e Porta Portese (giornale regionale online) ha scritto 'Modernità ed Islam in Indonesia – Un rapporto Conflittuale' e 'Il Salafismo e la ricerca della ‘Purezza’ – Un Separatismo Latente'. Collabora anche con ‘Fatti per la Storia’, una rivista storica online; tra le pubblicazioni, 'La sacra Rota Romana, il tribunale più celebre della storia' e 'Bernardo da Chiaravalle: monaco, maestro e costruttore di civiltà'. Nel 2024 ha creato e gestisce la rivista storica informale online, ‘Islam e Dintorni’, dedicata alla storia dell'Islam e ai temi correlati. (i.e. storia dell'Indonesia, terrorismo, ecc.). Nel 2025 ha iniziato a colloborare con la testata online 'Rights Reporter', per la quale scrive articoli e analisi sull'Islam, la shariah e i diritti umani.

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