Dalla fase missionaria tardo-coloniale alla costruzione dello Stato post-indipendenza, le scuole cristiane hanno svolto un ruolo centrale nella formazione educativa e culturale dell’Indonesia. Questo contributo, radicato nell’eredità riformata ma adattato al contesto nazionale e pluralista, continua a influenzare il dibattito contemporaneo sul rapporto tra istruzione, religione e spazio pubblico.
From the late-colonial missionary phase to the construction of the post-independence state, Christian schools have played a central role in Indonesia’s educational and cultural development. Rooted in a Reformed legacy yet adapted to a plural national context, this contribution continues to shape contemporary debates on education, religion, and the public sphere.
Van de laat-koloniale missionaire fase tot de opbouw van de post-onafhankelijke staat hebben christelijke scholen een centrale rol gespeeld in de educatieve en culturele ontwikkeling van Indonesië. Geworteld in een gereformeerde traditie maar aangepast aan een pluralistische nationale context, blijft deze erfenis het hedendaagse debat over onderwijs, religie en publieke ruimte beïnvloeden.
Strategia Missionaria negli anni Cinquanta
Dopo l’indipendenza, in Indonesia esistevano diverse scuole cristiane, che dipendevano principalmente dai missionari e dalle strutture ereditate dal periodo coloniale; una eco di tale attività lo si può cogliere nel numero 3 (Marzo 1954) di Het Zendingsblad.

Anche se siamo dopo l’indipendenza, i toni non sono molto lontani da quelli espressi nell’era coloniale, terminata da pochi anni; è proprio in questo numero, in effetti, che viene riportata la notizia di nuovi battesimi.
Nell’articolo intitolato ‘Nieuwe Oogst’, ‘Il Nuovo Raccolto’, si riferisce di un grande numero di conversioni al cristianesimo;
Het is vandaag een wonderdag in Salatiga. Zowel in de Javaanse als ook in de Chinese Kerk deden een aantal doop leden belijdenis, terwijl er tegelijk een grote groep volwassenen werd gedoopt.
Oggi è una giornata meravigliosa a Salatiga. Sia nella Chiesa giavanese che in quella cinese, un certo numero di membri battezzati fecero professione di fede, mentre contemporaneamente un gran numero di adulti veniva battezzato.
Het Zendingsblad, Nieuwe Oogst, Il Nuovo Raccolto, 3, Marzo 1954, p. 39.
Più avanti si trova una precisazione interessante,
Eén jongeman, die voorheen Mohammed
heette, koos als tweede naam Petrus.
Denk U dat even in: Deze jongeman, af
komstig uit een Islamietisch milieu, pre
dikt van nu voortaan telkens weer dóór
zijn naam. Wat moet dat niet een waar
schuwing zijn voor allen met wie hij om
gaat, in het bijzonder zijn familieleden.
Un giovane, che prima si chiamava Mohammed, scelse come secondo nome Pietro. Pensi un po’: questo giovane, proveniente da un ambiente islamico, predica da ora in poi continuamente attraverso il suo nome. Che monito non deve essere questo per tutti coloro con cui frequenta, in particolare per i suoi familiari.
Het Zendingsblad, Nieuwe Oogst, Il Nuovo Raccolto, 3, Marzo 1954, p. 39.
Alcuni dei nuovi cristiani erano di etnia malese, e la presenza di un ex musulmano di nome Mohammed viene scelto per giustificare la strategia missionaria, e proposto come esempio, monito, per il resto della sua comunità. I toni militanti (in senso religioso, non militare ovviamente) di questo articolo potrebbero sorprendere, ma Het Zendisgsblad rimane fedele al suo spirito missionario, anche se nel nuovo contesto dell’Indonesia indipendente.
Il Ruolo delle Scuole Cristiane
Le scuole cristiane hanno sempre rappresentato uno strumento fondamentale per costruire comunità basate sulla fede cristiana; tale ruolo, di soft power religioso, è stato esplicitamente riconosciuto e ribadito (non solo ovviamente) nell’articolo in esame.
De opvoeding van de Christelijke scholen is in de loop der jaren telkens opnieuw bijzonder gezegend. En vooral is dit wel het geval met de kweekscholen. Door de kweekscholen bereikt men niet alleen de enkeling, maar via de aan onze scholen opgeleide onderwijzers komt het Woord van God op allerlei plaatsen, waar een colporteur, guru Indjil of predikant misschien nog niet werkt. U kunt dus wel begrijpen, dat de schoolverenigingen èn Kerken altijd bij zondere aandacht hebben geschonken aan het kweekschoolonderwijs. Een Christenonderwijzer, die zijn Christenplicht verstaat, is op één van de belang rijkste levensterreinen Evangelist. Het is daarom noodzakelijk om altijd op nieuw vurig en volhardend de Heer der Kerk te bidden, dat Hij steeds meer on derwijzers tot het Evangelie bekere, op dat de wereld zo snel mogelijk vol worde van Zijn Naam.
L’educazione impartita dalle scuole cristiane è stata, nel corso degli anni, ripetutamente e in modo particolare benedetta. Ciò vale soprattutto per le scuole magistrali. Attraverso di esse non si raggiunge soltanto il singolo individuo, ma, per mezzo degli insegnanti formati nelle nostre scuole, la Parola di Dio giunge in molti luoghi dove forse non operano ancora né un colportore, né un guru Injil, né un predicatore.
Si può dunque comprendere come le associazioni scolastiche e le Chiese abbiano sempre riservato un’attenzione particolare all’istruzione nelle scuole magistrali. Un insegnante cristiano che comprende il proprio dovere cristiano è, in uno dei campi più importanti della vita, un evangelista. Per questo è necessario pregare sempre di nuovo, con fervore e perseveranza, il Signore della Chiesa affinché converta al Vangelo un numero sempre maggiore di insegnanti, perché il mondo possa essere riempito il più rapidamente possibile del Suo Nome.
Het Zendingsblad, Nieuwe Oogst, Il Nuovo Raccolto, 3, Marzo 1954, p. 40.
La rilevanza delle scuole cristiane non viene dunque sottovalutata nel nuovo contesto, ma rafforzata; a livello statistico, è difficile stimare con una certa precisione il numero di scuole cristiane presenti in Indonesia negli anni Cinquanta del secolo scorso.

Sulla base dei dati disponibili, la situazione delle scuole cristiane era probabilmente quella rappresentata nella figura che propongo; circa un quarto degli istituti, poi, erano riformati, o di matrice riformata. Si tratta, ovviamente, di una posizione di minoranza, ma non certamente di irrilevanza, specialmente quando si considera il contesto in cui tale scuole sono inserite.
Anche dopo il lungo e complesso processo che ha portato all’indipendenza del Paese, dunque, le chiese e le scuole cristiane continuano a svolgere un ruolo pubblico rilevante e documentato, come attori e interlocutori pubblici di primo piano.
Una Scuola Moderna – Penabur
Il Badan Pendidikan Penabur, l’istituzione di educazione cristiana Penabur (seminatore) nasce nel 1950, e rappresenta dunque una delle prime scuole cristiane strutturate dell’Indonesia indipendente; la sua chiara impronta calvinista la rende erede e continuatrice del cristianesimo riformato olandese. Tuttavia, Penabur non è mai stata formalmente associata ad una particolare chiesa riformata; questa indipendenza ha permesso uno sviluppo autonomo, ma riconducibile all’area protestante riformata.

Dalla fondazione nel 1950 la crescita è stata rapida, e attualmente Penabur rappresenta una vasta rete di istituti scolastici indonesiani, presenti anche in aree a maggioranza islamica; il successo di questa iniziativa è dovuto all’aderenza piena agli standards ministeriali.
Penabur non è una scuola confessionale in senso stretto, e le attività cristiane sono riservati agli studenti che si professano come tali; per il resto, si studia inglese, indonesiano, matematica e scienze; anche lo studio delle Scritture cristiane (obbligatorio per gli studenti cristiani) non ha un valore catechetico esplicito, ma culturale.
Attualmente sono presenti circa 250 scuole di ogni ordine e grado (a cui si aggiungono anche università e istituti professionali), che raccolgono circa 120,000 studenti nell’intera Indonesia; si tratta di un vero e proprio network che conferma la bontà della strategia di Penabur.
Interessante è anche l’impegno concreto a favore della tolleranza e del rispetto reciproco, testimoniato dagli auguri tradizionalmente rivolti dalle scuole della rete Penabur per le festività e ricorrenze islamiche, di cui si riporta un esempio.

In questo caso, una scuola superiore di Jakarta appartenente alla rete Penabur offre gli auguri alla comunità musulmana per il cosiddetto ‘Miraj’, una sorta di ‘viaggio miracoloso’ di Muhammad, e rappresenta un esempio concreto dell’integrazione di Penabur nel contesto indonesiano generale.
La distanza dai toni di Het Zendingsblad è evidente, e non deve sorprendere, in quanto Penabur non è formalmente calvinista e tantomeno missionaria; sono due istituzioni differenti, che tuttavia perseguono un obiettivo comune. In questo modo, il cristianesimo con rimane un fenomeno marginale, ma entra nella società e diventa un attore qualificato e riconosciuto.
Letture Consigliate
- Klinken, G. van. (2003). Minorities, modernity and the emerging nation: Christians in Indonesia, a biographical approach. Bijdragen tot de Taal-, Land- en Volkenkunde, 159(3), 403–428.
- Zendingsblad. (1954). Nieuwe Oogst. Het Zendingsblad, 3(Maart), 39–40. Utrecht: Gereformeerde Zendingsbond.
- Mau, M. (2023). Christian education and political education for Christians in Indonesia. Jurnal Pendidikan Agama Kristen (JUPAK), 3(2), 17–34.

