Tra riforma dottrinale, militanza culturale e impegno politico, Persis emerge come uno degli attori più rigorosi e ideologicamente definiti dell’islam indonesiano contemporaneo.
Between doctrinal reform, cultural militancy, and political engagement, Persis stands out as one of the most ideologically rigorous and clearly defined actors in contemporary Indonesian Islam.
Tussen doctrinaire hervorming, culturele militantie en politiek engagement profileert Persis zich als een van de meest ideologisch consistente en duidelijk afgebakende actoren binnen de hedendaagse Indonesische islam.
Persis – Un’Organizzazione Islamica Moderna
Nel panorama dell’islam indonesiano contemporaneo, Persatuan Islam (Persis) si configura come un’organizzazione che incarna una forma di modernità religiosa radicata in un progetto di riforma dottrinale e morale, sviluppatosi a partire dai primi decenni del Novecento in risposta alle trasformazioni sociali, politiche e culturali del mondo musulmano.
Nata a Bandung il 12 settembre 1923 con l’obiettivo di purificare la pratica islamica da elementi ritenuti estranei o sincretici, Persis ha progressivamente elaborato una visione dell’islam fondata su un rigoroso riferimento al Corano e alla ‘sunna’ (detti attribuiti a Maometto), coniugando l’istanza di ritorno alle fonti originarie con strumenti organizzativi e pedagogici tipici della modernità, quali l’istruzione strutturata, la produzione editoriale e l’intervento nel dibattito pubblico.
In questo senso, Persis non si presenta come un semplice movimento conservatore, ma come un attore religioso che utilizza categorie moderne di razionalità, disciplina e sistematizzazione per promuovere un’identità islamica consapevole, capace di confrontarsi criticamente con la società contemporanea senza rinunciare a una chiara definizione normativa del credo e della prassi.
Sebbene Persis abbia una base più ridotta rispetto a Nahdlatul Ulama e Muhammadiya, essa rappresenta comunque una parte importante della comunità islamica indonesiana, che non si riconosce nel tradizionalismo di NU ma nemmeno nel modernismo riformista (diverso dal liberalismo) di Muhammadiyah.

In base alle stime più diffuse e recenti, Persis avrebbe circa 10 milioni di membri, e si collocherebbe come la terza organizzazione islamica di massa in Indonesia dopo NU (circa 95M) e Muhammadiyah (circa 60M).
L’Impegno di Persis
Un’organizzazione dalle dimensioni di Persis non può rinunciare a dotarsi di strumenti culturali, come il magazine Suara Persis, pubblicato per la prima volta nel 2017; si tratta del tentativo moderno di occupare uno spazio culturale rilevante (sebbene marginale), mediante una pubblicazione che corrisponda ai criteri e agli standard attuali.

Anche se ci sono stati, in passato, altri progetti editoriali, Suara Persis è il primo dell’epoca digitale, e serve a disseminare il pensiero e la visione dell’organizzazione nella società indonesiana; la vocazione militante di Persis viene confermata dal primo numero.
Persis lahir dan didirikan bukan karena dibutuhkan oleh ummat. Tapi Persis didirikan karena perlu adanya, untuk merubah umat.
Persis non è nata e non è stata fondata perché necessaria per la comunità. Persis è stata fondata perché era necessario che esistesse, per cambiare la comunità.
H. Wawa Suryana Hidayat, Doktrin Persis, Dottrina di Persis, Suara Persis, 1(1), 2017, p. 45.
Persis, dunque, non ritiene che il suo impegno si debba limitare ad un annuncio teorico, ma che la sua azione debba portare risultati concreti, un cambiamento della comunità in senso islamico; in altre parole, Persis si percepisce come attore dell’islamizzazione della società indonesiana.
Alcune affermazioni di Persis sono simili alle posizioni salafite, specialmente quando si tratta di dottrina islamica;
Kita sebagai jamaah Persis harus bangga dengan sebutan wahabi, karena Saudi pun antusias dengan sebutan tersebut, bahkan lambang yang kita miliki mirip seperti yang ada di pintu kabah. Para faunding father kita tidak sembarangan membuat lambang tersebut.
Noi come jamaah (comunità, ndr) Persis dobbiamo essere orgogliosi del nome wahabi, perché anche l’Arabia Saudita è entusiasta di questo nome, e persino il simbolo che abbiamo è simile a quello che c’è sulla porta della Kaaba. I nostri padri fondatori non hanno creato quel simbolo a caso.
H. Wawa Suryana Hidayat, Doktrin Persis, Dottrina di Persis, Suara Persis, 1(1), 2017, p. 45.
Si tratta di affermazioni forti che segnalano una chiara impronta dottrinale che non si rinviene, in questi termini, né in NU né in Muhammadiyah, in cui sono altri gli aspetti principali, come le tradizioni locali o l’istruzione.
Il Richiamo Esplicito alla Jihad e alla Politica
Uno degli aspetti più interessanti di Persis è costituito dall’impegno politico esplicito, che rende questa organizzazione un ibrido tra un movimento (come si dichiara di essere) e un partito politico; si afferma, esplicitamente, la necessità di
(…) menghidupkan dan memelihara ruhul jihad, ijtihad dan tajdid. Apabila suatu kaum sudah kehilangan ruhul jihadnya maka tinggal menunggu kehancurannya. Bangsa Indonesia yang mayotitasnya umat Islam tapi kenapa dikendalikan oleh minoritas, karena mayoritas umat Islam di negara kita sudah terjangkiti virus hubbudunya wakarohiyatul maut (cinta dunia dan takut mati). Saya mengamati di jamiyyah kita, jangankan anggota setingkat ustadz pun banyak yang tergoda oleh dunia dan menjadikan dunia sebagai tujuan hidupnya. Rumah, kendaraan dan fasilitas hidup lainnya, kita tidak bisa menutup mata sering kali menjadi godaan tersendiri bagi da’i.
(…) ravvivare e mantenere lo spirito di jihad, ijtihad e tajdid (enfasi mia). Quando un popolo ha perso il suo spirito di jihad, non resta che aspettare la sua distruzione. Il popolo indonesiano, la cui maggioranza è musulmana, perché è controllato da una minoranza (enfasi mia)? Perché la maggioranza dei musulmani nel nostro paese è stata infettata dal virus dell’amore per il mondo e della paura della morte. Ho osservato nella nostra jamiyyah che, figuriamoci i membri, anche molti a livello di ustadz sono tentati dal mondo e lo rendono il loro scopo nella vita. Casa, veicoli e altre comodità della vita, non possiamo chiudere gli occhi sul fatto che spesso diventano una tentazione a sé stante per i predicatori.
H. Wawa Suryana Hidayat, Doktrin Persis, Dottrina di Persis, Suara Persis, 1(1), 2017, p. 46.
In altre parole, per Persis è fondamentale agire all’interno della società, allo scopo di riformarla in maniera radicale, adottando un linguaggio esplicito sulla necessità di promuovere uno statuto maggiormente islamico per l’Indonesia.
In questo senso, il richiamo esplicito alla jihad, accostato all’ijtihad e al tajdid, non va letto esclusivamente in chiave spirituale o morale, ma come parte di una visione complessiva che interpreta la condizione dei musulmani indonesiani in termini di decadenza e perdita di vitalità, imputata ad una progressiva mondanizzazione e ad una rinuncia al conflitto, inteso come sforzo totale per l’affermazione dell’islam nella vita collettiva.
Pertanto, l’affermazione secondo cui una maggioranza musulmana risulterebbe ‘controllata’ da una minoranza assume un significato politico implicito, che non si traduce necessariamente in un progetto partitico formale, ma contribuisce a costruire una narrativa di subordinazione e urgenza, funzionale alla mobilitazione dei credenti.
Persis si configura dunque come un attore che, pur rifiutando l’etichetta di partito politico, opera nello spazio pubblico con categorie, obiettivi e retoriche tipiche dell’azione politica, ponendosi come avanguardia morale incaricata di risvegliare la comunità e di guidarne il processo di riforma islamica. La jihad, in questo senso, diventa il nome di una militanza permanente, che investe tanto la sfera individuale quanto quella sociale e che legittima l’intervento diretto dell’organizzazione nei processi di trasformazione culturale e, indirettamente, politica della società indonesiana.
Per questa ragione, Persis manifesta una critica ricorrente al secolarismo, inteso come tentativo di separare la religione dalla politica, interpretato come un costrutto ritenuto incompatibile con i principi della Pancasila indonesiana. Secondo la lettura proposta dall’organizzazione, la Pancasila rappresenterebbe infatti una via mediana tra uno Stato islamico in senso stretto e uno Stato secolare “puro”.
Letture Consigliate
- Federspiel, H. M. (2001). Islam and ideology in the emerging Indonesian state: The Persatuan Islam (Persis), 1923–1957. Leiden: Brill.
- Hasan, N. (2007). The Salafi movement in Indonesia: Transnational dynamics and local development. Comparative Studies of South Asia, Africa and the Middle East, 27(1), 83–94.
- Assyaukanie, L. (2009). Islam and the secular state in Indonesia. Journal of Southeast Asian Studies.

